Ecco il Rijeka che i tifosi vogliono

Dopo l'eliminazione dal PAOK, i fiumani danno una prova di forza nel derby dell'Adriatico con l'Hajduk

La festa dei giocatori del Rijeka dopo la vittoria al Poljud

Se il Rijeka ha tutte le ragioni del mondo per festeggiare, Goran Tomić ne ha una in più: quella di domenica sera è stata infatti la sua prima vittoria al Poljud in carriera. Dopo tre sconfitte di fila, due a Rujevica e una a Spalato, i fiumani hanno ripreso dunque la loro marcia trionfale quando si parla di derby dell’Adriatico. L’Hajduk, negli ultimi anni spesso lupo alla vigilia e agnellino poi, ha fatto ciò che ha potuto, imbrigliato nella ragnatela tattica preparata da Tomić. Non lo spregiudicato (e per certo versi autolesionista) 3-4-3 visto con il PAOK, bensì un più prudente 3-5-2, con Ampem arretrato nella linea dei centrocampisti e con un mediano in più. Risultato? Baricentro più avanzato, maggiore equilibrio tra i reparti e tantissime ripartenze veloci. Se poi aggiungiamo la qualità individuale, come quella che ha portato al gol d’autore di Josip Drmić, allora il successo per 2-1 ha una spiegazione del tutto logica.

 

Tomić: «Vittoria strameritata»

“Una grande vittoria. Questo è quanto chiediamo al Rijeka: di essere poderoso sia in casa che in trasferta – sprizza entusiasmo da ogni poro Tomić –. Abbiamo affrontato una squadra sicuramente molto competitiva, dimostrando grande personalità e mentalità vincente. Questo è ciò che mi rallegra particolarmente. Adesso dobbiamo proseguire su questa falsariga”.

Alla vigilia si temeva una squadra logorata fisicamente e mentalmente dai tanti impegni in campionato e Conference League. “La stanchezza è presente soltanto nelle teste – prosegue il tecnico sebenzano –. Nel primo tempo i ragazzi hanno giocato in modo esemplare, senza commettere errori, e il vantaggio avrebbe potuto essere ancora maggiore. Volevamo continuare con lo stesso ritmo anche nella ripresa, ma purtroppo è subentrato un calo energetico e l’Hajduk ci ha schiacciati. Anche in questa situazione, però, potevano segnare soltanto da gioco fermo o in modo del tutto casuale, come volevasi poi dimostrare. Credo che alla fine la nostra vittoria sia strameritata”.

La dedica è chiara: “Senza dubbio a tutti i nostri tifosi. Per loro battere l’Hajduk al Poljud è sempre qualcosa di particolare. Se poi teniamo conto della delusione per la sconfitta con il PAOK direi che è il tipo di regalo che ci voleva proprio”, conclude Tomić.

Prima vittoria in carriera a Spalato per Tomić

Tomečak, un momento d’oro

Ivan Tomečak è stato tra i migliori in campo nella gara di Conference League e anche a Spalato si è ripetuto. Se con il PAOK la palla non è voluta entrare in porta, contro l’Hajduk è finita nel sacco. “Ho aspettato che il pallone cadesse e ho calciato in porta, semplice. In queste situazioni spesso succede di colpire male la sfera. Abbiamo ottenuto tre punti importanti contro un Hajduk che partiva, almeno all’apparenza, favorito. E questo rende la vittoria ancora più dolce. Sapevamo quale fosse il nostro obiettivo e alla fine l’abbiamo centrato. Per giunta giocando esattamente quanto è servito. Potevamo segnare ancora qualche gol, ma va bene anche così. Ciò che non possiamo invece permetterci è di subire gol sugli sviluppi di calcio d’angolo”.

Il laterale va dritto verso le 200 presenze con la maglia del Rijeka e ultimamente è molto presente in zona gol. Soltanto un caso? “Dipende dal tipo di partita. Abbiamo una ben precisa tattica da attenerci e quando si aprono gli spazi è giusto provarci. Contro l’Hajduk mi si è presentata l’occasione di salire in tre circostanze. Meglio così, due o tre volte a partita e segnare invece di correre tutto il tempo su e giù sulla fascia senza particolare effetto. Ma, come ho detto, dipende dai compiti che mi assegna l’allenatore”.

Ivan Tomečak ha aperto le marcature

L’11 settembre arriva lo Slaven

Ora il campionato si prende una pausa di due settimane e al ritorno in campo, sabato 11 settembre alle ore 17, a Rujevica arriverà lo Slaven Belupo. Il Rijeka potrà preparare la sfida in tutta tranquillità, dall’alto del suo secondo posto il classifica e con i medesimi punti della Dinamo (leader per la differenza gol), lo stesso Hajduk e l’Osijek, ma con una gara in meno rispetto a spalatini e slavoni. Avanti così…

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