Ultime fatiche per il Rijeka nel ritiro di Kranjska Gora. Oggi la squadra sosterrà una doppia seduta di allenamento, mentre domani sul menù ci sono ben due amichevoli: la prima in mattinata (ore 11) contro i lubianesi del Bravo, in cui Đalović darà spazio alle seconde linee, e la seconda nel pomeriggio (ore 17) contro i turchi del Göztepe dell’ex Ivan Mance, che fungerà da prova generale in vista dell’esordio stagionale fissato per il 22 luglio a Rujevica nella sfida d’andata del secondo turno preliminare di Champions League. Al termine del match contro la compagine di Smirne i biancocrociati rientreranno a Fiume per ultimare la preparazione. La sberla rimediata nell’ultimo test con i belgradesi del Čukarički (0-2) non ha minimamente intaccato l’umore nello spogliatoio e, anzi, è stato utile per riportare immediatamente i piedi per terra dopo il roboante poker rifilato ai vicecampioni ucraini dell’Oleksandriya.
Dando per scontato l’addio di Fruk, che nella scorsa stagione aveva agito spesso da falso nueve, il faro dell’attacco sarà Duje Čop, il quale a 35 primavere vuole essere ancora protagonista ai massimi livelli: esperienza, vizio del gol e ancora tanta voglia di divertirsi in campo. Una delle tante frecce all’arco di coach Đalović sarà proprio il centravanti spalatino.
La forza del gruppo
“Il focus è ancora sulla condizione atletica in questa fase della preparazione – spiega l’ex attaccante della nazionale croata –. La stanchezza si fa sentire e lo si è visto nell’amichevole col Čukarički, ma il risultato era in secondo piano: ciò che contava era capire a che punto siamo e su quali aspetti dobbiamo ancora lavorare. Ma siamo sulla buona strada e anche nella prossima stagione il Rijeka sarà competitivo. Fisicamente sono a posto: non ho saltato nemmeno un allenamento. La preparazione atletica sarà fondamentale dato che potenzialmente ci attendono più di 30 partite nella prima parte di stagione”.
A dargli manforte là davanti sarà Jurić, arrivato dal Brescia. Tra i due ci sarà una continua staffetta viste le tante partite ravvicinate che vedranno i fiumani in campo ogni 3-4 giorni. “Gli auguro di segnare quanti più gol e di portarci tanti punti. I nuovi arrivati? Sono tutti giocatori forti. La chiave sarà il loro giusto inserimento. A fare la differenza nella scorsa stagione è stato proprio il gruppo. Magari a livello individuale non eravamo i più forti, ma eravamo più squadra rispetto alle altre rivali ed è proprio questo aspetto ad averci portato a vincere il doblete. E con pieno merito. I più casinisti? Menalo e Radeljić…”.
Un po’ tutti sono concordi nell’affermare che l’avversario nei preliminari di Champions sarà il Ludogorets, anche se l’1-0 con cui i bulgari hanno piegato la Dynamo Minsk lascia apertissimo il discorso qualificazione.
Nessun rimpianto
“Abbiamo visto la partita, ma sarà poi lo staff a fare un’analisi approfondita. Sono tutte squadre campioni nazionali e quindi molto forti, però non temiamo nessuno e possiamo giocarcela con tutti. L’obiettivo è disputare una coppa europea. Difesa del doblete? Tanti pezzi dovranno incastrarsi. Ma sono fiducioso perché finora non è andato via nessuno e ci siamo rinforzati prendendo giocatori di qualità. Dinamo e Hajduk? Non ha senso seguire il loro precampionato. Le amichevoli contano relativamente e soltanto all’inizio del campionato avremo un quadro più chiaro sui veri valori in campo”.
Nel suo curriculum vanta anche un’esperienza in Serie A con la maglia del Cagliari, sebbene non troppo esaltante. “A chiamarmi fu Gianfranco Zola, il mio idolo da ragazzo. Mi sembrava un segno propiziatorio, poi però è stato esonerato e da lì in poi ho trovato poco spazio. Ma al di là di questo l’esperienza in Italia è stata preziosa perché sono cresciuto sia come calciatore che come persona. E poi la Sardegna è il top. Rimpianti nella mia carriera? Ci sono cose che avrei voluto fossero andate diversamente, però non ha senso guardarsi indietro per vedere le cose negative. Preferisco ricordare i bei momenti”, conclude Duje Čop.
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