Domagoj Pavičić: «I tre punti ce li dovremo sudare»

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Domagoj Pavičić: «I tre punti ce li dovremo sudare»
Domagoj Pavičić è il faro del centrocampo del Rijeka

A Rujevica sono ancora vive le immagini della vittoria sull’Osijek, valsa il biglietto per la finalissima di Coppa Croazia. In casa Rijeka la festa è stata presto archiviata perché è subito tempo di rituffarsi in campionato, che torna con la 27ª giornata, l’ultima della terza tornata. I fiumani sono pronti a mettersi in viaggio in direzione Zagabria, dove domani pomeriggio faranno visita al fanalino Hrvatski dragovoljac (calcio d’inizio alle 15). Ora è necessario switchare in fretta e tornare in modalità campionato per continuare a sbracciare con Dinamo, Osijek e Hajduk in questa pazza corsa al titolo. Conquistare i tre punti in via Kranjčević è fondamentale per restare incollati alle dirette rivali all’inizio dell’ultimo quarto di stagione, un concetto peraltro più volte ribadito dallo stesso Tomić nelle ultime settimane. E magari anche salire ancora in classifica visto che stasera il Poljud ospiterà il derby tra Hajduk e Dinamo, mentre domani l’Osijek riceverà al Gradski vrt la mina vagante Gorica. Dopo la maratona in Coppa, che inevitabilmente ha prosciugato un bel po’ di energie sia fisiche che mentali, il Dragovoljac, ormai retrocesso, è probabilmente l’avversario ideale per riprendere la marcia inseguendo il poker di vittorie consecutive in campionato. Date le fatiche dell’altro giorno, e l’ampio divario tecnico con la compagine di Siget, l’allenatore sebenzano potrebbe anche decidere di applicare un parziale turnover, scegliendo di far rifiatare chi ha speso di più nella battaglia di Coppa. Come ad esempio Domagoj Pavičić, rimasto in campo per 120 minuti.

”Effettivamente un po’ di stanchezza sta venendo fuori, ma ogni giocatore vuole sempre stare in campo e anch’io spero di esserci. Poi chiaramente il mister farà le sue scelte – spiega il motore e cervello del centrocampo fiumano –. Con l’Osijek è stata una battaglia epica, un match giocato continuamente sulle montagne russe. Sinceramente nel recupero, sul 2-1, eravamo tutti convinti che fosse fatta, e invece abbiamo preso gol ingenuamente allo scadere. È stato uno shock, però abbiamo mantenuto i nervi saldi senza perdere la testa. Ai supplementari abbiamo tirato fuori carattere dimostrando di essere una grande squadra anche nei momenti di difficoltà. La finale? Mancano più di due mesi e peraltro si giocherà a campionato concluso, perciò è ancora prematuro pensarci. Ora il nostro unico pensiero dev’essere il campionato”.

Dinamo favorita

Alla linea del traguardo mancano dieci giornate. La prima fermata in questo rush finale è Zagabria. Data la folta colonia fiumana in quel di Siget, per molti il Dragovoljac eviterà di creare troppi problemi alla “sorella maggiore”. “Siamo alle solite… Ricordo bene quando ai tempi della Lokomotiva affrontavamo la Dinamo. Tutti a dire che li avremmo lasciato vincere senza colpo ferire, e invece non era così. Anzi, contro la Dinamo eravamo sempre carichi a mille. E lo stesso discorso vale anche per i nostri ex compagni ora al Dragovoljac: ogni singola partita rappresenta un’occasione per mettersi in luce e dimostrare di meritarsi la maglia del Rijeka, a maggior ragione quando ci giochi contro, pertanto mi aspetto un avversario molto motivato e non certamente remissivo. Da parte nostra, sicuramente non prenderemo sotto gamba questa gara. I tre punti ce li dovremo come sempre sudare e fare comunque attenzione a una squadra che ha determinate qualità e che scenderà in campo con la mente libera. Chiaramente molto dipenderà da noi e da come approcceremo la partita”.

La classifica vede la truppa di Tomić inseguire a una sola lunghezza la coppia formata da Dinamo e Osijek. Il Rijeka rimane dunque in piena bagarre, ma a Rujevica la parola titolo resta un tabù. E anche “Pavek” preferisce non pronunciarla. “È una lotta avvincente, ma la verità è che la Dinamo resta la principale favorita. Il compito di Rijeka, Osijek e Hajduk è cercare di metter loro i bastoni tra le ruote. Calendario favorevole? Inutile guardare troppo in là. Pensiamo una partita alla volta cercando di conquistare quanti più punti. Caricarci di pressioni inutili sarebbe solo controproducente”.

Nel corso dell’ultima finestra di mercato Pavičić è finito spesso al centro di varie voci. “Di offerte concrete non ce ne sono state. A Fiume sono arrivato quattro anni e mezzo fa e in tutta sincerità mai mi sarei aspettato di trascorrere qui un periodo così lungo, ma non ho alcun rimpianto e, anzi, mi sono sempre trovato benissimo. Sono in scadenza a giugno perciò al termine della stagione ci incontreremo con la società per fare il punto della situazione e valutare il da farsi”, ha concluso Domagoj Pavičić.

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