Dantas e difesa top ma l’attacco è un flop

Contro il Ludogorets il Rijeka ha mantenuto la propria compattezza difensiva ma al tempo stesso in fase offensiva ha creato pochissime occasioni da gol

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Dantas e difesa top ma l’attacco è un flop
Il discorso qualificazione è ancora apertissimo. Foto: Goran Žiković

Dire che a Rujevica abbia vinto la noia sarebbe un po’ ingeneroso, però oggettivamente l’andata del secondo turno preliminare di Champions League tra Rijeka e Ludogorets ha offerto ben poco in termini emozioni. Poche occasioni, tanta tensione e nervosismo in campo tra due squadre che, più che vincere, ci tenevano soprattutto a non perdere. Come diceva giustamente Đalović alla vigilia, questo è soltanto il primo tempo e la qualificazione alla fase successiva si deciderà al ritorno a Razgrad. Ai punti avrebbero vinto i fiumani, che nel complesso hanno fatto vedere qualcosina in più rispetto agli “aquilotti verdi”, giocando per lunghi tratti anche meglio e dimostrando di non essere inferiori a una squadra il cui valore della rosa è di una quindicina milioni superiore a quella biancocrociata (anche se questi dati contano relativamente), più rodata (i bulgari erano già alla quarta uscita stagionale) e abituata al palcoscenico europeo. Il Ludogorets non è certo uno spauracchio e il discorso qualificazione è apertissimo. Certo, sbancare Razgrad non sarà facile, ma è un obiettivo alla portata dei campioni di Croazia.

A tal proposito c’è un dato molto curioso e al tempo stesso poco confortante: in Europa il Rijeka non ha mai superato il turno dopo non aver vinto l’andata in casa. È successo nelle ultime tre stagioni contro Djurgarden, Elfsborg e Olimpija Lubiana, più indietro nel tempo con Omonia Nicosia, Metalist Kharkiv e Aberdeen e ai tempi della ex Jugoslavia contro Beveren, Juventus e Standard Liegi. Nove volte su nove! Una statistica molto indicativa, ma che lascia il tempo che trova perché ogni stagione (e ogni partita) fa storia a sé e il passato, dunque, conta zero. Ma se non altro i fiumani avranno dalla loro la legge dei grandi numeri…

Qualità e quantità
Tornando al match di Rujevica con i campioni di Bulgaria, coach Đalović può sorridere in particolare per due motivi. Innanzitutto la squadra non ha perso la compattezza difensiva della scorsa stagione. La miglior difesa del campionato si è confermata tale non solo perché Zlomislić ha mantenuto inviolata la propria porta, ma anche e soprattutto perché il Rijeka non ha concesso nemmeno una chiara occasione da rete ai bulgari, i quali tre giorni prima avevano rifilato una “manita” al Septemvri Sofia al debutto in campionato. Nel calcio moderno la difesa parte dagli attaccanti e infatti anche Fruk in alcuni frangenti si è abbassato praticamente fino alla propria area sacrificandosi in fase di copertura.
Il secondo motivo risponde al nome di Tiago Dantas. Un po’ a sorpresa il tecnico montenegrino lo ha lanciato dal primo minuto in mediana a fare coppia con Petrovič. E il centrocampista portoghese ha ripagato al meglio la fiducia dell’allenatore con una prestazione di grande qualità e quantità, sia in fase di impostazione che di interdizione. Non è ancora al 100% della condizione e lo si è visto quando dopo una quindicina di minuti nella ripresa aveva già finito la benzina. La sua prova non è passata inosservata anche da parte del pubblico di Rujevica, che gli ha tributato un lungo applauso al momento della sostituzione. Se già adesso è in grado di spostare gli equilibri, figuriamoci cosa saprà fare quando raggiungerà il top della condizione. Selahi è ormai un lontano ricordo…

Fruk non ha saputo incidere in fase offensiva.
Foto: Goran Žiković

Staffetta Čop-Jurić?
Tra gli aspetti da rivedere c’è sicuramente l’attacco. Se la difesa ha concesso poco o nulla alla truppa di Rui Mota, è altrettanto vero che i difensori bulgari hanno contenuto in maniera molto efficace gli attaccanti biancocrociati. Il Rijeka non è stato in grado di creare nemmeno una nitida palla gol nell’arco di tutta la partita, affidandosi principalmente alle iniziative personali di Fruk, spesso e volentieri raddoppiato e anche quando è riuscito a trovare un po’ di spazio i suoi tentativi sono stati facile preda del portiere Bonmann. Nella ripresa Đalović avrebbe potuto arretrarlo nel suo ruolo naturale di trequartista e lanciare Čop al vertice dell’attacco, ma non l’ha fatto e a fine partita lo stesso tecnico di Bijelo Polje ha ammesso l’errore facendo mea culpa. Ma al di là di questo ciò che preoccupa è che la squadra era rimasta a secco anche durante la fase di preparazione contro avversari di livello inferiore come Čukarički e Göztepe. Serve un attaccante da 20 gol a stagione e il problema è che il Rijeka non ce l’ha. Fruk ha le valigie in mano, Čop sta più in panchina che in campo, oltre al fatto di avere 35 primavere, mentre Jurić tra Gorica e Brescia ha segnato la miseria di 7 gol in 79 presenze. Resta da capire se la società interverrà sul mercato o se punterà sulla staffetta Čop-Jurić.

Majstorović ha rinnovato
All’indomani del match col Ludogorets la squadra è tornata immediatamente in campo per un’amichevole nel quartier generale di Rujevica contro il Brinje Grosuplje, formazione che milita nella seconda divisione slovena. Un test che ha visto Đalović utilizzare coloro che non sono scesi in campo la sera prima o che sono entrati nella ripresa (Gojak, Rukavina, Lasickas e Butić), come pure coloro che non erano iscritti a referto, su tutti l’ultimo arrivato Kreilach, partito peraltro dal primo minuto. I biancocrociati si sono imposti per 2-0 con i centri di Jurić al quarto d’ora e di Ilinković allo scadere.
Da segnalare infine che Majstorović ha rinnovato il proprio contratto fino al 2027 con opzione anche per la stagione successiva.

Davor Šuker ignora (di nuovo) il Rijeka
Che a Davor Šuker il Rijeka non stia particolarmente simpatico è cosa nota. Tutti si ricordano le sue dichiarazioni risalenti alla vigilia della sfida di Europa League tra Rijeka e Siviglia nel 2014 quando, in veste di presidente della Federcalcio croata, disse che il suo cuore batte per gli andalusi. Undici anni dopo ecco che il miglior marcatore della storia della nazionale croata ci è ricascato e, in un’intervista concessa a un portale bulgaro, ha augurato le migliori fortune ai club bulgari impegnati nei preliminari delle coppe europee. Compreso quindi il Ludogorets avversario del Rijeka. Vabbè, a Rujevica se ne faranno una ragione…

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