Croazia, un viaggio pieno di speranza

Mondiali di pallamano. La nazionale è giunta a Borg el Arab dove venerdì farà il suo esordio contro il Giappone. Červar ha portato in Egitto anche Karačić, ancora però alle prese con il problema all'inguine

La nazionale croata è partita ieri da Zagabria insieme a quella slovena. Domagoj Duvnjak e Dragan Gajić aspettano di salire sull’aereo

La Croazia di pallamano è arrivata a Borg el Arab, città industriale che conta poco più di 100mila abitanti, situata a 45 chilometri a sud-ovest di Alessandria. È qui che la nazionale biancorossa giocherà le partite del suo girone. Il Mondiale scatterà stasera alle 19 con il match inaugurale tra i padroni di casa dell’Egitto che al Cairo affronteranno il Cile. Duvnjak e soci faranno invece il loro esordio venerdì, sempre alle 19, contro il Giappone. Sull’aereo che ha portato la squadra nella terra dei faraoni c’erano 20 giocatori, tra cui il portiere Marin Šego, ancora in fase di recupero dall’infortunio alla caviglia, ma soprattutto il centrale Igor Karačić, il quale ha ottenuto in extremis l’idoneità dallo staff sanitario, sebbene il problema all’inguine non sia stato ancora risolto e molto probabilmente Červar non lo utilizzerà nella prima fase. Dei 22 giocatori presenti nella seconda fase della preparazione, a essere tagliati sono stati Lovro Mihić e Šime Ivić. Červar ha motivato così le sue scelte: “È chiaro che tutti vogliono esserci al Mondiale, ma dovevo sceglierne 20. Nei ruoli di Mihić e Ivić siamo ben coperti. Entrambi hanno dato un contributo importante durante il ritiro. Sono degli ottimi ragazzi e giocatori, già da qualche tempo nel giro della nazionale e in futuro ci sarà sicuramente spazio per loro. Karačić? Non è ancora al meglio, però lo volevo in squadra perché più avanti nel torneo torneo ci tornerà sicuramente molto utile”.

 

Nessuno vuole sbilanciarsi
Sugli obiettivi della “campagna d’Egitto” tutti si nascondono preferendo non sbilanciarsi, ma è chiaro che la Croazia punta in alto, a conquistare una medaglia, anche se nessuno vuole pronunciare questa parola. Per qualità della rosa, la nazionale biancorossa rientra nel lotto delle favorite per il podio. Un podio che manca da otto anni, dai Mondiali di Spagna 2013 quando la squadra allenata allora da Slavko Goluža tornò a casa con il bronzo al collo superando 31-26 la Slovenia nella finale di consolazione.
“Siamo qui per abbattere le barriere, per dare il massimo in campo senza cercare alibi. Abbiamo nuovamente una nazionale molto competitiva che può andare lontano”, ha aggiunto lapidario il tecnico umaghese.

Anche Domagoj Duvnjak, fresco vincitore della Champions League con il suo Kiel, preferisce tenere un basso profilo.

In casa croata l’ottimismo non manca

“È inutile fare proclami – chiosa il capitano –. Dobbiamo guardare una partita alla volta. Lo ripetiamo ogni anno, ma è così. Il Giappone? Abbiamo visto i loro video e li abbiamo analizzati bene. In difesa giocano un 3-3 molto insidioso. Chiaramente siamo noi i favoriti in questa gara, però tocca dimostrarlo in campo e non a parole. Dovremo lottare per 60 minuti dando tutto. Siamo un gruppo davvero forte che potenzialmente può fare grandi cose. Sono curioso anch’io di vedere fin dove riusciremo a spingerci e poi, come sempre, i conti li faremo alla fine”.

La lista dei convocati
Portieri: Ivan Pešić (Meshkov Brest), Marin Šego (Montpellier) e Mate Šunjić (Ivry). Ali sinistre: David Mandić (PPD Zagreb) e Manuel Štrlek (Veszprem). Ali destre: Ivan Čupić (Vardar Skopje) e Zlatko Horvat (Metalurg Skopje). Pivot: Ilija Brozović (Hannover), Marino Marić (Melsungen), Željko Musa (Magdeburg) e Marin Šipić (PPD Zagreb). Terzini sinistri: Halil Jaganjac (Nexe Našice), Marko Mamić (Lipsia) e Josip Šarac (Celje). Centrali: Luka Cindrić (Barcellona), Domagoj Duvnjak (Kiel), Igor Karačić (Kielce) e Janko Kević (Nexe Našice). Terzini destri: Ivan Martinović (Hannover) e Luka Šebetić (Tremblay en France).

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