Dalić cambia tutto: «Con il Panama si torna alla difesa a 4»

Il commissario tecnico analizza la sconfitta all'esordio e rilancia le ambizioni mondiali

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Dalić cambia tutto: «Con il Panama si torna alla difesa a 4»
Il ct Zlatko Dalić. Foto Roni Brmalj

“L’Inghilterra è già alle spalle, ora torniamo al nostro sistema di gioco”. Zlatko Dalić prova a voltare pagina dopo il pesante 4-2 subito all’esordio mondiale dalla Croazia e guarda già alla sfida decisiva contro Panama del 23 giugno.

Il commissario tecnico croato, intervenuto dal ritiro di Alexandria, ha analizzato senza cercare alibi una sconfitta che, a suo giudizio, è maturata soprattutto sui calci piazzati. “Abbiamo perso contro una squadra migliore, più veloce, più aggressiva e più organizzata. Ma non smetteremo di credere nelle nostre possibilità”, ha spiegato.

La Croazia era riuscita a rimontare due volte nel primo tempo, ma il gol subito a pochi secondi dall’inizio della ripresa ha compromesso definitivamente la partita. “Per dieci minuti siamo andati completamente in difficoltà e Livaković ci ha tenuto in piedi. Sapevamo esattamente cosa avrebbe fatto l’Inghilterra, eppure abbiamo difeso malissimo le situazioni da fermo”.

Il dato che più preoccupa il ct riguarda proprio la fase difensiva. Degli otto calci d’angolo battuti dagli inglesi, sei si sono trasformati in occasioni nitide da gol. “Abbiamo lavorato su questi aspetti in allenamento, avevamo studiato i loro blocchi e le loro soluzioni, ma siamo mancati in disciplina, concentrazione e responsabilità”.

Dalić ha quindi annunciato il ritorno al sistema tradizionale con la difesa a quattro. “Tutti i risultati ottenuti dalla Croazia durante il mio mandato sono arrivati giocando con il 4-3-3 o il 4-2-3-1. Il problema non è il modulo, ma i gol regalati agli avversari”.

L’allenatore ha citato come esempio il gol di Jude Bellingham, arrivato dopo una lunga progressione senza che nessuno intervenisse. “È stata una questione di deconcentrazione”.

La polemica sul rigore ripetuto

Non sono mancate le polemiche per il rigore fatto ripetere agli inglesi dopo la parata iniziale di Dominik Livaković. “Mi chiedo cosa sarebbe successo se la situazione fosse stata inversa. Probabilmente non se ne sarebbe nemmeno parlato. Quel salvataggio ci avrebbe dato una grande spinta mentale, invece il rigore è stato ripetuto e abbiamo subito gol”.

Dalić ha preferito non soffermarsi sulle decisioni arbitrali, pur sottolineando alcuni dubbi sulla valutazione dell’episodio. “Ci è stato detto che Livaković aveva lasciato la linea di porta in anticipo, ma tutto dipende dal momento in cui si ferma l’immagine”.

Modrić non si tocca

Il tecnico ha difeso anche il capitano Luka Modrić, protagonista di una prestazione complicata e autore di un fallo da rigore. “Il problema non era Luka, ma tutta la squadra. Nessuno si è espresso al meglio e gli inglesi ci hanno messo in grande difficoltà”.

Adesso tutta l’attenzione è rivolta alla partita contro Panama. “Non è una squadra da sottovalutare, ma non è l’Inghilterra. Avremo più possesso palla e più occasioni sui calci piazzati. Dovremo correggere gli errori e migliorare proprio in quelle situazioni”.

Il commissario tecnico ha voluto allontanare qualsiasi clima negativo all’interno del gruppo. “Non c’è pessimismo né caccia ai colpevoli. La responsabilità è mia, ma tutto è ancora nelle nostre mani. Ai giocatori ho consigliato di leggere il meno possibile i media e di concentrarsi soltanto sul nostro percorso”.

Infine, uno sguardo al Mondiale nel suo complesso. “Ci sono stati molti risultati sorprendenti. Diverse favorite, come Spagna, Olanda e Portogallo, non hanno vinto. È solo l’inizio del torneo, ma le differenze di qualità tra alcune nazionali sono evidenti”.

Anche le pause per il cosiddetto “hydratation break” ormai sempre più frequenti, fanno parte del nuovo volto del calcio internazionale. “Se servono per trasmettere indicazioni ai giocatori, allora possono essere utili. Ormai anche questo fa parte dello spettacolo”.

 

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