Croazia, contro Cipro è già vietato sbagliare

Qualificazioni mondiali. Stasera, sabato 27 marzo (ore 18) a Rujevica

La Croazia si è allenata due giorni a Rujevica in attesa della gara di stasera

Siamo soltanto all’inizio, ma per la Croazia è già vietato sbagliare. Dopo la sconfitta in casa della Slovenia la nazionale di Zlatko Dalić ospita stasera (ore 18) a Rujevica Cipro nell’ambito della seconda giornata delle qualificazioni per i Mondiali del 2022 in Qatar. L’obiettivo, anzi l’imperativo, è soltanto uno: vincere. I tre punti servono infatti come il pane, per la classifica, ma anche per il morale. Modrić e compagni non assaporano la gioia della vittoria ormai da cinque partite, troppo per una nazionale che è pur sempre vicecampione del mondo. I punti a disposizione sono ancora tanti, però un altro eventuale passo falso complicherebbe maledettamente le cose, dando ulteriore vantaggio alle avversarie nella corsa al primo posto, l’unico che garantisce la qualificazione diretta alla prossima rassegna intercontinentale. Le seconde classificate dovranno infatti passare per gli spareggi, sempre molto pericolosi.

 

 

Attacco sterile, difesa porosa
A Lubiana ha funzionato ben poco. Vero che la Croazia non avrebbe forse meritato di perdere, ma i problemi sono sempre gli stessi: realizzazione ai minimi storici e difesa che fa acqua da tutte le parti, incassando almeno un gol a partita. La manovra è lenta, prevedibile e spesso troppo complicata, in netto contrasto con le leggi del calcio: se non tiri in porta non fai gol. La Slovenia l’ha capito e infatti il gol partita è nato da una conclusione senza troppe pretese, deviata involontariamente da Brozović. Non certo la rete più bella della storia, ma valsa comunque i tre punti in palio.

Zlatko Dalić e Luka Modrić a colloquio

Cambio di modulo e interpreti
Il 4-4-2, con centrocampo a rombo, non ha prodotto gli effetti sperati e stasera si cambia registro. Nel modulo, ma anche negli interpreti. “Dobbiamo imparare a convivere con le critiche, anche perché le abbiamo meritate tutte – ammette Dalić –. Sapevamo che a Lubiana non sarebbe stato facile, ma la sconfitta onestamente non me l’aspettavo proprio. Siamo delusi, ma non affonderemo. Né io né i ragazzi. Rialzeremo la testa e torneremo a vincere. Non voglio puntare il dito contro nessuno, ma ho detto chiaramente alla squadra ciò che non funziona. Ho provato a cambiare il corso della partita modificando il modulo e affidandomi a forze fresche. Le ho tentate davvero tutte, ma senza risultato. Contro Cipro cambieremo tattica e sicuramente anche la formazione di partenza. Servono la classica torre (Budimir?) e due esterni veloci per perforare il muro difensivo. Inoltre c’è bisogno di nuova linfa. Nessuno deve però sentirsi bocciato, semmai rimandato. Se poi le cose dovessero andar male, io sono colui che sceglie il modulo e la squadra, dunque il primo responsabile. Mi assumo in pieno una parte delle colpe”.

Servono 21-22 punti
La matematica è una materia complessa e precisa, ma talvolta allo stesso tempo anche molto semplice. “Per qualificarci servono 21-22 punti. Noi ne abbiamo persi già tre e pertanto conto Cipro e Malta serve l’en plein – taglia corto il selezionatore –. Tutte queste partite valgono il doppio: con la vittoria ti metti nella corsia veloce e allo stesso tempo mandi fuori strada l’avversario. Abbiamo analizzato a fondo la partita tra Cipro e Slovacchia: in determinati momenti gli isolani erano addirittura superiori, ma alla fine è finita in parità. Non illudiamoci che sarà facile, bisognerà sudare per arrivare ai tre punti”.

Il problema dell’esterno destro
Se mesi fa il gruppo sembrava omogeneo e la squadra per l’Europeo già ben definita, le gare di Nations League e quella di Lubiana hanno fatto sorgere più di un dubbio. “Abbiamo diversi buoni giocatori, ma il problema è che ben cinque mezzepunte sono per natura ali sinistre. Non abbiamo un esterno destro di ruolo e pertanto devo improvvisare. Purtroppo, i risultati non sono buoni né con Vlašić né con Kramarić in quella posizione. Entrambi sono degli ottimi giocatori, ma al momento la collaborazione non è delle migliori. Vediamo se nei prossimi mesi emergerà qualche soluzione interessante in merito”, conclude Dalić, precisando: “Se mi sento sotto pressione? Sì, ma non da parte della Federcalcio come qualcuno vuol far intendere. Mi metto da solo pressione in quanto le mie ambizioni personali sono ben superiori a quelle che al momento la Croazia dimostra”.

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