La notte europea che il Rijeka aspettava da anni è diventata realtà. La squadra quarnerina vola agli ottavi di finale di UEFA Conference League dopo una vittoria di carattere contro l’Omonia Nicosia (3-1 il finale). Un successo storico, costruito con sofferenza e orgoglio, che entra di diritto tra le pagine più luminose del club quarnerino.
Rimonta da brividi, notte da grande squadra
In Spagna la chiamano “remontada”. E quella del Rijeka lo è stata davvero: un ribaltone pieno di energia, fede e qualità, maturato dopo un avvio complicato e un primo tempo in salita. La squadra ha saputo reagire a un gol incassato nelle prime battute, frutto di una sfortunata deviazione, e all’infortunio di Barišić che ha sparigliato i piani iniziali.

“Prima di tutto, complimenti ai ragazzi: hanno giocato una partita incredibile”, ha dichiarato nel post gara il vice Ramiro Muñoz Calvo, in panchina a guidare la squadra al posto di Victor Sanchez, costretto al ricovero in ospedale dopo un malore accusato nei giorni scorsi.
“Questa vittoria vogliamo dedicarla al nostro Victor. Ha preparato la sfida con noi, è stato al nostro fianco, ci ha sostenuto. È il nostro leader e merita notti così. Speriamo di rivederlo presto in panchina, a guidarci e a godersi altre serate magiche”.
Due partite in una
La gara è stata lo specchio di una stagione europea intensa: due tempi diversi, due volti, un unico spirito.
“A volte una partita va cucinata”, ha spiegato Muñoz in conferenza stampa. “Non è stato semplice iniziare così, tra il gol subito e l’infortunio di Barišić. Ma i ragazzi hanno mostrato ancora una volta il loro carattere, come già a Cipro. Avevano fiducia, sentivano che era la nostra serata”.
All’intervallo qualche accorgimento tattico, poi la svolta. Nella ripresa il Rijeka ha cambiato marcia: pressing alto, ritmo feroce, corsa continua. “Nel secondo tempo i ragazzi volavano in campo”, ha aggiunto Muñoz. Le occasioni si sono moltiplicate, “i tre gol sono stati il premio a una spinta costante. Il pubblico ha fatto il resto, trasformando lo stadio in una bolgia”.
“Abbiamo creato un momentum importante, potevamo segnare ancora. Quando produci così tanto e realizzi tre reti, puoi solo goderti il momento”, ha detto il 32enne spagnolo.
Il filo diretto con Sanchez
Nonostante l’assenza in panchina, il contatto con Sanchez non è mancato. “Abbiamo parlato un po’ all’intervallo, abbiamo ascoltato la sua opinione”, ha rivelato Muñoz. “Ora deve pensare alla salute, ma resta il nostro punto di riferimento. Ci ha dato indicazioni e nel secondo tempo abbiamo corretto ciò che non funzionava. Questa vittoria è anche sua”.
L’ombra dell’infortunio

L’unica nota stonata della serata è l’infortunio di Teo Barišić, protagonista di un episodio sfortunato che ha coinciso con il gol avversario. “Venerdì farà gli esami, speriamo non sia nulla di grave. È un guerriero, lo ha dimostrato dal primo giorno”, ha concluso Muñoz.
Adesso l’attesa per il sorteggio: i francesi dello Strasburgo o i polacchi del Rakow. L’Europa chiama, il Rijeka risponde. E dopo una notte così, sognare non è proibito.
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