«Con l’Hajduk gara particolare»

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«Con l’Hajduk gara particolare»

FIUME | Nel calcio moderno la parola “rifiatare“ sta diventando un termine sempre più sconosciuto. Ne sa sicuramente qualcosa pure il Rijeka, che non può nemmeno riflettere sul pareggio in Europa League con il Sarpsborg (1-1) che già si trova a dover pensare al campionato e all’Hajduk, avversario che da queste parti “provoca” sempre una mobilitazione generale. La stanchezza per l’impegno in Norvegia si fa ovviamente sentire, per di più che la comitiva fiumana è rientrata a Fiume soltanto ieri pomeriggio verso le 14.30. In pratica, non appena sceso dal pullman, Matjaž Kek si è recato in sala stampa per incontrare i giornalisti in vista del derby dell’Adriatico di domani sera (Rujevica, ore 21). I giocatori, invece, hanno approfittato di qualche ora di riposo prima dell’allenamento serale, incentrato sul recupero fisico e mentale.
“Basta l’epiteto derby dell’Adriatico per illustrare l’importanza della partita che ci attende fra due giorni. I punti in questa sfida hanno sempre un peso particolare, come se valessero qualcosa in più – fa presente il tecnico sloveno –. C’è piena mobilitazione dall’una e dall’altra parte, indipendentemente dal momento che caratterizza le due contendenti. Noi siamo reduci da una difficile gara in Europa League e da un viaggio che ci ha privato della possibilità di allenarci in mattinata. Però, quando sai che dall’altra parte ci sarà l’Hajduk, metti da parte tutta la stanchezza accumulata e cerchi di dare il massimo. Adesso il primo passo è ritrovare almeno un po’ di freschezza fisica e mentale, poi penseremo a come centrare il nostro obiettivo, che sono ovviamente i tre punti. Mi auguro che l’ambiente sia quello delle grande occasioni, perché in fin dei conti domenica sera si affronteranno due squadre che rappresentano il calcio croato sulla scena internazionale”.

Qualche botta, ma tutti disponibili
La partita con il Sarpsborg non ha lasciato particolari conseguenze per quanto riguarda il bollettino medico. Kek fa il punto sulla situazione: “A parte la stanchezza accumulata, qualche giocatore lamenta qualche piccolo acciacco. Niente comunque di preoccupante e di conseguenza tutti saranno disponibili per il derby. Al di là del calendario fitto d’impegni, non vedo perché qualcuno dovrebbe essere esausto e avere bisogno di riposare. Finora non abbiamo giocato ogni tre giorni e anche se l’avessimo fatto, ormai questo è il calcio moderno. Chi non può reggere certi ritmi deve cambiare per forza mestiere. Al momento la priorità è l’Hajduk: a scendere in campo saranno dunque i migliori. In quanto al Sarpsborg, ci penseremo soltanto da lunedì. Comunque, voglio verificare la condizioni dei singoli prima di decidere chi mandare in campo domenica. Adesso riposiamoci un po’, poi ci sarà l’allenamento serale e sabato analizzeremo in tutta tranquillità la partita degli spalatini con lo Steaua per farci un’idea su che cosa ci aspetterà nel derby”.
Pavičić: «Ci è andata bene»
Questo per quanto concerne l’Hajduk. Ora, invece, riavvolgiamo un po’ il nastro per tornare alla gara d’andata del terzo turno preliminare di Europa League in casa del Sarpsborg. Una partita nella quale il Rijeka poteva e, a conti fatti, doveva vincere viste le quattro ghiotte occasioni fallite. Invece è finita 1-1, risultato senz’altro positivo, ma che nasconde pur sempre qualche insidia in vista del retour match di giovedì 16 agosto a Rujevica. “Ci aspettavamo una gara difficile e alla fine si è rivelata tale – analizza Kek –. Avevamo diverse occasioni per portarci in vantaggio, ma alla fine siamo andati sotto nel punteggio. Loro sono una squadra molto pericolosa sui calci da fermo, con tanti palloni che ti arrivano nei sedici metri. È bastato perdere un duello per subire il gol. Meno male che poi Gorgon ha trovato la giocata, segnando una rete preziosa. Avevo avvertito che il Sarpsborg non andava sottovalutato e credo che ora tutti abbiano capito il motivo. Sarà bene tenerlo presente anche per la partita di ritorno”.
Delle occasioni citate, una è capitata sui piedi di Domagoj Pavičić, che ha calciato in porta trovando però la respinta di un difensore norvegese. “Sapevamo come si sarebbe comportato in campo l’avversario, che ci ha messo spesso in difficoltà sugli sviluppi delle rimesse laterali – osserva –. Noi abbiamo sbagliato alcune occasioni davvero ghiotte, ma alla fine ci è andata bene. Dovevamo anche adattarci all’erba artificiale e alle diverse condizioni che abbiamo lasciato a Fiume. Grazie ai nostri tifosi per averci sostenuti. Adesso voltiamo pagina: domenica a Rujevica arriva l’Hajduk, siamo favoriti e vogliamo i tre punti in palio”.

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