Joško Jeličić non sarà più ospite fisso nello studio di MAXSport dedicato alla SuperSport HNL (il campionato di Serie A croato, ndr). La decisione è arrivata dai vertici di Hrvatski Telekom (Telecom Croazia) , dopo che l’Ufficio per la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata in (USKOK) ha formalizzato un atto d’accusa nei confronti dell’ex calciatore e oggi opinionista televisivo.
Per ora non si parla di risoluzione del contratto, ma la sospensione dalla trasmissione è immediata e a tempo indeterminato. Secondo quanto trapela, l’emittente starebbe già valutando un nuovo esperto da affiancare in studio alla conduttrice Valentina Miletić e a Domagoj Abramović, forse già a partire dal prossimo fine settimana.
L’accusa e il caso Mamić
L’atto d’accusa dell’USKOK riguarda una presunta falsa testimonianza nel procedimento legato a Zdravko Mamić. Una mossa che ha avuto immediate ripercussioni mediatiche e che ha spinto la società titolare dei diritti televisivi del campionato a prendere le distanze.
La vicenda giudiziaria è esplosa appena due giorni dopo che l’Hajduk Spalato aveva protestato pubblicamente contro alcuni commenti ritenuti offensivi nei confronti dei propri dirigenti, in particolare del presidente Ivan Bilić, pur senza citare esplicitamente il nome di Jeličić. Anche in quell’occasione HT aveva precisato che le opinioni espresse in studio non rappresentavano la posizione dell’azienda.
Un precedente già controverso
Non è la prima volta che l’ex centrocampista finisce al centro delle polemiche. Nel marzo 2025, durante la trasmissione dedicata alla SuperSport HNL su MAXSport, era stato protagonista di un acceso scontro in diretta con Gennaro Gattuso, l’attuale ct dell’Italia che all’epoca guidava l’Hajduk.
Dopo il derby dell’Adriatico, vinto 3-0 dal Rijeka, il confronto tra Jeličić e l’allenatore italiano era degenerato davanti alle telecamere. Gattuso aveva rifiutato di stringergli la mano, accusandolo di essere eccessivamente critico verso la sua squadra. Jeličić aveva replicato con parole dure, allargando poi il discorso al calcio italiano in generale.
“Più che il calcio italiano, rispetto alcuni allenatori italiani. Noi, negli ultimi due Mondiali, abbiamo vinto due medaglie, mentre l’Italia non si è nemmeno qualificata”, aveva dichiarato, alimentando ulteriori polemiche.
Inoltre, dopo che circa un anno fa il Rijeka di Đalović, laureatosi poi campione di Croazia, aveva battuto in sequenza Osijek, Dinamo e Hajduk, ossia tre squadre croate allenate all’epoca da altrettanti allenatori italiani – Federico Coppitelli, Fabio Cannavaro e Gennaro Gattuso -, l’opinionista aveva detto che il tecnico dei fiumani “ha conquistato gli italiani in dieci giorni… Nemmeno i partigiani nel 1943 hanno fatto così!”.
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