Bjelica, stop the Var

Nenad Bjelica, allenatore della DInamo, al termine della sfida con lo Shakhtar. Foto Josip Regovic/PIXSELL

Nenad Bjelica dopo il 3-3 con lo Shakhtar ha tolto la maschera e ha dimostrato nel modo più plateale lo spessore di cui è fatto. Dichiarando che il Var è “una merda” (“sranje”) e che a lui non servisse. Bene, libertà d’opinione, ma non è possibile non osservare quanto siano intrise di ipocrisia le parole del tecnico e come sia pieno di falsità il suo atteggiamento.
Invece di stigmatizzare la stupidata del suo calciatore, Theophile, che ha sferrato una gomitata inutile in area al portiere ospite giunto in attacco per l’ultimo assalto, il tecnico di Osijek ha scagliato tutte le frustrazioni, per aver pareggiato una partita già vinta, contro il Var. La Dinamo e Bjelica devono capire che la Champions non è il campionato nazionale in cui i favoritismi nei confronti dei “modri” e arbitraggi, usando un eufemismo, accondiscendenti, non si contano. È un segreto di Pulcinella che la società zagabrese ha avuto e continua ad avere un trattamento particolare dal settore arbitri croato. Detto questo, la Champions è una competizione europea ricca in cui ogni errore può costare fior di soldoni, ecco anche perché è stato introdotto il Var. Se alla Dinamo non sta bene e non può adeguarsi l’alternativa sono amichevoli nello Zagorje o in Erzegovina.
Dopo le esternazioni di Bjelica, c’è da chiedersi e riflettere cosa accadrà dalla fase primaverile della HNL quando si attende l’introduzione del Var. Vedremo Bjelica dar di matto a ogni “silent check” e i tentacoli blu entreranno anche nella saletta Var? C’è da stare attenti e attendersi tutto: francamente a questo punto non ci sorprenderebbe più nulla.
Bjelica ci era simpatico e lo ritenevamo l’alfiere degli allenatori del domani. Dopo la valanga d’ingiustificato veleno, ci chiediamo se attaccando il Var difende i propri errori (dare la colpa ad altri o a eventi secondari invece di guardare i fatti con maturità e analisi è un modus operandi noto da 50 e passa anni su questi territori), magari diventerà un grande allenatore, ma mai un grande uomo. Comunque, auguri per i prossimi due incontri in Champions e sul Var mi raccomando “marcatura a uomo”.

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