Slaven Bilić riparte da Luka Modrić. Il nuovo commissario tecnico della Croazia, tornato sulla panchina della nazionale dopo 13 anni, ha ufficializzato la sua prima lista di convocati in vista delle quattro sfide di Nations League. E tra conferme, ritorni e nuove scelte, il messaggio del nuovo allenatore è chiaro: “In nazionale devono esserci i migliori giocatori del Paese”.
Modrić, 41 anni tra pochi giorni, resta dunque al centro del progetto. Una decisione che Bilić ha spiegato senza appellarsi al passato o ai meriti conquistati dal capitano croato.
“Non parliamo di meriti e passato, nel calcio non esiste. Lui è attualmente ‘quello giusto’ e lo ha dimostrato anche entrando nella formazione ideale della Serie A”, ha detto Bilić.
Il commissario tecnico ha però precisato che il centrocampista del Milan non sarà chiamato a giocare tutte e quattro le partite. “Non l’ho convinto io. So quanta voglia, passione e dedizione ha per il calcio e soprattutto per la nazionale. Abbiamo quattro partite e naturalmente non le giocherà tutte. Giocherà quanto gioca nel Milan, nella misura che gli permetterà di essere al massimo della condizione”.
Tra i 26 convocati spicca soprattutto il ritorno di Josip Mišić. Il centrocampista e capitano della Dinamo Zagabria, 32 anni, era stato a lungo ignorato da Dalić, nonostante la Croazia avesse spesso avuto bisogno proprio di un giocatore con le sue caratteristiche davanti alla difesa.
Torna in nazionale anche Josip Juranović. Il terzino dell’Union Berlino conta già 40 presenze con la Croazia, ma nella scorsa stagione era stato frenato dagli infortuni, collezionando appena 11 presenze con il club tedesco. L’inizio della nuova stagione, però, è stato convincente: tre assist nelle prime tre partite.
Una delle novità più attese riguarda invece Dion Drena Beljo. L’attaccante della Dinamo, 24 anni, arriva da una stagione straordinaria nella quale ha segnato 38 gol, ma non era stato inserito da Dalić nella lista per i Mondiali. Bilić gli concede ora una nuova occasione.
Ampia anche la scelta nel reparto offensivo. Il nuovo ct ha convocato Ivan Perišić, Andrej Kramarić, Ante Budimir, Igor Matanović, Franjo Ivanović, Beljo, Marco Pašalić e Petar Musa.
“Ho deciso di convocare tutti quelli che giocano in avanti. Obiettivamente in questo momento nessuno è Benzema, ma sono tutti bravi e hanno qualcosa. Vogliamo testarli e tutti avranno la loro opportunità”, ha spiegato Bilić.
Livaković resta, ma deve giocare
Un altro tema delicato riguarda Dominik Livaković, che Bilić ha confermato nonostante la situazione del portiere, approdato al Barcellona.
Il nuovo ct ha raccontato di aver parlato direttamente con il ragazzo, che lo avrebbe contattato due volte per chiedergli un parere.
“Gli ho detto che non deve giustificarsi con nessuno. È il massimo: finora nessun portiere croato era mai stato al Barcellona. Dall’altra parte, però, bisogna giocare”.
Bilić ha sottolineato il rischio legato a un portiere che non scende regolarmente in campo: “Come secondo portiere ti prepari, sei lì, devi essere sempre alla temperatura di lavoro. Ha un enorme credito in nazionale. È stato straordinario con la Croazia. Ma bisogna giocare”.
La nuova Croazia di Bilić
La lista comprende Dominik Livaković, Dominik Kotarski e Ivor Pandur tra i portieri. In difesa ci sono Joško Gvardiol, Josip Juranović, Josip Šutalo, Luka Vušković, Ivan Smolčić, Josip Stanišić e Martin Erlić.
A centrocampo, oltre a Modrić, spazio a Mateo Kovačić, Mario Pašalić, Nikola Vlašić, Petar Sučić, Luka Sučić, Josip Mišić e Martin Baturina.
In attacco, come detto, Perišić, Kramarić, Budimir, Matanović, Ivanović, Beljo, Marco Pašalić e Musa.
Sette invece i giocatori inseriti tra i preconvocati: Karlo Letica, Marin Pongračić, Kristijan Jakić, Nikola Moro, Lovro Majer, Toni Fruk e Luka Stojković.
Le quattro sfide di Nations League
Il debutto di Bilić sarà subito impegnativo. La Croazia affronterà la Repubblica Ceca il 26 settembre, poi la Spagna il 29. Il 3 ottobre arriverà a Fiume l’Inghilterra, mentre il 6 ottobre la Croazia tornerà ad affrontare la Spagna, questa volta al Poljud di Spalato.
Quattro partite in pochi giorni per capire quale sarà davvero la nuova Croazia. E Bilić, al suo ritorno dopo 13 anni, ha già fissato la regola dalla quale non intende discostarsi: niente rendite di posizione, niente convocazioni per riconoscenza. “In nazionale devono esserci i migliori giocatori di quel Paese. Questo è l’unico e assoluto criterio”.
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