Il Rijeka saluta il 2025 con una vittoria. Nel posticipo della 18ª giornata di campionato, che ha fatto calare il sipario sulla prima metà di stagione, i biancocrociati hanno piegato a Rujevica il Gorica per 1-0 con un gol di Jurić in apertura di ripresa. I fiumani chiudono dunque col sorriso un’annata semplicemente clamorosa, culminata con la conquista del secondo doblete della propria storia e proseguita in questa stagione centrando la “primavera europea” a distanza di 45 anni dalla prima e unica volta. Resta qualche rimpianto per la posizione in classifica (quinto posto), ma ci sarà comunque tempo per risalire la china nel girone primaverile, anche se sarà complicato rientrare nella lotta per la difesa del titolo.
Primo tempo da sbadigli
Victor Sanchez conferma Husić al centro della difesa in coppia con Radeljić e lancia Jurić al vertice dell’attacco. Ancora assenti Majstorović e Gojak, che non hanno smaltito l’influenza, mentre c’è la prima chiamata per il 17enne Škalamera, che si accomoda in panchina. Mario Carević si affida invece agli ex Čabraja, Pozo (il quale però non ha mai esordito in maglia biancocrociata) e Pavičić.

Dopo una prolungata fase di studio ci prova Fruk in rovesciata, ma si coordina male e il pallone si spegne lontano dalla porta di Matijaš. Il Rijeka fa girare palla cercando qualche varco nella difesa ospite, mentre il Gorica prova a rendersi pericoloso in contropiede. La partita comunque stenta a decollare. Gran palla di Vignato per Jurić, ma l’ex centravanti del Brescia sbaglia lo stop e la difesa dei “tori” libera l’area. La squadra di Sanchez è padrona del campo, però manca il guizzo negli ultimi metri. Dantas cerca spesso Fruk, sul quale c’è sempre il raddoppio di marcatura, mentre Vignato e Janković svariano da destra a sinistra nel tentativo di togliere i punti di riferimento ai difensori avversari. Ma fin qui la difesa del Gorica è impeccabile. Gli ospiti provano a uscire dal guscio e alla prima azione pericolosa Pelko, sull’ottimo suggerimento di Bakić, si divora il vantaggio mandando a lato da due passi, ma il gol sarebbe stato comunque annullato per la posizione di offside dello stesso Pelko. Sul fronte opposto Janković si libera di Trontelj e calcia direttamente in tribuna beccandosi i fischi del pubblico. Molto deludente la prova di uno dei principali eroi del doblete. Nel finale di frazione i quarnerini tornano a spingere, senza però creare pericoli dalle parti di Matijaš. Si chiude qui (senza nemmeno un minuto di recupero) un primo tempo da sbadigli.
Pyro show dell’Armada
Nessun cambio all’intervallo per Sanchez. Petrovič stende Pavičić ed è il primo a finire sul taccuino dell’arbitro Bel. Dall’altra parte Matijaš s rifugia in angolo sulla sventola da fuori di Dantas. È il preludio al gol, che arriva poco dopo con la zampata di Jurić da posizione ravvicinata. L’attaccante però non esulta per rispetto verso la sua ex squadra. Primo cambio per Sanchez che inserisce Menalo al posto di un impalpabile Janković. Pyro show dell’Armada e tra fumogeni e fuochi d’artificio Bel è costretto a fermare il gioco per una manciata di minuti. Il Rijeka continua però a spingere alla ricerca del raddoppio che metterebbe al sicuro i tre punti. E ci va vicino con Fruk, ma Matijš ci mette una pezza deviando in corner. Nel frattempo Čop rileva l’autore del gol Jurić. Pozo si immola sul tentativo a botta sicura di Vignato evitando il 2-0. Dentro anche Lasickas e Ndockyt per Oreč e Vignato. Finale senza sussulti: il Rijeka amministra, porta a casa l’1-0 e va in vacanza col sorriso.
Arrivederci al 2026.

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