Barać: «Comunque vada, siamo soddisfatti»

Lucio Vidotto

FIUME | A due giornate dalla conclusione della Lega regionale di pallanuoto il Primorje Erste bank è da solo all’ultimo posto e, obiettivamente, con scarsissime chance di rimanere nel girone di A-1. Sabato a Costabella arriva la Mladost, già qualificata nella Final Four della competizione, strafavorita contro i fiumani. Nell’ultima giornata si giocherà a Herceg Novi contro la Jadran, pure promossa al torneo finale. Al penultimo posto c’è il Budva, con 2 punti di vantaggio che saranno estremamente difficili da recuperare.
Il presidente del Primorje Samir Barać, da sportivo, non ci sta ancora a fare dei bilanci definitivi, rinviandoli di una decina di giorni quando la regular season sarà terminata. “Dopo un periodo in cui la società ha puntato soprattutto al risultato, parliamo di sette-otto anni, siamo ripartiti con una squadra costituita quasi esclusivamente da ragazzi cresciuti nel nostro club. Noi, come nuova dirigenza, siamo soddisfatti di quanto è stato fatto e anche del risultato. Abbiamo assistito alla crescita di alcuni giocatori – commenta il presidente Barać –, all’inserimento di ragazzi che frequentano la scuola media e che sono approdati alla prima squadra. Non è semplice allenarsi in una squadra seniores, con gli impegni scolastici o universitari. Ci vogliono tanti sacrifici e un impegno difficile da sostenere per chiunque, sul piano fisico e psicologico. In ogni caso, riusciremo a portare a termine questa stagione”.

Le difficoltà una motivazione

Quando si è insediata la nuova presidenza, l’estate scorsa, è stato sottolineato che non si sarebbero posti dei traguardi. L’unico, eventualmente, sarebbe potuto essere quello della salvezza. “Ci siamo trovati in una situazione piuttosto complicata nel club in cui sono cambiate tante cose negli ultimi anni. Queste difficoltà, comunque, ci danno la motivazione per risalire la china. È una grande sfida per questa giovane squadra e per l’allenatore Igor Hinić. Considerando tutti i problemi, anche dal punto del risultato possiamo essere più che soddisfatti”.

Inutile guardare al passato

Non tutti i giocatori dell’attuale rosa titolare sono giovanissimi. Alcuni, a partire da Peroš, per proseguire con i vari Rakovac, Vrlić e il portiere Čubranić, hanno fatto parte della rosa titolare anche in precedenza, ma a loro non era mai stato dato un minutaggio importante, nemmeno nelle partite in cui il Primorje aveva un vantaggio in doppia cifra. Questi giocatori hanno accumulato esperienza negli allenamenti, ma non in campo. “Quando un club punta ai trofei più importanti le cose vanno così. Per esempio, in quel Primorje che lottava ai massimi livelli europei, non ci sarebbe stato posto nemmeno per il miglior pallanotista juniores croato. Non vorrei guardare al passato e a ciò che è stato. È sempre una questione di scelte dell’allenatore, giuste o sbagliate che siano”.

Paparić e Vrlić le future colonne

La situazione attuale è la conseguenza di un quadro finanziario che dopo l’uscita di scena del presidente e mecenate Predrag Sloboda è tutt’altro che roseo. 
“Quando abbiamo preso il club nelle nostre mani una delle prime esigenze era quella di ridurre i costi e di saldare i debiti che si erano accumulati, tra cui quelli nei confronti dei giocatori che se ne sono andati. Abbiamo risolto qualcosa, e continueremo a farlo. Ringrazierei una volta ancora gli sponsor e tutti quelli che ci sostengono e che continuano a credere nel nostro progetto, soprattutto in nome del settore giovanile. Ci vorranno non meno di due-tre anni per uscire da questa situazione. Oggi abbiamo 17 giocatori, dai più piccoli ai seniores, inseriti nelle varie nazionali, un vero patrimonio su cui vogliamo puntare per il nostro futuro. Con due dei giocatori più importanti, Lovro Paparić e Josip Vrlić, abbiamo prolungato il contratto per due anni e li vediamo come le colonne del Primorje nelle prossime stagioni”, aggiunge l’ex capitano del Primorje e della nazionale, uno che ha vinto tutto come giocatore e che ora vuole farlo anche da dirigente. Ci vorrà del tempo.
L’ipotesi della retrocessione non è remota, anzi. “Se la scorsa estate eravamo partiti senza stabilire dei traguardi, nel caso in cui dovessimo ripartire dall’A-2 quell’obiettivo ci sarà sicuramente, cioè tornare subito in A-1”.

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