Addio a Enzo Zadel, leggenda del Rijeka

L'ex giocatore si è spento martedì 7 luglio all'età di 83 anni

Vincenzo Zadel è stato uno dei principali giocatori del Rijeka tra la fine degli Anni '50 e gli Anni '60. Foto: nk-rijeka.hr

A poco meno di un anno dalla scomparsa di Geni Ravnich, cii lascia un’altra leggenda del calcio fiumano. Martedì, 7 luglio, è scomparso all’età di 83 anni Vincenzo Zadel, che di Ravnich era amico con tutta la compagnia che quotidianamente frequentava per discutere di tutto, dal calcio agli altri aspetti sociali della vita, almeno finché la salute lo ha retto. È stato uno dei principali giocatori del Rijeka tra la fine degli Anni ’50 e gli Anni ’60. Giocava  a centrocampo, quella che una volta era la mezz’ala destra, l’8 del calcio che fu: in quel ruolo è stato un precursore del calciatore moderno, una mezzapunta raffinata dall’intelligenza calcistica molto lucida, dotato di fantasia, tecnica raffinata e un innato senso del gol.
Una delle persone più carismatiche che abbia mai indossato la maglia del Rijeka,  un uomo che affascinava  per il suo savoir faire accomodante, simpatico quando parlava in un misto tra il dialetto fiumano e il croato, sempre premuroso delle generazioni di calciatori più giovani. Un uomo fatto di emozioni che ha sempre prestato molta attenzione prima a coloro che avevano bisogno del suo aiuto e solo dopo a sé stesso. Con la salute compromessa ha trascorso le sue ultime giornate presso la Casa degli anziani di Čavle, dove si è semplicemente spento quello che era ”argento vivo”, in campo e fuori.

Due anni fa il presidente del Rijeka Damir Mišković, ha celebrato Vincenzo Zadel e Eugenio Ravnich per il 60.esimo anniversario della promozione del Rijeka nella Prima Lega jugoslava. Foto Ivor Hreljanović

Ha fatto la trafila delle giovanili del Rijeka e nel 1957, a 20 anni, ha fatto parte della squadra del Rijeka che ha trionfato al torneo Riviera del Quarnero, mettendosi in luce con otto reti. In virtù di questo l’allenatore della formazione seniores dell’epoca Luka Kaliterna gli diede una possibilità in prima squadra, ma la completa affermazione arrivò e nella stagione 1962-1963, quando la squadra venne affidata a Stojan Osojnak: il primo marcatore con 11 marcature. Nel ricco repertorio di conoscenze calcistiche alcune innovative “Bacolo” (il soprannome affibbiatogli da compagni di squadra e amici per la carnagione scura) si è distinto con la tecnica del calcio d’esterno destro cosa caratteristica oggi solo dei migliori elementi del futbol brasiliano (e che dimostra quanto Zadel calcisticamente era avanti col tempo). E  statistica alla mano in quattro stagioni di Prima Lega ha sbagliato un solo calcio di rigore. Cose che capitano ai migliori vedi Platini, Maradona, Cristiano Ronaldo ecc. Convocato nella  rappresentativa olimpica, Zadel ha siglato il gol dell’1-1 nell’amichevole con l’Ungheria. Dopo otto stagioni col Rijeka e 22 reti, lascia la sua Fiume per passare allo Sloboda Tuzla dove ha militato per due stagioni, segnando 41 gol in Seconda Lega. Nel 1966 va all’estero in Turchia, al Goztepe, e poi in Svizzera dove ha concluso la sua carriera all’età di 39 anni.
Due anni fa il presidente del Rijeka Damir Mišković, ha celebrato Vincenzo Zadel e Eugenio Ravnich per il 60.esimo anniversario della promozione del Rijeka nella Prima Lega jugoslava. Oggi in cielo i bianchi hanno due tifosi che staranno lì a discutere di calcio e di come era bello e diverso ai loro tempi, gridando Forza Fiume.

I funerali di Vincenzo Zadel saranno celebrati domani (giovedì, 9 luglio) al cimitero di Drenova, alle ore 14.

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