A Sebenico un… lampo a testa

Hrvoje Jelavic/PIXSELL

SEBENICO | È finita senza vincitori né vinti l’andata dello spareggio-salvezza tra Šibenik e Istra 1961. L’1-1 finale (come 3 anni fa, sempre allo Šubićevac, quando poi i gialloverdi rimasero in Prima lega) mette i polesi in condizione di leggero vantaggio in vista del ritorno di lunedì al Drosina, quando basterà loro pure uno 0-0 in virtù della rete segnata in trasferta.
Per la più importante dell’anno, l’allenatore Igor Cvitanović opta per una formazione molto coperta dietro, con il trio di stopper Rodriguez-Rufati-Bosančić provato nelle ultime uscite. Davanti, al posto dell’infortunato dell’ultima ora Mierez, il ruolo di prima punta è stato affidato a Fuentes. Dopo i primi 10 minuti di studio, i locali passano al primo affondo grazie a una frittata di Franić e Rufati che invece di spazzare il pallone dall’area servono Kukec che ai 14 metri ringraazia e fa partire un pallone imparabile per Čondrić. Per fortuna loro, i polesi non accusano il colpo. Tutt’altro: appena partiti da centrocampo imbastiscono una bella azione sulla sinistra avviata da Rubić che serve Obeng il quale confeziona un pallone al bacio per Fuentes che non si fa pregare. Anticipo sul primo palo da volpe d’area di rigore e Labrović battuto. Dopo il velocissimo botta e risposta le squadre sono ancora più attente a non subire la seconda rete. I polesi controllano senza difficoltà e cercano di pungere con i lanci lunghi, ma la difesa locale fa buona guardia. I pericoli maggiori l’Istra 1961 li ha creati sulla sinistra grazie agli ispirati Rubić e Obeng. E proprio quest’ultimo al 38’ confezionava un altro cross invitante per Fuentes, stavolta sul secondo palo, ma Labrović si salva sul colpo di testa ravvicinato dell’attaccante spagnolo
Nel primo tempo il ritmo non è stato molto alto, nella ripresa è sceso ancora con due squadre impaurite di prendere un gol che potesse compromettere tutta una stagione. Per questo motivo sono state davvero poche le emozioni e molti i tempi morti. I padroni di casa hanno provato qualcosa con le accelerate di Ampem senza troppa fortuna, mentre gli ospiti hanno avuto dalla loro qualche cross promettente e poco più. I locali si sono resi davvero pericolosi una sola volta, al 61’ con un tiro dai 20 metri di Kukec finito poco alto sopra la trasferta. A metà ripresa Cvitanović toglieva uno stanco Fuentes (buona prova la sua) per Laukžemis, che al 70’ di testa mandava a lato un invitante pallone di Ivančić. La migliore occasione della ripresa capitava sui piedi di Iglesias che si faceva parare una conclusione dai 14 metri dopo una bella azione che aveva coinvolto prima Lončar e poi Laukžemis.
“La posta in palio era altissima ed entrambe le squadre sono state molto attente. Siamo stati bravi a pareggiare subito e alla fine portiamo a casa un buon risultato che ci dà un leggero vantaggio. Abbiamo dimostrato di essere più forti di loro, ma ciò va confermato lunedì sul campo. Siamo abituati a ritmi un po’ più alti rispetto all’avversario e credo che in vista del ritorno riusciremo a recuperare più in fretta”, ha detto a fine gara Igor Cvitanović.

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