​Umago ATP. Aspettando Fognini-Ćorić

L'azzurro n.10 al mondo è la star del torneo in programma dal 12 al 21 luglio

Foto Sanjin Strukic/PIXSELL

La sfida è già nell’aria: Fabio Fognini contro Borna Ćorić, l’esperienza contro il nuovo che avanza. Dopo un lungo inseguimento, l’azzurro ha centrato il suo obiettivo, diventando il n.10 al mondo: è appena il terzo italiano di tutti i tempi a riuscirci, dopo Adriano Panatta (al n.4 nel 1976) e Corrado Barazzutti (al n.7 nel 1978). Decisivo l’exploit di Montecarlo in cui il ligure  ha saputo imporsi in semifinale contro lo spagnolo Rafael Nadal (n.2 del ranking e recentemente trionfatore per la dodicesima volta al Roland Garros). Borna Ćorić da qualche giorno porta sulle proprie spalle il titolo di miglior croato nella graduatoria ATP, dopo il crollo di Marin Čilić. Fognini e Ćorić si sono incontrati per due volte sul rosso, in entrambi i casi è stato l’italiano a vincere, l’ultima volta proprio a Umago nei quarti 5-7 7-6 (4) 6-3. Il 22.enne zagabrese medita “vendetta”…

Quattro moschettieri azzurri
A Umago si respira già aria di tennis anche se alla 30.esima edizione del Croatia Open (Series 250) manca più di un mese dal (12 al 21 luglio). Tra i 19 giocatori ammessi direttamente al tabellone principale (secondo l’ultimo aggiornamento dell’entry-list) l’Italia è la nazione maggiormente rappresentata con quattro tennisti: a Fognini, vanno ad aggiungersi Marco Cecchinato (trionfatore nel 2018), Paolo Lorenzi e Thomas Fabbiano. Altri nomi da tenere d’occhio sono l’argentino Guido Pella, che sta vivendo la sua miglior stagione: a San Paolo si è aggiudicato  il suo primo torneo ATP ed è entrato tra i primi 25 del ranking mondiale. Poi vedremo i due top 40 serbi, Laslo Djere e Dušan Lajović, anche loro finora  protagonisti di un’ottima stagione.
Come Pella, anche Djere ha vinto il suo primo titolo ATP in Brasile, a Rio de Janeiro, mentre Lajović è stato finalista a Montecarlo. Altri nomi da segnalare sono l’altro serbo Filip Krajinović (arrivato fino al terzo turno del Garros) e il vincitore 2017 Andrey Rublev, sceso, però, al n. 77 del classifica mondiale, reduce da un anno e mezzo un po’ complicato a causa degli infortuni. Ancora giovanissimo 21 anni è in cerca di rilancio: è una mina vagante. Come fa da anni il torneo istriano  strizza l’occhio agli appassionati dei Paesi limitrofi (cercando di abbinare sport e turismo): oltre a italiani e serbi, spazio all’ungherese Martin Fucsovics, n. 50 ATP, e il top 100 sloveno Aljaž Bedene. Due delle tre wild-card andranno, come accaduto in passato, a giocatori croati, mentre per la terza si aspetterà l’evolversi dei fatti a Wimbledon e una decisione verrà presa se qualche giocatore delle zone alte della classifica, dovesse venir eliminato prematuramente sui campi dell’All England Club.

Doppio amarcord
Oltre a un tabellone con ben dieci giocatori  potenzialmente tra i top 60 (da citare ancora Leonardo Mayer e Martin Klizan), per festeggiare i trent’anni il torneo umaghese ha deciso di regalare al pubblico due partite  dal sapore  amarcord.
La prima – sabato 13 luglio – sarà il remake della prima finale umaghese, del 1990 ai tempi della Jugoslavia tra i due croati Goran Prpić e Goran Ivanišević (vinse “Prpa” , un po’ a sorpresa, mentre alla vigilia in tribuna si scherzava sul “chi si sarebbe aggiudicato il titolo: Goran era la risposta”, tra le risate). Il 17 luglio, invece, a 18 anni da quel giorno (era il 9 luglio) è in programma la riproposizione, ancora più suggestiva della finale storica di Wimbledon del 2001 contro Pat Rafter, vinta dallo spalatino (dopo tre finali perse e la caduta al numero 125 del mondo), guadagnando il posto nel tabellone grazie a una wild-card: fu una partita interminabile (6-3, 3-6, 6-3, 2-6, 9-7). Una finale insolita, cominciata di lunedì per la prima volta in 115 edizioni. Gli organizzatori furono costretti a rivendere 10mila biglietti del Centrale a prezzi popolari, circa 40 sterline, per un eccezionale “Monday’s People”, anche 10 ore di coda per accaparrarsi un ticket, ma il pubblico fu ampiamente ripagato dallo spettacolo tra Goran e Pat. Oggi quando appartengono alla categoria senior i soliti ben informati dicono che “si stanno allenando molto seriamente, non sarà solo un’esibizione…”.
Nelle manifestrazioni che fanno da  corollario al “main event”, una citazione è d’obbligo per la prima edizione del torneo ITF di wheelchair, il tennis per persone portatrici di handicap costrette alla sedia a rotelle: un  singolare maschile con tabellone da 32 giocatori. Inoltre, da tradizione il torneo istriano abbina all’evento sportivo un ricco programma di intrattenimento e l’ormai classico appuntamento enogastronomico.

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