Il viaggio è un fenomeno indissolubilmente connesso alla storia dell’umanità: dai primi spostamenti delle popolazioni nomadi in cerca di risorse funzionali alla sopravvivenza a quelli compiuti per motivi commerciali, dai pellegrinaggi religiosi alle esplorazioni, da parentesi non felici della storia come le occupazioni coloniali ai viaggi compiuti per il semplice interesse verso la conoscenza di luoghi diversi… Pensare al viaggio come semplice turismo è infatti fuorviante: il viaggio è un concetto che racchiude non soltanto il trasferimento da un luogo a un altro per piacere ma anche per necessità – come le migrazioni dettate da esigenze economiche, ambientali o compiute per scappare da persecuzioni –, curiosità, voglia di approfondire la conoscenza di determinati territori. Alle volte, il viaggio è un’esperienza che si decide di fare in gruppo; altre volte, è un evento più intimo, che ci spinge a conoscere noi stessi, e quindi si decide di intraprenderlo in solitaria. Immerso nel cuore di Zagabria c’è un nuovo spazio dedicato interamente proprio al viaggio: dalla sua storia ai più celebri viaggiatori, dai mezzi di trasporto ai luoghi iconici del mondo – tra deserti, foreste fluviali e meraviglie architettoniche – con un’attenzione rivolta anche ai capolavori urbani, paesaggistici e culturali della Croazia. Si tratta del Travel Experience Museum (Museo dell’esperienza di viaggio) – situato al civico 1 di via Ilica (Passaggio Neboder) – all’interno del quale è possibile vivere l’esperienza del viaggio a 360 gradi. Il Museo ha aperto le sue porte al pubblico il 29 luglio, mentre l’inaugurazione ufficiale è avvenuta il 9 settembre scorso. Abbiamo visitato il Museo con due guide d’eccellenza: Igor Bulatović, project manager, e Sandro Đukić, rinomato artista multimediale e autore dell’allestimento museale.
Una realtà unica
“Viviamo in un’epoca nella quale le persone migrano per motivi politici, economici, per via dei cambiamenti climatici, ma viaggiano anche per piacere e per conoscenza. Insomma, non si viaggia soltanto per motivi turistici ma anche mossi da determinate esigenze – ci spiega Sandro Đukić –. Il concetto che sta alla base del Travel Experience Museum è proprio quello di esplorare le ragioni per cui le persone viaggiano. Si va dalle rotte commerciali, ai movimenti innescati da esigenze fino ai viaggi di piacere, includendo anche il turismo”. E il modo in cui nel Travel Experience Museum questi elementi vengono presentati al pubblico è a dir poco unico: si tratta infatti di un’esperienza immersiva che si avvale delle più innovative tecnologie. Sempre l’artista ci illustra questo aspetto originale del Museo: “Abbiamo utilizzato varie tipologie di tecnologia per restituire un’esperienza immersiva del viaggio. Usiamo schermi interattivi, testi, video, anche schermi LED e realtà virtuale. Pensiamo che i visitatori possano sperimentare il viaggio attraverso la tecnologia e che possano grazie a questa scoprire luoghi che non hanno mai visitato prima”. Il Travel Experience Museum è una realtà unica al mondo nel suo genere. Come ci spiega Igor Bulatović, “Quello di Zagabria è il primo Travel Experience Museum al mondo. L’originalità e l’aspetto innovativo di questo Museo, unico al mondo, è che esplora il fenomeno del viaggio in modo più ampio, indagando i più diversi motivi dietro al movimento delle persone, dal turismo alle migrazioni”.

Foto: Arianna Tersigni
Dagli inizi fino ai giorni nostri
La prima sezione del Museo è dedicata alla storia del viaggio. Si parte dal primo uomo viaggiatore attestato nella storia: Ötzi, vissuto tra il 3300 e il 3100 a.C., la cui mummia fu rinvenuta nel settembre 1991 ai piedi del ghiacciaio del Similaun, in prossimità del confine italo-austriaco. Gli studiosi hanno infatti ipotizzato che Ötzi si trovasse in un viaggio al momento della sua morte, come suggerito dal suo equipaggiamento da sopravvivenza, dal corredo di strumenti, e dal fatto che il suo corpo si trovasse in un’area di montagna che doveva attraversare. La ricostruzione storica del fenomeno degli spostamenti umani tocca poi le antiche rotte commerciali, i pellegrinaggi religiosi e gli esploratori – come Cristoforo Colombo e Charles Darwin – che si spinsero oltreoceano alla scoperta di “nuovi mondi” oltre il continente europeo.
“Presentiamo le storie di vari personaggi che nel tempo hanno viaggiato, esplorato e contribuito alla ricerca della conoscenza”, ci spiega Đukić, che aggiunge “tra questi ci sono anche i fratelli Mirko e Stjepan Seljan, originari di Karlovac, gli esploratori croati più celebri: tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo viaggiavano e avevano una certa influenza in America Latina. Ha richiesto molto tempo ricercare tutte le informazioni su questi personaggi, attingere agli archivi storici e fotografici per restituire una ricostruzione quanto più accurata e dettagliata possibile”. Dagli esploratori si passa quindi ai Grand Tour – intrapresi dai ricchi dell’aristocrazia europea a partire dal XVIII secolo e destinati a perfezionare il loro sapere – fino ad arrivare alle migrazioni transoceaniche e al turismo dei giorni nostri. Come ci spiega Bulatović “Gli aristocratici benestanti che nel XVIII e XIX secolo hanno iniziato a viaggiare per il mondo, scrivevano memorie su questi viaggi e le pubblicavano: fu proprio tramite queste che il viaggio diventò un fenomeno sempre più diffuso nella società dell’epoca e iniziò a non essere più solamente concepito come un bisogno ma come un piacere”.
Mezzi di trasporto
Non si può parlare di viaggio senza tenere in considerazione i mezzi di trasporto, che rendono possibile alle persone di spostarsi da una parte all’altra del globo: proprio a questi è dedicata un’altra sezione del Museo, dove ad ogni mezzo vengono affiancati dei celebri esempi e delle storie. Per le navi da crociera, per esempio, non si può che citare il Titanic; a proposito dei treni invece è illustrata la storia dell’Orient Express, che passò anche per Zagabria. Sempre a proposito del trasporto ferroviario è possibile esplorare tramite schermo tattile alcune delle più belle stazioni al mondo e alcuni dei treni più veloci in assoluto, come i treni a levitazione magnetica Maglev, operanti in Cina, Corea del Sud e Giappone. Per quanto riguarda l’auto, come spiegato, questa determinò una sorta di democratizzazione del viaggio, rendendolo accessibile a più persone: a prova di ciò sono esposte nella sezione fotografie risalenti al primo turismo di massa che interessò la Croazia, tra gli anni ‘60 e ‘70 del secolo scorso. Per finire, viene presentato il viaggio in aereo, con un accento posto anche sul suo impatto ambientale.

Foto: Arianna Tersigni
Sguardo sulle meraviglie della Croazia
Il Museo, oltre che offrire una prospettiva globale del viaggio, ha una sezione che si concentra sulla Croazia, permettendo ai visitatori di esplorarne le città, i paesaggi naturalistici e il patrimonio culturale protetti dall’UNESCO, la tradizione enogastronomica e lo sport. “In un visore per realtà virtuale è possibile ammirare il paesaggio meraviglioso dei laghi di Plitvice in inverno: queste immagini ci sono state concesse in via esclusiva e sono state realizzate da un drone che ha sorvolato l’area. Si tratta di immagini uniche – spiega Sandro Đukić –. Introducendosi all’interno di scatole sensoriali è possibile invece immergersi nel paesaggio della Croazia mediterranea, annusandone il tipico odore di lavanda”. Indossando i visori per realtà virtuale si viene addirittura catapultati nel bel mezzo della suggestiva manifestazione folkloristica dei “dondolaši” di Grobnico.
Scoprire le metropoli
L’ultima sezione del Museo è una stanza sulle cui pareti vengono proiettati gli skyline di alcune delle più celebri metropoli del mondo. A queste immagini, che creano un ambiente estremamente suggestivo, vengono accompagnate curiosità e aneddoti, come per esempio quante persone visitano quella città ogni anno o quanta elettricità vi viene consumata. Dopo la visita è di obbligo la tappa al negozio del Museo, dove è disponibile un’interessante gamma di oggetti e souvenir legati al viaggio, ma dove è anche possibile trovare prodotti locali croati tradizionali provenienti da vari angoli del Paese. Inoltre, tramite uno speciale sistema selfie, i visitatori possono ricevere un souvenir personalizzato: una foto di sé scattata nella destinazione virtuale desiderata.

Foto: Arianna Tersigni
Un grande lavoro dietro le quinte
“Dall’idea di questo museo fino alla sua completa realizzazione sono passati due anni”, specifica Bulatović. Il lavoro per concretizzare, appunto, quella che inizialmente era soltanto un’idea, ha richiesto un grande impegno: dall’individuazione della location fino alle prime bozze, dall’adattamento degli spazi alle esigenze del museo fino agli ultimi ritocchi finali, passando per un attento e scrupoloso lavoro di ricerca e acquisizione degli innumerevoli materiali fotografici e audiovisivi, per non parlare dell’apparato tecnologico complesso che rende l’esperienza unica nel suo genere. Coautrice dell’allestimento del Museo insieme a Sandro Đukić è l’architetto Diana Špirić, mentre ad affiancare Igor Bulatović nel progetto concettuale è Vesna Jurić Bulatović, che ricopre anche il ruolo di responsabile del marketing. L’immagine che ci illustra Đukić restituisce l’idea di un grande lavoro dietro le quinte della realizzazione del progetto: “Il Museo conta più di 120 dispositivi digitali diversi. Abbiamo più di 100 dispositivi luminosi, dai 20 ai 30 chilometri di cavi che passano dentro le pareti per mantenere l’intero sistema. Per non parlare dei 65 metri quadri di schermi led e un sistema di raffreddamento apposito. Dal punto di vista tecnologico è molto complesso. Inoltre, la realizzazione di questo museo ha coinvolto più di 50 persone, impegnate in varie fasi della produzione e dell’allestimento: dal montaggio video alla fotografia, dalla programmazione alla modellazione 3D, fino ad arrivare ai software, alla stesura dei testi e alla traduzione… Abbiamo messo molte energie per realizzare un’offerta di alta qualità, con l’obiettivo di mettere a disposizione del pubblico un’esperienza museale che coniuga la divulgazione al divertimento. Uniamo infatti le presentazioni tradizionali a quelle interattive e immersive, che coinvolgono i visitatori nei contenuti”. Ad investire maggiormente nel Travel Experience Museum è stato il gruppo Kompas, che ha riconosciuto il potenziale del progetto lasciando comunque autonomia nel creare un prodotto di alta qualità. L’investimento di Kompas – che ammonta a più di 800mila euro – ha incluso importanti interventi infrastrutturali, installazioni, l’acquisizione delle più moderne tecnologie per la presentazione del tema del viaggio e la realizzazione dell’allestimento museale stesso.
Cerimonia d’apertura
Il Travel Experience Museum è stato inaugurato martedì 9 settembre, alla presenza di numerosi ospiti, tra cui Martina Bienenfeld, direttrice dell’Ente per il turismo di Zagabria, e Paul Bradbury, noto travel blogger inglese che ormai da anni vive in Croazia e fondatore del portale online Total Croatia News. In tale sede Bradbury ha affermato: “Zagabria è una città né troppo piccola né troppo grande, e apprezzo il fatto che sia l’unica destinazione turistica in Croazia ad aver integrato perfettamente il turismo nella vita quotidiana. Questa è una delle città più interessanti e diversificate in termini di offerta museale, e mi è piaciuto particolarmente il Museo del viaggio perché non si occupa del passato, ma guarda al futuro. Un momento sei ai laghi di Plitvice in pieno inverno, e quello dopo ti trovi al Carnevale di Venezia”. Bienenfeld ha invece ricordato che lo scorso anno è stata lanciata la piattaforma “Museums, maybe” che riunisce collezioni che non hanno lo status ufficiale di museo, anche se sono in corso lavori per cambiare questa situazione. Ad oggi tale piattaforma conta 19 realtà, incluso il nuovo Travel Experience Museum.

Foto: Arianna Tersigni
Un ottimo riscontro
Nonostante sia aperto da poco il Travel Experience Museum ha già ottenuto un ottimo riscontro dai primi visitatori. “Un museo meraviglioso con un concept interessante, in cui tutti si sentono come se stessero intraprendendo un viaggio nuovo e affascinante. Il museo è unico e ci trasporta dal passato al presente. Anche se non possiamo viaggiare ovunque, possiamo sperimentare la bellezza del viaggio attraverso questo museo” dice Gordana. “Un’esperienza meravigliosa. Il museo è molto interessante, le storie e le mostre sono stimolanti. Come suggerisce il nome, dopo averlo visitato si ha subito voglia di fare un viaggio. I souvenir sono creativi e molto pratici, originali di produttori e designer croati”, sono invece le parole di Sandra. “Una vera sorpresa per tutti gli amanti dei viaggi: contenuti interattivi, storia del viaggio, racconti interessanti e contenuti multimediali… Il museo offre la sensazione di viaggiare senza lasciare la città, un luogo ideale per trovare ispirazione e fuggire dalla vita quotidiana”, condivide Lucija.
Un’evoluzione continua
Il Museo sarà una realtà in continua evoluzione: verrà costantemente aggiornato e arricchito con nuovi contenuti e tematiche, con l’obiettivo di rendere l’esperienza dei visitatori più ricca e interessante. L’intenzione è anche quella di avviare progetti con le scuole a scopo didattico e di realizzare laboratori con esperti del settore. Numerosi viaggiatori, ricercatori, blogger e scrittori di viaggio troveranno nel Travel Experience Museum il loro partner e uno spazio dove pubblicare i loro diari di viaggio, presentazioni di viaggio, tenere interessanti conferenze e workshop e presentare i loro itinerari. Il Museo è aperto dal martedì alla domenica dalle 10 alle 20, mentre il venerdì fino alle 22. Il giorno di chiusura è il lunedì. Per rimanere aggiornati su tutte le novità è possibile seguire le pagine ufficiali del Museo su Facebook, Instagram e TikTok.

Foto: Arianna Tersigni
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