Un luogo INCANTATO tra il verde dell’Istria

Il percorso delle Sette cascate, che inizia e finisce a Pinguente, attira ogni giorno centinaia di visitatori desideriosi di staccare dalla routine quotidiana e di immergersi in una natura incontaminata

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Un luogo INCANTATO tra il verde dell’Istria
Il mulino a Kotli, parzialmente rinnovato. Foto: Srecko Niketic/PIXSEL

Il torrido caldo estivo ha lasciato il posto a temperature più miti e le piogge dell’ultimo periodo hanno sicuramente aiutato a prevenire l’arsura e la siccità che, nei mesi scorsi, avevano colpito campagne e boschi. In Istria le spiagge si stanno svuotando e le colline, con il loro fascino e i loro toni autunnali, iniziando ad attirare sempre più persone. È il momento della vendemmia, un rituale che si rinnova da secoli per produrre il vino novello e godersi i frutti di un anno di intenso lavoro. Appassionati ed esperti esplorano i boschi alla ricerca di funghi da portare a casa e cucinare per farne un buon piatto di pasta o come accompagnamento alla carne. Più in là arriverà il tempo della raccolta delle olive e anche quella delle castagne (sempre meno qui da noi, dicono).

Ma dopo le ondate di calore estivo e le giornate trascorse in riva al mare all’ombra dell’ombrellone, oppure sotto il sole ad abbronzarsi, è tempo di riprendere le camminate in mezzo alla natura. Per quanto la penisola istriana sia famosa per i suoi colli ricoperti di vigneti, tanto da essere denominata la Toscana della Croazia, noi abbiamo deciso di proporvi un’altra esperienza, molto lontana dalle immagini da cartolina dell’Istria che siete abituati a vedere. Un luogo suggestivo, ideale per l’ambientazione di un film fantasy dove i boschi sembrano popolati da creature magiche: gnomi, folletti, fate e quant’altro. Un luogo dove mentre camminate sentite lo zampillare dell’acqua e il crepitio delle foglie sotto i piedi, dove le insenature del fiume Quieto danno forma a scenari incantati e la forza dirompente dell’erosione ha creato un canyon naturale con imponenti pareti rocciose. Stiamo parlando del percorso delle Sette cascate, forse il sentiero più famoso e affascinante di tutta l’Istria. Il periodo migliore per affrontarlo è proprio l’autunno, assieme alla primavera, quando il Quieto è rigoglioso grazie alle abbondanti piogge. In estate (temperature sahariane a parte) l’acqua si prosciuga e la capacità delle cascate è limitata, quindi spesso ci si aspetta un panorama mozzafiato e invece ci si ritrova di fronte a un rigagnolo rinsecchito. In inverno il ghiaccio e il gelo potrebbero arrecare difficoltà a chi vuole affrontare il cammino, soprattutto perché, trovandosi nel fondovalle, la poca luce diretta del sole che penetra tra la vegetazione non è in grado di sciogliere la patina ghiacciata che si va formando sui sassi lungo il fiume. Approfittiamo quindi della stagione in cui gli alberi si tingono di mille colori per parlarvi di questa meraviglia della natura e chissà, magari invogliamo anche qualcuno di voi a farsi una bella scampagnata.

Natura incontaminata.
Foto: Nel Pavletic/PIXSELL

Un’infinità di informazioni
Come già detto, quello delle Sette cascate è uno dei sentieri più popolari della penisola istriana, che inizia e termina a Pinguente. I dati che vi riporteremo di seguito sono basati su quelli forniti dal sito web istria-trails.com, dove il sentiero è segnato con il numero 306 (ex 556). Trattandosi di un cammino molto conosciuto, su Internet troverete una miriade di notizie, non sempre concordanti e, non essendo noi degli alpinisti professionisti, reputiamo giusto offrirvi delle informazioni quanto più corrette e attendibili. Parliamo di un percorso circolare immerso nella natura che segue il letto del fiume Quieto e del suo affluente Draga. Per quanto riguarda la sua lunghezza, anche qui troverete indicazioni discordanti che vanno da un minimo di 12 a un massimo di 18 chilometri. Sul sito sopraccitato la lunghezza indicata è di 13,5 chilometri e il tempo di percorrenza è pari a 3 ore. Sicuramente fattibili per dei camminatori esperti con un andamento al quanto veloce, ma se avete intenzione di affrontare la passeggiata, calcolate di perdere almeno 5 ore a passo moderato, ma anche di più se volete fare delle soste per ammirare il panorama, scattare foto e rifocillarvi. Vivrete un’esperienza immersi nel verde, godendovi il suono dell’acqua, viste mozzafiato, pareti rocciose imponenti, ma dimenticatevi la solitudine e il silenzio di un luogo sperduto. L’itinerario è visitato quotidianamente da un elevato numero di ospiti, che nei giorni di punta supera anche il migliaio, perciò non è sicuramente un posto nel quale cercare la quiete. Questo però non vi impedirà di godere di un’ottima esperienza che vi porterà in un mondo radicalmente diverso da quello che siete abituati a vedere da queste parti.
Il sentiero prende vita dietro l’acquedotto di Pinguente, dove si trova anche un ampio parcheggio per lasciare l’automobile. Da lì dovrete seguire la strada che vi porterà a un primo ponte. Una volta raggiuntolo potrete scegliere se affrontare il cammino dalla parte sinistra o dalla parte destra del fiume. Trattandosi di un percorso circolare, in teoria dovreste riuscire a farlo in entrambi i versi. Il nostro consiglio è quello di imboccare il sentiero alla sinistra del Quieto, sia perché è il percorso corretto indicato nelle guide, sia perché la segnaletica lungo il cammino è molto rada, quindi sarà più facile arrivare a destinazione “seguendo la massa”. E anche perché noi abbiamo provato a farlo al contrario ottenendo scarsi risultati. Inoltre, vi conviene iniziare dalla parte sinistra, così potrete godervi la parte più bella del percorso subito all’inizio quando sarete ancora pimpanti e nel pieno delle forze.

Tra pianura e salite impegnative
Sorge spontaneo chiedersi quanto sia impegnativo questo percorso. Anche qui i dati non collimano, da alcune parti troverete scritto che è adatto a tutti, da altre che è destinato a camminatori esperti. La verità sta nel mezzo. Parliamo senza dubbio di un circuito indicato per chi è abituato a macinare chilometri, quindi chi è alle prime armi forse dovrebbe affrontare qualche sentiero un po’ meno complesso come allenamento in vista delle Sette cascate. L’itinerario segue il corso del fiume, partendo da Pinguente tocca Selca, Glistonija, Kuhari, Kotli e ritorna a Pinguente; per la maggior parte è pianeggiante, anche se in alcuni tratti è necessario affrontare salite e discese ripide. Il segmento più impegnativo si trova senza dubbio tra la terza e la quarta cascata dove dovrete affrontare una salita scoscesa sulla quale arrampicarvi con l’aiuto di corde di acciaio. Sul luogo sono stati installati anche degli scalini metallici in modo da agevolare il percorso. Tranquilli, non si tratta di una vera e propria arrampicata su roccia; la fune e gli agganci servono solo da supporto per rendere più agibile quel pezzo di strada.
Una volta lasciata la via principale, attraversato il ponte in pietra sopra il Draga e imboccato il sentiero nel bosco, vi immergerete in un mondo completamento diverso, lasciandovi alle spalle la civiltà e la modernità. La prima cascata che vi troverete davanti è denominata Zagona ed è alta 5 metri, mentre subito dopo raggiungerete Bačva, alta 8,8 metri. Nel mezzo potrete ammirare i resti di una miniera abbandonata, inaugurata nel 1854 però funzionante solo per alcuni mesi. Il giacimento era usato per l’estrazione del carbone, ma ce n’era così poco che fu quasi immediatamente dismesso.

L’abitato di Kotli è attraversato dal fiume Quieto.
Foto: Nel Pavletic/PIXSELL

Panorami affascinanti
Continuando il percorso raggiungerete Vela Peč, la più alta e forse la più suggestiva delle cascate, la quale raggiunge 26,5 metri in altezza e 5,6 metri in larghezza, che precipita in un piccolo lago creato dalla forza dirompente dell’acqua. Questo è anche il punto più attrattivo per fare qualche foto e immortalare l’impresa, quindi preparatevi a mettervi in coda per il vostro scatto perfetto da condividere sui social o da tenere come ricordo. Oltre a una foto, vi consigliamo di fare una breve sosta perché vi attende il tratto di cammino più impegnativo in cui affronterete un dislivello non indifferente con l’aiuto di una fune in acciaio e di appoggi metallici fissati sulle rocce fino a raggiungere il cosiddetto ponte di Napoleone. La struttura prende il nome dalla tradizione popolare che vuole che fosse stata eretta nel periodo napoleonico, anche se fonti storiche dimostrano che la sua edificazione fu successiva. Da lì raggiungerete l’affluente Draga, che lascia il posto a un altro denominato Pivka. Seguitelo e arriverete alla quarta cascata, quella di Mala Peč, luogo ideale per una pausa caffè (sempre se ve lo siete portati dietro). Attraversando il villaggio di Kuhari, dove ci sono resti di edifici e ruderi antichi e proseguendo per circa 45 minuti si giunge all’abitato di Kotli, punto panoramico fenomenale, forse anche il più famoso. Infatti, si trova spesso nei volantini pubblicitari e informativi dedicati all’Istria centrale e alle avventure in natura della zona. Qui vi si staglierà davanti la quinta cascata, vicino alla quale si trovano anche i resti di un vecchio mulino abbandonato. Nel corso delle ere, il fiume ha scavato delle fosse nella roccia carsica, creando delle stupende pozze naturali, scenario ideale per rinfrescarsi i piedi o farsi un bagno nelle calde giornate estive. Kotli è un villaggio famoso anche per la sua gastronomia, spesso scelto dai turisti per un pranzo ristoratore. Una passeggiata così impegnativa merita un premio e piatti della tipici della cucina istriana, accompagnati da un bicchiere di buon vino potrebbero essere una ricompensa appropriata.

L’ultimo tratto
Dopo esservi riempiti lo stomaco e avere recuperato le energie, vi rimarranno da visitare le ultime due cascate, quelle di Zelenščak e di Grjok. Un altro sentiero nel bosco vi porterà fino a lì, ma stavolta tra l’una e l’altra dovrete attraversare il fiume diverse volte. Il nostro consiglio (ma anche quello della guide esperte) è di indossare delle calzature adatte, in quanto è difficile prevedere la portata del torrente e potrebbe capitarvi di dover immergere i piedi nell’acqua. Affrontata quest’ultima difficoltà, vi attende una salita prima di godervi la discesa che vi porterà fino al ponte di pietra iniziale e al corso tranquillo del Quieto retrostante all’acquedotto istriano di Pinguente. In questa avventura di mezza giornata, tra camminata e pause, vi ritroverete immersi in una vegetazione e in una morfologia geografica molto ricche e varie, che sorprendentemente si estendono su una superficie alquanto limitata. La ricchezza della nostra terra è anche questa: un corollario di diversità e varietà, che fondendosi, danno vita a un paesaggio unico nel suo genere.
Il percorso è stato sistemato e aggiunto alla mappa dei sentieri istriani nel 2006. In precedenza era usato dai contadini e dai cacciatori del luogo e ancora prima dai minatori che estraevano il carbone dalle miniere vicine. Chissà se a loro, dopo una giornata di duro lavoro, la vista delle bellezze naturali che li accompagnava al rientro a casa arrecava un po’ di sollievo…

Kotli.
Foto: Srecko Niketic/PIXSEL

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