Umago. Riscoprire la storia attraverso le foto d’epoca e le ricette

La direttrice del Museo civico, Biljana Bojić: «Raccontiamo il periodo tra le due guerre e del dopoguerra»

Tribie nel 1935

Il Museo civico di Umago ha promosso alcune valide iniziative finalizzate alla scoperta e alla valorizzazione del passato del comprensorio e della sua gente. Concretamente, quello che manca a livello storiografico e fotografico, come ci ha spiegato la direttrice del Museo, Biljana Bojić, è il periodo fra le due guerre mondiali e quello che va dal secondo dopoguerra fino agli anni 60 del secolo scorso, molto sofferto dalla popolazione di quest’area a causa dell’esodo. Purtroppo, con l’esodo della popolazione italiana, ma non soltanto, se n’è andato un pezzo di storia, che adesso manca e che il Museo vuole riscoprire.

La diga e il porto di Umago

“Abbiamo già allestito diverse mostre sulla Umago di un tempo, ma vogliamo andare avanti, per cui invitiamo tutti coloro che hanno delle vecchie fotografie a inviarcele, per la scansione – dice Biljana Bojić –. È inoltre nostro desiderio parlare di gastronomia, cucina, riscoprire le vecchie ricette, perché dopo la Seconda guerra mondiale sono cambiate anche le abitudini alimentari della popolazione. Ancora oggi molte persone giunte a Umago si chiedono perché qui si parli l’italiano; non conoscono la nostra realtà sociale, non sanno nulla del passato, di come si viveva tra le due guerre, di che cosa si occupavano le persone e altro. Finora la risposta alla nostra iniziativa è stata molto buona; abbiamo già raccolto molte cose, foto d’epoca molto interessanti, perché Umago ha una lunga tradizione legata alla pesca, all’agricoltura, ma anche al turismo, presente da oltre 140 anni. Ci sono pervenute immagini delle spiagge storiche di Umago, come quella di Muiela con la Pensione San Marco, della spiaggia comunale a Punta, dell’hotel ‘Beograd’ (ex ‘Umag’, ‘Miramare’, ‘Stella Maris’), del resort per orfani della Stiria a Bassania, della costa rocciosa sotto il faro di Salvore, della diga di Umago, davanti all’albergo ‘Kristal’, della stessa Cittavecchia. Per tutti, siamo a disposizione e reperibili al Museo o via e-mail all’indirizzo di posta elettronica [email protected]”.

L’albergo “Al Leon d’oro”

In programma ci sono però anche altre iniziative. Di che cosa si tratta?
“Vogliamo recuperare le vecchie gru in acacia che servivano per salvare le piccole batane dalle mareggiate. A proposito, abbiamo anche avviato uno studio specifico. Ma c’è anche il vecchio lavatoio, dove le massaie di Umago, curve sulla sorgente d’acqua dolce, lavavano i panni, che potrebbe essere recuperato. Riscoprendo le vecchie foto possiamo scoprire tante cose che ancora ci sfuggono. Anche il vecchio mulino ha una storia importante, perché in giro non ci sono più né mulini né mugnai. L’ultimo mugnaio di Umago è stato Bruno Chert. Anche i pescatori, con la vecchia fabbrica del pesce hanno una storia importante. La fabbrica fu costruita da Pietro Manzutto e nei decenni successivi divenne ‘Arrigoni’, quindi ‘Mirna’ e oggi ‘Podravka’. Dal conservificio del pesce si è passati al pomodoro. Certo, c’è tanta storia da conoscere e da tramandare. Per questo sollecitiamo la collaborazione di tutti”.

A due passi dal centro, la spiaggia di sabbia

Nella storia locale c’è anche un famoso film con Alida Valli?
“Si, si tratta della pellicola “La grande strada azzurra”, girato a Umago e in parte a Rovigno, per la regia di Gillo Pontecorvo, con Alida Valli, appunto e Yves Montand. Alle riprese parteciparono come comparse quasi tutti i pescatori e gli abitanti di Umago”.

Oggi l’ex scuola popolare è sede del Municipio

E a livello archeologico?
“Ci sono moltissime cose, da Sipar a San Giovanni della Cornetta, da Zambrattia all’antico frantoio delle olive dietro alla chiesa. Ma quella è, come si suol dire, un’altra storia. Ora vogliamo conoscere proprio il periodo tra le due guerre mondiali e l’immediato dopoguerra. Rinnovo quindi l’invito alla collaborazione per ricucirne la memoria”.

Il manifesto de“La Grande strada azzurra”
Biljana Bojić, direttrice del Museo civico
L’ultimo mugnaio di Umago, il connazionale Bruno Chert
L’antico frantoio, a pochi metri dal mare

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