Forse non molti sanno che in Romania è presente una minoranza tedesca. Si tratta di una minoranza variegata, che comprende varie comunità arrivate nel Paese in periodi storici diversi e che, ancora oggi, mantengono forti le proprie identità culturali e linguistiche. In questo contesto assumono una rilevanza particolare i media in lingua tedesca operanti nel Paese, dalla carta stampata fino alla radiotelevisione. L’Allgemeine Deutsche Zeitung für Rumänien (Giornale tedesco generale di Romania) – abbreviato ADZ – è un quotidiano con sede centrale a Bucarest e redazioni locali anche nelle città di Sibiu, Brașov, Reșița, Satu Mare e Timișoara. Esce cinque giorni alla settimana, dal martedì al sabato, e viene distribuito in tutto il Paese. Sfogliando il giornale troviamo diverse sezioni: interni, esteri, economia, cronaca locale, interviste, cultura, focus tematici, reportage, turismo… Inoltre, il numero del mercoledì comprende l’inserto Banater Zeitung (Giornale del Banato), che copre notizie relative alla regione del Banato. Nel numero del giovedì è invece possibile sfogliare l’inserto Karpatenrundschau (Rassegna dei Carpazi), che copre l’area della Transilvania. Abbiamo visitato la redazione di Bucarest dell’ADZ, situata nel quartiere Lacul Tei, elegante zona residenziale della capitale. Ad accoglierci è stata la caporedattrice, Nina May. Nina è originaria della Baviera; dopo una carriera come fisica, che l’ha portata a Bucarest, ha deciso di rimanere in Romania, dove ha iniziato a scrivere per l’ADZ nel 2010. Dieci anni dopo ha preso le redini della guida del quotidiano. “Il quotidiano è stato fondato nel 1949 dallo Stato rumeno, con il nome di Neuer Weg (Nuova Via), con l’obiettivo di educare la minoranza tedesca al comunismo – ci ha spiegato –. Al tempo sulla prima pagina venivano ripresi discorsi e comunicati ufficiali, mentre nelle altre pagine si scriveva delle attività della comunità tedesca. Queste notizie erano importanti, perché permettevano ai diversi gruppi della minoranza tedesca, che al tempo non erano in contatto tra loro, di venire a conoscenza delle rispettive attività e iniziative. Neuer Weg era direttamente controllato dall’ufficio stampa del Comitato Centrale del Partito Comunista Rumeno e, come tutti i media, soggetto a censura. Tuttavia, se si leggeva tra le righe, negli articoli si potevano carpire informazioni interessanti che sfuggivano al controllo”. Dopo il crollo del regime comunista nel 1989, essendo i finanziamenti provenienti dallo Stato, il quotidiano ha vissuto un periodo di crisi, accentuato dalla lacuna di giornalisti, molti dei quali si trasferirono in Germania. Nel 1993 è stato quindi (ri)fondato con il nome e la struttura attuali, dopo alcuni mesi di inattività. Ad oggi, editore e finanziatore dell’ADZ è il Forum Democratico dei Tedeschi di Romania (FDGR). Come La Voce del Popolo, anche l’ADZ fa parte dell’Associazione dei quotidiani in lingua minoritaria e regionale (MIDAS).

Carta stampata, un formato che resiste
Abbiamo chiesto a Nina come, ad oggi, il giornale stia affrontando una stagione caratterizzata dalla crisi dei media tradizionali, soprattutto della carta stampata. “Penso che i quotidiani nelle lingue di minoranza siano affetti meno degli altri da questa crisi – ha detto –. Il FDGR, che ci finanzia, ci tiene che il nostro quotidiano venga pubblicato. Inoltre molti dei nostri lettori, che sono anziani, vogliono la copia cartacea del giornale, come è emerso da un sondaggio che abbiamo fatto qualche anno fa. Siamo consapevoli che questo formato prima o poi tramonterà e che dovremo pensare ad un’altra soluzione, ma per il momento manteniamo la versione cartacea e mandiamo il formato PDF a chi ne fa richiesta. Abbiamo anche un sito web dove è possibile leggerci”. Oltre al quotidiano, la redazione cura altre pubblicazioni: “Una volta all’anno pubblichiamo un resoconto di cosa è accaduto nella comunità tedesca, mentre ogni due anni realizziamo una guida turistica sulla Romania, che include gli articoli sui viaggi pubblicati sul giornale. Questa guida fa parte della nostra tradizione perché durante il comunismo pubblicavamo guide di viaggio molto apprezzate dalla minoranza tedesca e dai turisti provenienti dalla Repubblica Democratica Tedesca”, ha spiegato Nina.

Il fascino di Bucarest
All’ADZ lavorano membri della minoranza tedesca in Romania, rumeni che padroneggiano ottimamente la lingua tedesca e, come Nina, anche tedeschi originari di Paesi germanofoni. Alcuni di loro, prima di iniziare a lavorare in pianta stabile, passano un periodo nella redazione da tirocinanti. È il caso di Valentin Brendler, giornalista ed editore di ADZ. Il 25enne, originario della Franconia, in Germania, ha studiato scrittura creativa all’Università di Hildesheim e, parallelamente, ha mosso i primi passi nel giornalismo lavorando per alcuni quotidiani locali. Sempre da studente universitario è approdato, nel 2023, a Bucarest, dove ha svolto un tirocinio presso la redazione dell’ADZ. “Ho visitato la Romania per la prima volta nel 2020 e da allora sono rimasto affascinato dal Paese e soprattutto dalla capitale”, ci ha confessato, spiegandoci come mai ha deciso di trasferirvisi una volta conclusi gli studi universitari. “Bucarest, che da una parte può sembrare una città grigia e caotica, è in realtà ricca di storia e di storie”, ha proseguito. Per l’ADZ, Valentin scrive di svariati temi; i suoi preferiti sono quelli legati alla cultura e alla storia. “A Bucarest la maggior parte delle iniziative culturali legate alla minoranza tedesca sono organizzate dal Goethe Institut, ma seguo anche gli eventi organizzati dal FDGR, dalla Chiesa Evangelica Luterana e dal Forum Austriaco di Cultura. Mi occupo anche di argomenti locali che riguardano la città. Di tanto in tanto scrivo anche di calcio”, ci ha detto.

Nel cuore della Transilvania
Abbiamo avuto l’occasione di visitare anche la redazione locale di Brașov, che al momento conta tre giornaliste che si occupano dell’inserto Karpatenrundschau, oltre che di realizzare articoli per l’ADZ. Ad accoglierci è stata Bernice Krech-Lițoiu. I genitori di Bernice fanno parte della minoranza tedesca della Transilvania e, come molti, sono emigrati in Germania agli inizi degli anni ‘90, dove la giovane giornalista, 25enne, è nata è cresciuta. Negli anni Bernice ha tuttavia mantenuto un legame con le sue radici in Romania, fino a che, una volta concluse le scuole superiori, ha deciso di passare un anno come volontaria in un centro cristiano evangelico della rete di Torchbearers International a Râșnov. Durante quel periodo ha conosciuto colui che successivamente è diventato suo marito, e da lì la decisione di trasferirsi a Brașov, dove ha frequentato l’università, studiando inglese e tedesco, e dove, dallo scorso marzo, ha cominciato a lavorare come giornalista. “Mi piace vivere in Romania più che in Germania – ci ha detto –. Mi piacciono le persone, che sono molto accoglienti. Brașov è poi una città dalla forte influenza tedesca e qui mi sono sentita a casa fin da subito”. Riguardo il lavoro nella redazione, Bernice si occupa di svariati argomenti: “Seguiamo molti eventi organizzati dal FDGR, come presentazioni di libri ed iniziative musicali e artistiche. Seguiamo anche gli eventi organizzati dalla Chiesa Evangelica Luterana locale e intervistiamo membri della comunità tedesca o tedeschi che si sono trasferiti qui. Inoltre, seguiamo la cronaca cittadina”.

On air dal 1948
Non solo carta stampata, ma anche radio e televisione. Radio România, il servizio pubblico radiofonico della Romania, ha infatti una trasmissione in lingua tedesca. Abbiamo visitato gli studi di Radio România, accompagnati da Monica Strava, giornalista del programma tedesco. Il programma – conosciuto come “Trasmissione in tedesco di Radio Bucarest” – viene trasmesso nella capitale e nelle regioni del Banato e della Transilvania. Realizzato a partire dal 1948, nonostante le restrizioni e la censura a cui è stato sottoposto fino al dicembre 1989, è riuscito a mantenere la propria identità ed unicità. La trasmissione va in onda un’ora dal lunedì al sabato, dalle 14 alle 15, e dieci minuti la domenica, dalle 10.20 alle 10.30. Il programma inizia con le notizie di attualità nazionali e dall’estero, seguite da cronache che riguardano la minoranza tedesca in Romania. Una rubrica di grande successo è la sezione quotidiana dedicata ai quiz, che prevede come premi settimanali libri in tedesco. Inoltre, i corrispondenti locali coprono quotidianamente le città di Sibiu, Brașov e Timișoara. Oltre che da Monica, il programma è prodotto da Bianca Sahighian, Helga Neustädter e Reiner Wilhelm.

Questione di… inquadrature
Anche Televiziunea Română, l’emittente televisiva pubblica statale della Romania, ha un programma in lingua tedesca. Ad accoglierci negli studi televisivi è stato Alexandru Ionuţ Mihăilescu, caporedattore della redazione tedesca, comprendente presentatori, reporter, produttori e cameraman. “Il programma tedesco è stato fondato nel 1969. All’epoca Ceaușescu voleva dare l’immagine di essere un leader liberale ed aperto alle minoranze. Il programma tedesco seguiva sì notizie legate alla politica e all’economia, ma aveva un buon margine di libertà, garantendo copertura agli eventi legati alla minoranza tedesca – ci ha spiegato Alexandru –. Tuttavia non si potevano riprendere le chiese, perché era considerata propaganda religiosa. Molte attività della minoranza tedesca in Romania sono di carattere religioso e dovevamo stare attenti a rispettare questa restrizione”. Il programma tedesco ha continuato ad essere realizzato fino al 1985: “Da allora lo Stato ha iniziato a risparmiare sui fondi destinati alla televisione, e quindi ridusse i programmi televisivi a due ore al giorno. Come conseguenza di questi tagli molti programmi, tra cui quelli delle minoranze tedesca e ungherese, scomparvero”, ha proseguito il nostro interlocutore. Il programma in tedesco è stato rilanciato il 12 gennaio 1990, pochi giorni dopo la caduta del comunismo. Allora, molti produttori e giornalisti che avevano lavorato al programma fino al 1985 erano andati in Germania; furono due donne della vecchia guardia che lo riproposero, e a loro si aggiunsero altri, tra cui lo stesso Alexandru, che vi è approdato nel luglio 1990. Ad oggi, il programma va in onda ogni giovedì e dura un’ora e mezzo.

Questo reportage è frutto di una visita in Romania realizzata grazie al supporto di PLURILINGMEDIA, rete di ricerca europea che studia e affronta le sfide e le opportunità dei media nelle lingue regionali e minoritarie. PLURILINGMEDIA fa parte del programma COST (Cooperazione europea nella scienza e nella tecnologia), una rete di ricercatori di tutta Europa finanziata dall’Unione Europea. Desideriamo ringraziare l’intero comitato direttivo di PLURILINGMEDIA, e in particolare il presidente Craig Willis e la vicepresidente Lara Sorgo, per aver reso possibile questa opportunità e per l’assistenza fornita. Un ringraziamento va anche a Jakob Volgger, ricercatore presso il centro Eurac di Bolzano, per aver contattato personalmente la redazione dell’ADZ e aver svolto un prezioso ruolo di intermediazione. Un grazie speciale va inoltre a tutte le colleghe e a tutti i colleghi giornalisti che ci hanno accolto in Romania e che hanno dedicato il loro tempo a incontrarci e accompagnarci nel corso della visita. Oltre alla caporedattrice dell’ADZ, Nina May, che ha accolto con favore la nostra richiesta di visita, e a tutte le persone menzionate nell’articolo, desideriamo ringraziare anche Șerban Căpățână, giornalista ed editore dell’ADZ, per aver curato il programma delle giornate a Bucarest e averci accompagnato in più occasioni, ed Elise Wilk della redazione di Brașov, per aver organizzato la giornata nella città.
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