Portole: dove natura, tradizioni e cultura ricamano preziose e gustose esperienze

Con la direttrice dell’Ente turistico, Nicol Vranjac Štokovac, sull’offerta del territorio

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Portole: dove natura, tradizioni e cultura ricamano preziose e gustose esperienze
Foto Shutterstock

Tra colline, boschi e borghi ricchi di storia, il Comune di Portole si presenta come un territorio dal fascino autentico, dove la natura, le tradizioni e la cultura s’intrecciano in un paesaggio unico. Qui, ogni angolo racconta una storia, dalle antiche vie fiancheggiate dai cipressi, che ricordano scorci di Toscana, ai piccoli borghi dove il tempo sembra scorrere più lentamente, custodi di sapori genuini e mestieri tradizionali ancora vivi. È un luogo in cui il passato e il presente dialogano armoniosamente, dove le chiese e i luoghi sacri si aprono a concerti e iniziative culturali, i sentieri diventano percorsi alla scoperta di personaggi e leggende locali e le piazze ospitano eventi che celebrano le eccellenze gastronomiche e artigianali del territorio. La comunità, con passione e dedizione, diventa protagonista nella cura dei borghi, nell’organizzazione di manifestazioni e nella valorizzazione di ogni angolo nascosto, trasformando ogni visita in un’esperienza autentica e coinvolgente.
In questo contesto, l’Ente turistico di Portole, guidato da Nicol Vranjac Štokovac, lavora con impegno per valorizzare ogni aspetto del territorio. Con la direttrice dell’Ente abbiamo fatto un viaggio in questa promozione dell’ospitalità, della tutela dell’ambiente e della riscoperta delle tradizioni, che offre ai visitatori un’esperienza che unisce scoperta, emozione e conoscenza.

Portole ha una forte identità culturale. Quali sono gli elementi che ritiene più rappresentativi e in che modo l’Ente turistico contribuisce a valorizzarli?“Portole possiede indubbiamente una forte identità culturale. È difficile racchiudere in poche parole gli elementi più rappresentativi, perché l’intero territorio parla di storia e tradizioni. Il Comune abbraccia un’area molto vasta, dalle Terme di Santo Stefano al paese di Levade, capitale del tartufo, per poi salire verso Portole e i paesi circostanti. Ognuna di queste zone custodisce un patrimonio unico e tutte insieme contribuiscono a creare il fascino particolare che caratterizza Portole e i suoi dintorni. Per questo preferisco dire che non esiste un solo elemento distintivo, ma è l’insieme del territorio, con le proprie peculiarità a rendere Portole così speciale”.

Quali aspetti della storia di Portole sono ancora poco conosciuti e sui quali state puntando per raccontare meglio il territorio?
“Abbiamo iniziato un percorso di valorizzazione delle nostre chiese e dei beni culturali che rappresentano il cuore della nostra storia. Lo facciamo organizzando piccoli, ma significativi concerti che permettono non solo ai visitatori, ma anche agli abitanti del luogo, molti dei quali non le avevano mai viste dall’interno, di riscoprire questi spazi sacri sotto una nuova luce. Questo riaccende l’interesse e invita a frequentare e conoscere luoghi che per troppo tempo erano rimasti in ombra.
Abbiamo inoltre in programma presentazioni a carattere storico, con studiosi e professionisti che, di volta in volta, approfondiranno temi diversi legati al luogo che ci ospita. Quest’estate, ad esempio, abbiamo avuto il piacere di accogliere il professor Denis Visintin nella chiesa di Santa Maria a Portole, accompagnato da un meraviglioso concerto di musica classica. È stato un primo passo importante. Ne seguiranno altri, con l’obiettivo di riportare all’attenzione del pubblico quella parte della storia di Portole che finora è stata poco conosciuta e che merita di essere raccontata con cura e passione”.

Quali sono, secondo lei, le peculiarità paesaggistiche, gastronomiche o artigianali che distinguono Portole da altri borghi della Regione?
“Una delle peculiarità paesaggistiche più suggestive è senza dubbio l’ingresso a Portole, fiancheggiato dai cipressi che evocano scorci tipicamente toscani. È un’immagine iconica, capace di raccontare da sola l’atmosfera particolare del nostro territorio. Sul piano gastronomico, l’intera area è rinomata per il tartufo, grazie anche alla vicinanza di Levade e del bosco di Montona. Ma un’altra eccellenza che ci distingue sono le castagne e siamo infatti gli unici in Istria a dedicare loro una festa. Desideriamo valorizzarle sempre di più anche dal punto di vista culinario.
Un ulteriore punto di forza è l’alta concentrazione di agriturismi, soprattutto nella zona di Stridone. Qui molte famiglie producono ancora in casa formaggi, prosciutti, pane e pasta fatti a mano, oltre a salsicce, ombolo e prosciutto. È la tradizione istriana più autentica, espressa con una densità e una cura raramente riscontrabili altrove. Consiglio davvero a tutti di visitarli: chi cerca sapori genuini e ospitalità sincera non resterà deluso. Vale la pena citare, ad esempio, l’agriturismo Medica che, oltre a un’offerta gastronomica radicata nella tradizione, dispone di una vera e propria fattoria da esplorare. Non di meno gli agriturismi Tončić e Gardina, così come quello di Paolo Nežić, luoghi dove il tempo sembra rallentare e dove è ancora possibile gustare i sapori della terra attraverso il lavoro e la passione di chi la vive ogni giorno”.

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Qual è oggi l’offerta turistica di Portole e quali tipologie di turisti stanno mostrando maggiore interesse verso il vostro territorio?
“Il nostro territorio attira soprattutto il turista che cerca tranquillità e autenticità. Chi sceglie Portole desidera spesso rimanere vicino alle spiagge, ma senza rinunciare alla pace dei borghi collinari. Numerosi sono i visitatori che amano passeggiare, muoversi in bicicletta, esplorare l’ex tracciato ferroviario della Parenzana, oggi percorso ricreativo, e concedersi momenti di quiete immersi nella natura. C’è poi chi viene attratto dalla nostra tradizione gastronomica, come turisti che vogliono assaggiare la pasta fatta in casa, o addirittura vedere come viene preparata, e che apprezzano la genuinità dei prodotti locali. La stagione turistica si sta allungando proprio grazie a loro. Settembre e ottobre, infatti, richiamano molti visitatori grazie alla Fiera del tartufo di Levade e al suo ‘Tuber Food Fest’, che si svolgono durante il mese di ottobre. Oltre alle degustazioni, questi eventi offrono dimostrazioni di raccolta del tartufo e coinvolgono numerosi produttori locali. È un’occasione unica per scoprire questo vero re della nostra foresta, e tutto ciò che lo circonda”.

Le manifestazioni rappresentano un forte richiamo per il pubblico. Quali sono gli eventi principali che avete organizzato e che maggiormente contribuiscono a promuovere la destinazione?
“Tra gli eventi più importanti, la Festa delle castagne di ottobre è certamente uno dei simboli di Portole. È una manifestazione molto conosciuta, che ogni anno vede crescere il numero dei visitatori. Qui è possibile gustare specialità dolci e salate a base di castagne e quest’anno, ad esempio, abbiamo proposto i tradizionali ‘pljukanci’ fatti a mano con crema di castagne, oltre alle immancabili caldarroste. Un’altra manifestazione di grande richiamo è il ‘Tuber Food Fest’ di Levade, organizzato dalla Comunità degli Italiani di Levade-Gradine, con la collaborazione del nostro Ente turistico e del Comune di Portole. È un evento che celebra il tartufo e la gastronomia del territorio, coinvolgendo produttori, esperti e appassionati.
A Stridone si svolge poi l’Incontro internazionale dei fisarmonicisti, una tradizione che prosegue da oltre trent’anni. È un appuntamento particolarmente sentito, che ogni anno riunisce musicisti giovani e veterani provenienti dall’Italia, dalla Slovenia, dalla Croazia e da tutta l’Istria. Un momento di festa che valorizza uno strumento profondamente radicato nella nostra identità musicale.
Infine, continua a riscuotere grande successo anche il Festival del fuoco, dedicato ai fuochi di San Giovanni, che si svolge a giugno. È un evento scenografico e coinvolgente, capace di incantare tutte le generazioni e di mantenere vivo un rito carico di fascino e tradizione”.

Quali sono i rapporti e le forme di collaborazione che l’Ente turistico mantiene con il Comune di Portole, con la locale parrocchia e con le altre associazioni del territorio?
“Essendo un Ente turistico di piccole dimensioni, la nostra attività si basa fortemente sulla collaborazione con diversi soggetti del territorio. In primis, voglio ringraziare il sindaco, Leo Bazjak e l’amministrazione comunale, che riconoscono l’importanza delle nostre manifestazioni e ci supportano costantemente. Un ruolo fondamentale è svolto anche dalla vicesindaca in quota CNI, Barbara Vežnaver Antonac e dalla Comunità degli Italiani di Levade-Gradine, guidata da Irina Štokovac. Grazie al loro impegno e a quello dei compaesani, molte manifestazioni culturali vengono organizzate portando avanti le tradizioni locali, contribuendo a custodire le radici e l’identità dei nostri luoghi.
Abbiamo inoltre un rapporto molto stretto con la parrocchia locale. Senza questa disponibilità non sarebbe possibile realizzare eventi all’interno delle chiese. Ad esempio, a gennaio si terrà a Gradigne, per la prima volta, un incontro corale nella piccola chiesa dedicata a San Giovanni, con la partecipazione di cori provenienti pure da varie Comunità degli Italiani dell’Istria. Aprire luoghi sacri a manifestazioni culturali significa creare eventi innovativi che uniscono storia, spiritualità e tradizione, avvicinando soprattutto le nuove generazioni a contesti che altrimenti potrebbero restare sconosciuti.
Un altro pilastro del nostro lavoro è il Corpo volontario dei Vigili del fuoco (CVVF) di Portole, guidato da Ivan Ipša. I volontari ci supportano in tutte le manifestazioni, sia dal punto di vista organizzativo che logistico, e a volte sono loro stessi a promuovere eventi, come il ‘Festival del fuoco’, dedicando momenti speciali ai bambini, con dimostrazioni pratiche sui mezzi e giochi a tema.
Infine, un ringraziamento speciale va alla Regione istriana e all’Ente turistico regionale, che ci sostengono non solo a livello finanziario, ma anche morale. Tutte queste collaborazioni, costruite sulla fiducia e sulla passione per il territorio, sono fondamentali per lo sviluppo turistico e culturale di Portole e contribuiscono a far emergere il meglio della nostra comunità”.

Nicol Vranjac Štokovac. Foto Ente Turistico Portole

Quali sono le principali sfide che il territorio sta affrontando in ambito turistico e quali opportunità intravede per i prossimi anni?
“Una delle sfide principali è ampliare e diversificare l’offerta turistica di Portole e dei paesi limitrofi, rendendola più attrattiva durante tutto l’anno. Nei prossimi anni puntiamo a creare nuovi contenuti e progetti innovativi, sia attraverso i social sia tramite l’accesso a fondi regionali e nazionali, per garantire esperienze sempre più complete ai visitatori. Tra le iniziative in programma, prevediamo la realizzazione di percorsi podistici con segnaletica apposita, che non solo indicherà i principali sentieri, ma racconterà anche la storia del territorio, come ad esempio le abitazioni di famiglie portolane legate a personaggi illustri, creando così un vero e proprio percorso culturale e naturalistico”.

Quali progetti futuri avete in programma per potenziare l’offerta turistica e migliorare l’esperienza dei visitatori a Portole?
“Posso annunciare che abbiamo recentemente ottenuto fondi dal bando del Gruppo d’azione locale ‘Pinna Nobilis’ per il rafforzamento della coesione e dell’integrazione della comunità locale. Con questo sostegno intendiamo rivitalizzare la valle di Ceppi e le sue fonti d’acqua, coinvolgendo l’intera comunità, dai bambini della scuola e dell’asilo fino a chiunque vorrà parteciparvi. Il progetto prevede una pulizia ecologica della valle, l’installazione di pannelli informativi con foto, testi e codici QR per un’esperienza digitale che racconti la storia della zona, poco conosciuta ma significativa per la pesca dei gamberi. Saranno inoltre realizzate nuove infrastrutture per il relax lungo percorsi podistici, valorizzando sia il patrimonio naturale che quello culturale del territorio.
Parallelamente, intendiamo lavorare per la rivalorizzazione del Museo della Parenzana, sotto il patrocinio del Comune di Portole. L’anno scorso abbiamo partecipato al concorso ‘Croatia Naturally Yours’, dell’Ente turistico nazionale, in collaborazione con il Ministero del Turismo e dello Sport, con l’obiettivo di promuovere il turismo sostenibile. Grazie a questo progetto abbiamo ricevuto fondi utilizzati per piantare nuovi cipressi e altre essenze arboree, contribuendo alla tutela dell’ambiente.
In generale, intendiamo migliorare l’offerta turistica a 360 gradi, puntando su qualità, sostenibilità e valorizzazione del territorio. Le nostre manifestazioni storiche e tradizionali continueranno a essere affiancate da nuove proposte culturali, artistiche e musicali. Gli eventi gratuiti, come concerti e spettacoli teatrali, hanno già dimostrato di attirare un pubblico entusiasta e intendiamo proseguire su questa strada. Un ringraziamento speciale va a tutti i volontari e ai residenti che, con il loro impegno e la loro dedizione, rendono possibile la realizzazione di queste iniziative in quanto, senza di loro, nulla di tutto questo sarebbe realizzabile”.

Portole è quindi un territorio da visitare, ma è pure un luogo da vivere, dove storia, cultura e natura s’intrecciano in esperienze autentiche. Tra tradizioni da riscoprire, sapori genuini e progetti innovativi, il territorio si conferma come una meta in grado di sorprendere, emozionare e far sentire ogni visitatore parte integrante della comunità.

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