Da idea innovativa, ma dall’attuazione piena di interrogativi, a realtà ormai consolidata con diversi progetti realizzati e un futuro che si prospetta in continua crescita. In appena otto anni il Settore “Imprenditoria e Comunicazione” della Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana si è trasformato da scommessa in realtà, grazie alla guida della titolare Ana Čuić Tanković, che ha messo a disposizione le sue conoscenze, la sua professionalità e le sue capacità per realizzare uno spazio dell’UI dedicato agli imprenditori connazionali e alle loro esigenze. Professoressa presso la Facoltà di Management nel Turismo di Ica, la polese Čuić Tanković – il cui secondo mandato da titolare del settore sta volgendo a conclusione – ha le idee molto chiare sul ruolo di rilancio dei territori svolto dall’imprenditoria e sull’importanza di fornire supporto e appoggio a coloro che decidono di intraprendere questo percorso lavorativo. Fondamentale è valorizzare sia l’esperienza degli imprenditori più adulti che l’entusiasmo e l’innovazione portate dai più giovani, con uno sguardo rivolto alle sfide presenti e future. Di questo e altro abbiamo discusso nel corso di un’intervista interessante e stimolante, che siamo sicuri possa restituire nuovi spunti di riflessione ai nostri lettori.
Sta giungendo al termine del suo secondo mandato in seno alla Giunta Esecutiva. Può restituirci un bilancio di questi ultimi otto anni?
“Abbiamo dato avvio al Settore “Imprenditoria e Comunicazione” dal nulla. Credo che ogni ventata nuova rappresenti un bene per la differenziazione delle attività dell’Unione Italiana. Prima dell’inizio del mio primo mandato gli imprenditori – molti di successo, presenti sul territorio ma poco collegati con l’Unione Italiana – erano lasciati a sé stessi. Perciò il nostro primo scopo, ed è quello che siamo maggiormente riusciti a fare nel nostro primo mandato, era quello di conoscere i nostri imprenditori e di capire come e dove l’Unione Italiana poteva aiutarli, per esempio nel far rete con altri imprenditori connazionali. Abbiamo cominciato con queste premesse ma l’inizio del nostro primo mandato è coinciso con la pandemia di Covid-19 che ha cambiato totalmente tutto quello che avevamo pianificato in termini di incontri organizzati e fiere. Come in ogni settore, la pandemia ci ha portato via ma anche dato. In quel periodo ci siamo adattati alle esigenze del momento e abbiamo cominciato con gli aggiornamenti degli imprenditori online. In generale, sono molto soddisfatta di questi due mandati, delle relazioni e della rete che si è creata. La maggior parte degli obiettivi che ci siamo proposti in questi due mandati li abbiamo portati a termine. Questi anni da titolare del settore non li ho vissuti tanto come impegno politico ma come impegno sociale, perché ci tenevo ed ero motivata dal fatto di voler fare del bene, di poter mettere a buon uso i miei titoli di studio e certe idee e progetti che pensavo di poter promuovere. È stato veramente un periodo molto attivo, molto esigente, estremamente impegnativo, ma sono veramente molto felice di quest’esperienza perché sono convinta che come cresceva il settore crescevo anch’io con lui e ho avuto la possibilità di conoscere nuove persone che mi hanno dato tanto”.
Tra i vari progetti realizzati, quali sono stati quelli più significativi per quanto riguarda l’imprenditoria?
“Ho concepito questo settore come formato da tre pilastri. Un primo riguarda l’educazione all’imprenditorialità. In altri Stati essere imprenditore è un vanto, ma se si chiede ai nostri bambini cosa faranno da grandi, in pochi risponderanno l’imprenditore, perché non è un campo a cui si viene sensibilizzati da piccoli. Per questo abbiamo dato spazio all’educazione dell’imprenditorialità nelle scuole superiori, un progetto a lungo termine, del quale vedremo i risultati tra una decina di anni. Ho visto per molti ragazzi aprirsi un nuovo mondo, e di questo sono veramente molto fiera. Spero di incontrarli di nuovo tra 5-10 anni come imprenditori attivi e presenti sul territorio. Un secondo pilastro riguarda il dare la possibilità a coloro che vorrebbero fare un cambio di carriera e diventare imprenditori di fare questo importante passo. In questa direzione abbiamo dato il via al progetto “Mettiti in proprio”, che è stato ideato nel periodo post-Covid, quando tanti nostri connazionali che vivevano all’estero sono voluti tornare nelle nostre terre e hanno fatto un cambio di carriera, reinventandosi. Tramite questo progetto ho avuto la possibilità di conoscere tante storie umane che mi hanno veramente riscaldato il cuore. In seno a questo secondo pilastro rientrano anche i due incubatori in Istria e tutti gli aggiornamenti che abbiamo svolto, che hanno visto tra partecipanti sia imprenditori già avviati e di successo ma che devono sempre essere al passo con i tempi, che ragazzi che volevano diventarlo. Come terzo pilastro, abbiamo voluto raccogliere i nostri imprenditori di successo. Si è trattato forse del passaggio più difficile, perché dovevamo creare un contatto con l’Unione Italiana e trovare il modo per convincerli a dedicare il loro tempo alle nostre attività. Abbiamo quindi organizzato due edizioni di “Miglior imprenditore CNI”, concorso che premiava diversi nostri imprenditori per diverse categorie, e anche il premio per il nostro imprenditore nel contesto dell’ITA CRO Business Award assieme alla Camera di Commercio Italo-Croata. Sicuramente tra i sogni e i progetti futuri vorrei cercare di trovare altri nostri imprenditori che siano di successo e che abbiano anche la volontà di aiutare i nostri imprenditori più giovani, approfondendo il legame tra esperienza ed entusiasmo. Vorrei infine spendere due parole riguardo un progetto che mi rende particolarmente orgogliosa, la piattaforma “Stile Italiano”, che continua a crescere e continua a dare nuove soddisfazioni. Questa piattaforma – che raccoglie tantissimi imprenditori – rimarrà in futuro come un frutto tangibile del nostro lavoro in questi due mandati, ed è il fiore all’occhiello di questo settore. In generale, sono particolarmente fiera del fatto che ogni nostra attività è stata proposta dagli imprenditori stessi. Dopo ogni incontro di aggiornamento chiediamo infatti loro di cosa hanno bisogno, e sono così gli imprenditori stessi a fornirci le proposte, che noi facciamo del nostro meglio per realizzare”.

Quali attività tra gli imprenditori della Comunità Nazionale Italiana hanno più successo e sono più diffuse?
“Le attività sono diverse e variegate. Molti imprenditori sono impegnati nel campo della viticoltura e dell’olivicoltura, ma sono diffusi sono anche i servizi professionali come quelli di consulting. La maggior parte tuttavia, come è normale nei nostri territori, si occupano di servizi legati al turismo e all’ospitalità”.
Al di là dell’aiuto e del supporto da parte dell’Unione Italiana, in Croazia e in Slovenia ci sono condizioni favorevoli per avviare attività imprenditoriali?
“Ci sono sicuramente delle facilitazioni a livello legale ed incubatori che ne facilitano l’avviamento, ma essere e soprattutto rimanere imprenditori nelle nostre zone è una sfida. Credo che si siano fatti dei passi avanti, ma miglioramenti sarebbero ancora necessari a livello di tasse e di agevolazioni. Abbiamo affrontato queste questioni durante un nostro aggiornamento, cercando di comparare e di vedere quali sono le differenze tra Italia, Slovenia e Croazia, anche a livello legale e tassativo. Ci sono ancora molte difficoltà a collaborare tra imprenditori di questi diversi Paesi e le cose potrebbero essere facilitate. Io sono fiduciosa. Credo che con lo sviluppo di imprenditori sempre più capaci ci sarà la possibilità di nuove attività e di nuove agevolazioni”.
Pensa che uno sviluppo dell’imprenditoria in seno alla Comunità Nazionale Italiana possa essere di supporto allo sviluppo e alla crescita della minoranza italiana in questi territori?
“Assolutamente sì, ed è quello che abbiamo capito con il progetto “Mettiti in proprio”, cioè di voler avere imprenditori presenti sul territorio, che lavoreranno qui nelle nostre zone e che continueranno a viverci. Abbiamo avuto un esodo di giovani talenti che forse non riuscivano a sviluppare tutto il loro potenziale in queste zone. Per questo credo che dobbiamo puntare sulla crescita della consapevolezza dell’importanza dell’imprenditoria e del fatto che si possa lavorare da questo nostro paradiso terrestre, che nonostante alcune difficoltà restituisce un ottimo stile di vita. Penso che attraverso l’apertura del traffico mondiale, soprattutto nel mondo digitale, vivere qui sia un grande pregio. Spero e credo che chiunque verrà dopo di me darà un nuovo input a questo settore, mantenendo sicuramente i nostri progetti che abbiamo avviato e che sono di successo. Il nostro fine ultimo è quello di dare la possibilità ai nostri connazionali di vivere qui, di guadagnare qui e di rimanere qui”.
Oltre ad aver fatto rimanere alcuni connazionali, questi progetti hanno anche attirato in questi territori degli imprenditori originari però della penisola italiana?
“Assolutamente sì. Tutti i nostri bandi sono pubblici. Per esempio, si sono fatti avanti i ragazzi di Beentouch, una startup di Catania, che ha lavorato alla realizzazione della piattaforma. In generale riceviamo tante mail di persone che mandano un profilo delle loro ditte, un’idea di cosa si potrebbe fare e di come si potrebbe lavorare, quindi credo che con la consapevolezza dell’esistenza di questo settore e delle nostre attività, ma anche di tutti gli impegni che ci siamo prefissati per alzare l’imprenditorialità italiana in queste zone, si sta creando una porta aperta per tante belle cose”.
Com’è lo stato della collaborazione tra il suo settore con la Camera di Commercio Italo-Croata e con l’Agenzia ICE?
“Con la Camera di Commercio Italo-Croata abbiamo sempre avuto una collaborazione molto fitta e molto gioviale. Colgo l’occasione di questa intervista per ringraziare la direttrice Andrea Perkov, che è stata sempre molto cordiale, molto piena di idee e sempre pronta ad aiutarci. Abbiamo lavorato insieme tanto sul progetto “Stile Italiano”, che ha collegato gli imprenditori della minoranza italiana presenti sui nostri territori ma anche coloro che sono italiani presenti sui nostri territori. Abbiamo così in qualche modo cercato di dare un’immagine completa di quello che è lo stile italiano di fare imprenditoria. Con l’Agenzia ICE abbiamo cercato di trovare certi progetti assieme e ne abbiamo fatti di più all’inizio del mandato”.
Quali progetti avete realizzato invece nell’ambito della comunicazione?
“Un progetto ha riguardato la conduzione dei nostri social – strumenti che ad oggi hanno un ruolo chiave – e il modo in cui le informazioni vengono distribuite tra i nostri imprenditori e altri settori, cambiando il modo di interagire con il nostro pubblico. Abbiamo inoltre creato un nuovo logo dell’Unione Italiana e a proporre quello nuovo sono stati proprio i nostri ragazzi. Abbiamo infatti indetto nelle scuole superiori un concorso di presentazione del logo, e i ragazzi hanno proposto un logo moderno, bello e attraente”.
Quali sfide si prefigurano nel futuro per il suo settore?
“Per quanto riguarda l’imprenditorialità c’è alta concorrenza, quindi bisognerà essere sempre al passo con i tempi e anche un pochino avanti per poter mantenere questa dominanza sul mercato. Per quanto riguarda invece la comunicazione, sarà cruciale saper utilizzare l’intelligenza artificiale, tenersi informati e poter capire in che senso e in che modo utilizzare le nuove tecnologie al fine di facilitarsi il lavoro”.
Come percepisce il sentimento dei connazionali nei confronti dell’Unione Italiana e del suo settore in particolare?
“Nonostante un lieve scetticismo iniziale, dato dalla novità che il settore rappresentava, le percezioni sono state generalmente sempre molto positive, perché si sa che siamo qui per fare del bene, e penso che questo sia lo spunto fondamentale per tutti noi che siamo nella Giunta Esecutiva: tutti noi abbiamo un altro lavoro, e quindi nel nostro tempo libero lavoriamo sui progetti della Giunta Esecutiva proprio per fare del bene. Ho sempre avuto dei riscontri molto positivi. I connazionali sono stati fin da subito molto propositivi, e questo ci ha aiutato tanto a capire e a poter rispondere alle esigenze del mercato e della nostra gente che voleva avere più conoscenze ed educazione sulle comunicazioni digitali, su tutti i nuovi software che sono presenti oggi ma anche soprattutto sull’intelligenza artificiale. Più ne parlavamo e più erano interessati a vedere come poter facilitare la loro quotidianità imprenditoriale, quindi gli imprenditori sono stati importantissimi durante la crescita di questo settore, perché ci hanno indirizzato nella via che volevano loro”.
Pensa che tra le nuove generazioni permanga questo sentimento o ci saranno dei cambiamenti?
“Essendo madre di quattro bambini che frequentano le nostre scuole e i nostri asili, vedo che sono stati fatti dei passi molto positivi verso i nostri giovani, soprattutto con le attività rivolte verso le prime classi, con le nostre mascotte e con tutti quei progetti dove si entra nelle scuole e negli asili. Questo attaccamento forse lo posso vedere anche più forte di quello che era nel periodo di quando io andavo a scuola. Rimangono però come punto fondamentale le nostre comunità, la situazione delle quali può essere veramente variopinta. Nei posti più piccoli, dove c’è poca altra possibilità di attività e di uscita, le Comunità fanno parte integrante della vita dei ragazzi e sono quindi sempre molto vive. Invece nelle città più grandi, dove ci sono tante attività, tanto sport, tante cose che prendono tempo ai nostri ragazzi, si vede forse più un calo di attaccamento verso la Comunità stessa. È quindi importante mantenere il rapporto attraverso le nostre scuole e tutte le altre istituzioni che abbiamo. Vorrei sottolineare l’importanza di attività quali la musica con il Centro Studi di Musica Classica “Luigi Dallapiccola”, che vede più di 150 ragazzi attivi nelle nostre quattro sezioni. Quello che possiamo fare noi è essere sempre vicini alle nostre nuove generazioni, perché hanno delle caratteristiche diverse da quelle che avevamo noi, saper ascoltare quello che vogliono e quello che chiedono da noi e in qualche modo rispondere a questo mondo che sta cambiando”.
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