Momiano. Nuova vita per il castello Rota

Finora nel progetto di restauro sono state investite più di 900mila kune, delle quali 600mila dal Bilancio cittadino di Buie, 250mila da quello del Ministero della Cultura e 100mila assicurate dalla Regione istriana. In futuro la struttura ospiterà vari eventi culturali

Le ricerche archeologiche e i lavori di restauro al castello Rota di Momiano

L’ultima conferenza stampa del 2020 indetta dalla Città di Buie ha visto come luogo d’incontro il famoso castello Rota di Momiano, costruito nel 1234. Durante l’incontro sono stati presentati i lavori finanziati dalla Città di Buie, dal Ministero della Cultura e dalla Regione istriana ed eseguiti in stretta collaborazione con l’Ufficio per la tutela dei Beni culturali e del Dipartimento per la conservazione di Pola. Il progetto per il risanamento e la ricostruzione del Castello Rota è iniziato nel 2010, da quando la Città di Buie ha iniziato a risolvere le questioni inerenti alla proprietà, seguite poi da continui investimenti nella sua conservazione. Finora nel progetto sono state investite più di 900mila kune, delle quali 600mila dal Bilancio cittadino, 250mila dal Ministero della Cultura e 100mila dalla Regione istriana. L’ultima fase dei lavori ha riguardato gli scavi archeologici, che hanno rivelato molte novità.

Lorella Limoncin Toth

Emersi i resti di un palazzo
“Gli scavi sono stati effettuati nella parte interna delle mura per poter portare alla luce le strutture di una volta e capire come si presentasse allora il Castello”, ha rilevato il sindaco di Buie, Fabrizio Vižintin, spiegando come parallelamente siano stati effettuati i lavori di risanamento delle mura adiacenti. Durante gli scavi sono state portare alla luce diverse stanze, nelle quali vivevano gli abitanti del maniero. Tra le stanze rinvenute, una nel XIII secolo era indubbiamente adibita a cucina, ma anche a fucina, come testimoniano delle tracce di fusione. In seguito, la stanza venne demolita e ricoperta di terra. Vicino a questa venne costruita una specie di dispensa, in cui venivano conservate le provviste. Pure questa finì ricoperta. Scavando sotto la superficie sono emersi anche i resti di un palazzo (edificio residenziale). Si presume inoltre che, come ogni castello di quel tempo, anche quello di Momiano avesse una cappella all’interno delle mura, ma i suoi resti non sono stati trovati. Oltre alle pareti, sono stati rinvenuti pure pezzi di ceramica, frecce militari e altri oggetti che in seguito verranno esposti. Le ricerche daranno una visione completa della vita che si svolse nel castello dall’inizio del XIII secolo fino all’inizio del XIX secolo, quando fu abbandonato.

Il sindaco di Buie Fabrizio Vižintin

I lavori di pulizia della vegetazione attorno al forte hanno permesso di vedere alcuni resti del ponte, quali portici e sostegni. Il ponte originariamente era in pietra, con due parti in legno, ossia le porte erette all’inizio e alla fine dello stesso, al fine di garantire la massima protezione della popolazione all’interno delle mura, composta da familiari, servi e militari.

Le stanze sotterranee rinvenute all’interno delle mura

Restauro ad «alta quota»
Oltre alle ricerche archeologiche, il castello è stato interessato pure da importanti lavori di ricostruzione: “Interventi molto impegnativi alle mura sul lato rivolto verso la piana del torrente Argilla, in quanto le rocce che supportano il castello sono molto alte, per cui sono necessari professionalità, competenza e abilità di chi effettua i lavori”, ha confermato Lorella Limoncin Toth, sovrintendente ai Beni culturali della Regione istriana.

Marko Uhač

A confermare la complessità dei lavori pure Marko Uhač, conservatore e dirigente dei lavori: “Si lavora non solamente al restauro del castello ma pure alla stabilizzazione geotecnica della roccia madre, che inizialmente presentava dei problemi. Risolto questo, siamo passati a risolvere i problemi inerenti il castello stesso”.

L’anno prossimo si darà il via al progetto concettuale del ponte, a cui seguirà la sua ricostruzione, che potrebbe essere completata in un paio d’anni.

L’assessore regionale alla Cultura Vladimir Torbica

La Strada dei castelli
“L’idea dell’intero progetto della Regione istriana è quella di creare una Strada dei castelli, con al centro la ‘Casa dei castelli’, sita a Momiano, poco distante dal castello Rota. Il desiderio è sicuramente di collegare tutti i castelli istriani in forma digitale, ma principalmente di fornire una residenza artistica, multifunzionale, destinata a una vasta gamma di utenti, quali studiosi ed esperti di vari settori, artisti e operatori culturali, nonché produttori locali, residenti e turisti. Una residenza nella quale potranno condurre i propri studi o semplicemente soddisfare la propria curiosità non soltanto nelle aree in cui esistono già delle strutture operative, ma in ogni punto dove si trovi un castello”, ha dichiarato Vladimir Torbica, assessore regionale alla Cultura.

Lo scopo del progetto è quello di preservare un bene culturale estremamente importante, promuovere il territorio di Momiano e della Città di Buie e favorire lo sviluppo del turismo culturale ed enogastronomico. All’interno del castello difatti si svolgeranno varie promozioni, rappresentazioni teatrali, concerti e altri eventi importanti.

Facebook Commenti