L’isola di Madeira, uno sperduto puntino nell’Oceano Atlantico, più vicina all’Africa (circa 600 km dal Marocco) che all’Europa (circa 1.000 km da Lisbona), è una regione autonoma appartenente al Portogallo. È in effetti un arcipelago formato da due isole maggiori, Madeira e Porto Santo, da tre isole minori disabitate, note come le Isole Desertas, e da altre due isole ancora più piccole, anch’esse disabitate, denominate le Isole Selvagge. Ma per tutti queste “sette sorelle” sono semplicemente Madeira, un paradiso subtropicale moderno il giusto di rara bellezza: mare e nuvole, montagne e sole, foreste incantate e strade da far invidia a chiunque, colori ovunque, un’isola giardino. In poche parole l’isola di Cristiano Ronaldo.

Il capoluogo è Funchal, il posto dove CR7 ha vissuto i suoi giorni più poveri prima e svuotato i suoi sentimenti più ricchi poi. È diventato il suo regno, quello che lo ha fatto nascere il 5 febbraio 1985, diventare uno dei calciatore più famosi del mondo e che oggi rappresenta un importante strumento di promozione turistica e culturale che attrae visitatori di tutto il mondo contribuendo a far conoscere le bellezze (tantissime) e le ricchezze (tantissime) di questo paradiso dell’Atlantico, dove la temperatura media annuale è di 19,6 gradi, in dicembre di 18 e in luglio di 22. Riscaldamento non ti conosco…
Più che CR7, Cristiano Ronaldo qui è C-Re-7, sovrano assoluto dell’isola. Lo si capisce non soltanto nella sua Funchal, ma in tutte le altre splendide località sparpagliate sulla costa o all’interno di Madeira: Santa Cruz, Machico, Ribeira Brava, Porto Moniz, Santana, Sao Vicente, Caniçal… Madeira è un viaggio quasi inedito, forse per questo così emozionante e possibile da raggiungere unicamente in aereo. È già dal primo contatto con la terraferma si capisce subito di essere arrivati a casa di un personaggio straordinario. L’aeroporto di Madeira si chiama semplicemente Cristiano Ronaldo e fa parecchia impressione perché è l’unico al mondo intitolato a un essere vivente, per di più calciatore. È anche l’arrivo è da brividi, come quelli che percorrono da due decenni gli avversari che lo devono sfidare in campo. La pista è una grande “I” d’asfalto, sostenuta da pilastri sul mare, che s’affaccia su una scogliera. L’aeroporto è nella lista dei tre atterraggi (sembra una sorta di ammaraggio) da brividi del mondo, in compagnia con Nepal e Honduras, e richiede manovre precise e un addestramento speciale dei piloti vista la sua posizione, circondato da un lato dall’Atlantico e dall’altro dalle montagne.

Dopo l’atterraggio che ha richiesto un… serbatoio di sangue freddo, soprattutto per chi non è avvezzo a volare, e un meritato applauso al pilota, si arriva a Funchal, città più o meno grande come Fiume, che si presenta subito in tutto il suo splendore: modernità, turismo sostenibile, testimonianze di un ricchissimo patrimonio storico – per non parlare di quello enogastronomico – e un grande filo conduttore: Cristiano Ronaldo. L’ascesa di CR7 da bambino sull’isola a stella del calcio di fama mondiale è motivo d’orgoglio per la gente del posto. E lo si percepisce subito. I bambini che giocano a pallone nelle numerose aree verde indossano tutti le magliette rigorosamente con il numero 7, per lo più quelle del Portogallo, e a ogni gol segnato eseguono la famosa piroetta accompagnata dal grido “Siu”, il suo marchio di fabbrica. Ristoranti e negozi esibiscono magliette e altri souvenir di CR7, giusto per far capire ai non madeirensi che questa, signore e signori, è casa Ronaldo.
Ma il must per ogni amante del calcio è il museo dedicato a Cristiano Ronaldo: si trova sul lungomare del porto di Funchal, in Avenida Sá Carneiro, in Praça CR7 (precedentemente Praça do Mar). È qui che (ri)vive la leggenda del figlio di Funchal. Semplicemente chiamato Museu CR7 (ingresso 5 euro, spesi benissimo), è un autentico scrigno, anzi una cassaforte dei ricordi di Cristiano, un patrimonio fatto di trofei individuali e di squadra, di maglie storiche, di tutti i palloni portati via dal campo dopo aver segnato una tripletta con le firme dei compagni. Prima ancora di entrare nel “tempio” di quest’icona mondiale del calcio è obbligatorio fare una foto con la statua in bronzo di Ronaldo, situata di fronte all’ingresso dell’edificio: molti fan o semplici turisti fanno la fila per posare accanto all’opera realizzata dallo scultore brasiliano Ricardo Velosa. Il museo sembra la stanza dei trofei di un grande e prestigioso club e invece appartiene tutto a un solo calciatore. Qui si possono anche scoprire lettere, disegni e regalini dei suoi tifosi, soprattutto bambini di tutto il mondo, catalogati con cura in un apposito reparto, il che testimonia il profondo affetto del campione per i più piccoli, che stanno particolarmente a cuore del campione e che sognano di emulare un giorno le sue gesta. Passeggiando con ammirazione tra coppe, magliette di tutti i club indossati in carriera, onorificenze, palloni d’oro, trofei, schermi giganti che proiettano immagini della carriera, targhe ricorso per il “miglior giocatore di…”, testimonianze storiche come la prima tessera da bambino con il Nacional di Funchal (per la cronaca l’altra squadra cittadina e il Maritimo) è impossibile non imbattersi in una seconda statua di Ronaldo, questa volta non di bronzo, ma niente poco di meno che realizzata di cioccolato, opera (e che opera…) del maestro cioccolatiere Jorge Cardoso, svizzero di origine portoghese. La finezza del lavoro lascia sbalorditi, si possono addirittura distinguere le vene del giocatore evidenziate grazie ai giochi di luce.

Il Museu CR7 occupa un area totale di 477 metri quadrati diviso in due piani. Il primo è quello dove sono esposti tutti i tesori del giocatore e al secondo c’è il Pestana CR7 Hotel: frutto di una collaborazione con la Pestana Hotels, è un lussuoso albergo da 48 stanze e prato sintetico al posto della moquette dove la suite, spesso, è riservata a lui, che quando viene sull’isola dorme lì. Un hotel a 4 stelle per uno da 5 Palloni d’oro, fa sorridere. Dove dal 2016 c’è Praça CR7, una piazza interamente dedicata al campione, si arriva dall’altra parte della strada a San Gonçalo, una delle zone più belle dell’isola dove saltuariamente vive la madre di CR7. La casa, splendida e bianca nella sua purezza, grigia come le nuvole e rossoverde nel suo orgoglio di bandiere portoghesi esposte sul terrazzo, è rigorosamente al civico numero 7. Fu il primo grande investimento di Ronaldo al primo contratto pesante, quello con il Manchester United di Sir Alex Ferguson. Un regalo alla mamma Maria Dolores che da lì sorveglia sulla città e sull’isola di Madeira come una regina.












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