La moda incontra il fumetto per celebrare il legame tra Croazia e Francia

Il Museo dell’Arte e dell’Artigianato di Zagabria ospita fino al 28 marzo prossimo l’esposizione allestita dalla Cité internationale de la bande dessinéé et de l’image di Angoulême

A destra un abito impreziosito dalla firma Dior

Nonostante a prima vista possa sembrare forzato e, per certi versi, contraddittorio l’accostamento dell’alta moda al genere del fumetto, l’esposizione “Moda e fumetto” allestita dalla Cité internationale de la bande dessinéé et de l’image di Angoulême, ospitata fino al 28 marzo al Museo dell’Arte e dell’Artigianato (MUO) di Zagabria, rivela quanto invece sono profondi i rapporti che legano il fashion design alla cosiddetta nona arte.

Le confezioni di profumo di Jean Paul Gaultier

Rivendicazione delle due forme d’arte
“Uno degli obiettivi di questa mostra è rispondere alla domanda circa la reciproca influenza tra l’arte alta e quella bassa, nonché i loro punti di contatto”, aveva spiegato la curatrice del MUO Marijana Paula Ferenčić in occasione della visita guidata organizzata per i media in anteprima dell’apertura. “Data la specificità del fumetto, genere nato come prodotto dei mass media – aveva puntualizzato –, è stato spesso visto come una forma d’arte marginalizzata e destinata alle masse. In altre parole, è stato collocato al polo opposto rispetto all’alta moda che, al giorno d’oggi, costituisce una delle più grandi industrie mondiali. Quest’esposizione, invece, vuole dimostrare che i due generi comunicano e che, contrariamente all’opinione comune, gli stessi ambiti dell’arte ‘alta’ e dell’arte ‘bassa’ esercitano una forte influenza l’uno sull’altro”.

La convivenza del popolare e dell’elitario
Il fumetto europeo nasce nella prima metà del XIX secolo, mentre la fondazione di quello americano viene tradizionalmente fatta risalire al successo di “At the Circus in Hogan’s Alley”, la striscia a fumetti firmata da Mickey Dugan e pubblicata tra il 1895 e il 1898, inizialmente nel settimanale statunitense “Truth” e successivamente nei quotidiani “New York World” e “New York Journal-American”. Alcune pergamene contenenti tavole di manga giapponesi, genere di fumetto che decisamente si discosta dalle correnti sopra elencate, sono databili, invece, addirittura alla metà del XII secolo. Se nei primi due casi si tratta di una forma d’arte popolare sostenuta dalla produzione di massa, nel manga possono essere riconosciuti i concetti e la poetica della più sofisticata estetica giapponese. È evidente, pertanto, la trasversalità e la versatilità del genere del fumetto, capace di esprimere tanto il pensiero delle masse popolari, quanto la raffinatezza della cosiddetta “arte alta”. Successivamente, nel corso del Novecento, si sono affermate le tre grandi scuole di pensiero che primeggiano oggigiorno nell’ambito della nona arte: il fumetto angloamericano, la scuola franco-belga e il sopraccitato genere del manga giapponese.
Dall’altro lato, è risaputa la convivenza della componente elitaria e di quell’espressione più propriamente sociale all’interno della moda. Se è vero che oggigiorno il fashion design viene associato soprattutto al mondo dell’“alta moda”, è innegabile il ruolo che le rivoluzioni all’interno di tale settore hanno giocato nel corso, ad esempio, dell’affermazione sociale della donna. Idea, quest’ultima, che, soprattutto a partire dalla seconda metà del secolo scorso, era stata esorcizzata al punto da far relegare, la stessa moda, agli occhi dell’opinione pubblica, nella sfera del semplice passatempo femminile. “Al giorno d’oggi, è stata superata anche tale concezione della moda, allo stesso modo in cui è diventata obsoleta l’idea, predominante nella seconda metà del Novecento, del fumetto quale genere letterario dedicato esclusivamente alla popolazione più giovane”, come riferito dalla Ferenčić.

“Qui invece è evidente – aveva proseguito – che il fumetto è in grado di esprimere argomenti complessi, che superano il mondo dell’infanzia, alla stessa maniera con cui la moda rappresenta una forma d’espressione disponibile a tutti, andando oltre determinate barriere sociali”.

Riflessioni sociali
In questo modo, accostando, sovrapponendo e mescolando i due generi artistici, è possibile indagare contemporaneamente diverse tematiche di attualità, specialmente quelle alla base degli studi di genere, come sottolineato dalla curatrice del MUO: “L’esposizione riflette la questione dell’emancipazione di genere, sia quella femminile, sia quella maschile: ciò è evidente soprattutto nelle numerose tavole incentrate sul problema della libertà sessuale”. In alcuni lavori, come nel caso di “Jeune fille en Dior”, romanzo a fumetto della celebre illustratrice francese Anne Goetzinger esposto nella mostra, la questione femminile si unisce al più ampio discorso della relazione tra il design della moda e il genere del fumetto. Non a caso, “Jeune fille en Dior” è l’opera che segna tanto l’unione tra le due discipline, quanto il passaggio dall’una all’altra all’interno della stessa esposizione. I visitatori possono, infatti, osservare il capolavoro della Goetzinger nella parte centrale del Museo, in prossimità di uno splendido abito nero firmato dal grande Christian Dior, del cui successo narra lo stesso romanzo.

Se in “Jeune fille en Dior” è il fumetto che attinge dalla moda, il procedimento opposto può essere osservato nelle vetrine che contengono i profumi creati da celebri stilisti francesi. “Il profumo – aveva spiegato la curatrice del MUO – rappresenta un accessorio chiave all’interno dell’industria della moda. È interessante notare, pertanto, il frequente utilizzo, da parte di designer di alta moda, delle figure di personaggi ripresi dai fumetti nella creazione dei profumi”. Nella mostra “La moda e il fumetto”, sono infatti esposte diverse bottigliette di profumi con noti protagonisti della nona arte, tra cui quelli di Jean Paul Gaultier che riprendono Betty Boop e Braccio di ferro (Popeye).

Alcuni disegni che riflettono l’alta moda

La celebrazione del centenario dell’Istituto francese
Per quanto riguarda, nello specifico, l’accoglienza della mostra al MUO, la Ferenčić aveva spiegato che “è stato rispettato l’allestimento ideato dalla Cité BD, in quanto la mostra era già stata realizzata presso tale istituzione. Non ci sono stati problemi di adattamento dell’esposizione – aveva concluso – al MUO di Zagabria, poiché si tratta di una struttura altamente attrezzata e capace di ospitare una grande varietà di progetti. Ci piace molto collaborare con istituzioni internazionali, per cui siamo sempre felici di accogliere nuove esposizioni presso il nostro Museo”. La permanenza al MUO è, inoltre, il primo allestimento all’estero dell’esposizione “La moda e il fumetto”. “Con quest’iniziativa abbiamo voluto avviare la celebrazione dei rapporti tra Francia e Croazia, e abbiamo deciso di farlo proprio qui, al MUO, poiché corrisponde perfettamente ai settori a cui lo stesso Museo è dedicato, ovvero all’arte e all’artigianato, che convivono tanto nel fumetto, quanto nella moda”, secondo quanto dichiarato da Romana Čumbelić Omrčen, responsabile PR dell’Istituto francese.

L’inaugurazione della mostra ha avuto luogo il 21 febbraio scorso, in occasione del centenario della fondazione dell’Istituto francese a Zagabria, con il quale sostegno è stata realizzata la stessa iniziativa. Date le misure di contenimento del Covid in vigore, la cerimonia è stata organizzata per un numero ristretto di invitati, tra cui l’Ambasciatore francese in Croazia, Gaël Veyssière; il delegato del presidente del governo croato, Zvonimir Frka-Petešić; il ministro della Cultura e dei Media della Croazia, Nina Obuljen Koržinek; il direttore dell’Istituto francese in Croazia, Guillaume Colin; il delegato per la cultura e vicepresidente dell’Istituto, Thomas Schnabel; il direttore della Cité BD, Pierre Lungheretti; nonché il direttore del MUO, Miroslav Gašparović.

Nina Obuljen Koržinek e Gaël Veyssière

Nel lungo periodo di attività in Croazia, l’Istituto francese ha sostenuto numerosi festival ed eventi artistico-culturali del Paese, partecipando alla promozione dei migliori artisti contemporanei francesi, soprattutto in merito al settore museale e quello cinematografico. Al fine di arricchire i rapporti tra Francia e Croazia in merito al settore artistico, in apertura della mostra è stato stipulato un accordo di collaborazione, nell’ambito del fumetto, tra l’Istituto francese, il Ministero della Cultura e dei Media della Croazia e la Cité BD. Il contratto è stato firmato dal ministro Obuljen Koržinek e dall’Ambasciatore Gaël Veyssière a nome dei ministri francesi della Cultura e degli Affari esteri. L’obiettivo della collaborazione, secondo quanto comunicato, è sostenere lo scambio artistico e la promozione dello stesso fumetto, sviluppando i suoi potenziali educativi, culturali e commerciali.

Gli appuntamenti per il pubblico
La celebrazione del centenario coinvolgerà diversi appuntamenti e laboratori per il pubblico. In particolare, il programma dell’Istituto francese prevede quattro “rendez-vous”: a marzo, il “rendez-vous della Francofonia”; a maggio e a giugno, il “rendez-vous inaspettato”, incentrato sulle arti e il patrimonio culturale; a settembre e a ottobre, il “rendez-vous al cinema”; infine, il “rendez-vous” digitale, con data da definire, che verterà sull’arte e la cultura in relazione ai nuovi media. L’Istituto ha annunciato, inoltre, diverse iniziative che rientreranno nel programma di Fiume CEC.

Tra i corsi formativi dedicati al pubblico, l’Istituto ha organizzato un laboratorio dedicato al fumetto e rivolto ai bambini di età compresa tra i 6 e i 14 anni, durante il quale i partecipanti avranno l’opportunità di conoscere il lavoro del fumettista francese Clément Ouberie e di ideare una tavola con l’aiuto dell’illustratore croato Tihomir Tikulin Tico. Il laboratorio avrà luogo oggi, dalle ore 11.30 alle ore 13, presso la sede dell’Istituto francese a Zagabria. Il prezzo del corso è di 60 kune, ovvero 40 kune per i membri dell’Istituto. Per partecipare, è necessario iscriversi inviando un’e-mail all’indirizzo [email protected]

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