La lunga tradizione farmaceutica del Quarnero

Tramonto di antichi alambicchi, provette e dosatori per fare spazio ad ambienti asettici, in attesa del Museo che farà rivivere il passato

La farmacia di Giovanni Prodam in Corso nel 1870

Fiume, o meglio il Quarnero, e la sua lunga tradizione farmaceutica. Tra qualche settimana, quest’essenziale settore dalle origini molto antiche, rivivrà nel futuro Museo ad esso dedicato, che aprirà in uno spazio di quasi 150 metri quadrati, in calle dei Canapini nel cuore della Cittavecchia. L’inagurazione dell’interessante struttura, la prima di questo tipo a Fiume – l’idea è dovuta all’azienda Jadran Galenski Laboratorij (JGL), ed è andata in porto in collaborazione con i partner, la Città di Fiume e il Museo Civico – era stata annunciata per la fine di settembre, ma è stata rinviata alla seconda metà di ottobre, in seguito all’emergenza coronavirus. L’iniziativa è, inoltre, inserita nel programma di Fiume Capitale europea della Cultura 2020. Ma questo è soltanto uno dei motivi di vanto (l’ultimo della serie) per l’area quarnerina, la cui tradizione farmaceutica risale a tempi lontanissimi.

Una foto d’epoca della farmacia Devčić a Sušak

Storia che appassiona
Concentrandoci soltanto su Fiume, le sue antiche farmacie – non poche, a dire il vero – hanno una lunga storia. I primi dati scritti risalgono al periodo tra il 1420 e il 1648 quando il capoluogo quarnerino faceva già parte integrante del ducato di Carniola (terra ereditaria della monarchia asburgica). Con riferimento al periodo considerato, occorre ricordare che nel 1438 fu inaugurato a Fiume l’ospedale civico e, due anni più tardi, la prima farmacia. Il tutto è redatto in un documento del 1437, firmato dal notaio Antun de Renno de Mutina, che cita la presa in affitto di una farmacia in centro città da parte del veneziano Antonio Pertusano. Sicuramente avrà avuto la locazione nella parte vecchia della città, ma non si conosce l’ubicazione esatta. Più che una farmacia, doveva essere più un’erboristeria, un piccolo laboratorio-bottega, in cui si sperimentavano continuamente tecniche e ricette per la preparazione di unguenti, sciroppi, pozioni e balsami.

Il mobilio della “Kolodvor” finirà in Museo

Veri e propri esperimenti
Un altro documento, ma più avanti nei secoli e precisamente nell’anno 1709, riferisce che Pietro Bertossi aprì la sua farmacia nella piazza centrale di Fiume, che poi diverrà piazza delle Erbe e in seguito piazza Kobler. Alla fine del XVIII secolo viene citato pure un certo Girolamo Veronese e la sua erboristeria-farmacia operante nella medesima piazza. Numerose saranno le farmacie che apriranno successivamente i battenti in Corso, tra cui quella di Giovanni Prodam, ancor’oggi in funzione, però sotto un altro nome (Korzo), e la premiata farmacia G. Catti – G sta per Giorgio – fornitore di Corte (il rinomato medico fiumano a cui è intestata una via nel rione di Cantrida, nda), nonché a Sušak, la farmacia Devčić.

L’interno della farmacia Devčić anno cca 1913

Agli inizi dell’800, il farmacista era in effetti un preparatore, che concretizzava le ricette prescritte dai medici, a partire da droghe vegetali e da altre sostanze d’origine naturale. Deteneva, quindi, il monopolio del farmaco con conoscenza approfondita di ciascun medicamento. Si trattava, dunque, di veri e propri esperimenti eseguiti nel retrobottega adibito a laboratorio.

Premiata farmacia G. Catti. I.E.R. fornitore di Corte, anno 1928

Un’attività mutata negli anni
E tra alambicchi, bilancini, provette, dosatori, tutti rigorosamente in vetro, e, molto importante, l’erbario, il farmacista dosava, a volte sperimentando, tutti gli elementi, per arrivare al prodotto finale, il medicinale da consegnare al richiedente.

La farmacia in Piramide non opera da tempo

Col passare degli anni, come in Europa così pure a Fiume, le farmacie – si trattava per lo più di aziende a conduzione familiare –, s’arricchiscono di prodotti già preparati in precedenza, semplici miscugli galenici o medicinali per malesseri passeggeri. Gli spazi si riempiono di un mobilio più adatto a quest’attività ora più avanzata, in prevalenza d’alte vetrine in legno massiccio e lavorato, in cui sistemare in bella mostra le varie pozioni naturali.

Qualche mese fa ha chiuso i battenti la farmacia “Kolodvor” di fronte alla Stazione ferroviaria

Purtroppo, questo fascino d’altri tempi, quando entrare in una farmacia significava annusare la fragranza della menta, le essenze di oli che procuravano quel piccolo bruciore al naso, e l’odore della patina del mobilio, sta purtroppo inesorabilmente scomparendo. Oggi le farmacie viaggiano al passo con i tempi e con un’industria farmaceutica sempre più avanzata. Spazi asettici, in cui regnano scaffali stracolmi di prodotti imbottigliati e preconfezionati, le farmacie si sono trasformate ormai in dei semplici negozi di medicinali, dove la figura del farmacista quasi s’identifica con quella del commesso.
Anche a Fiume, dunque, come nel resto del mondo, l’antico design è ormai quasi un nostalgico ricordo. Oggi è rimasta un’unica farmacia che stenta a darsi per vinta (le fa “concorrenza” quella di Abbazia, che ha mantenuto il suo meraviglioso mobilio vecchio stampo), che è l’ex Prodam in Corso. Entrando si respira aria di storia, di passato, anche se sugli scaffali i vasi di vetro per i medicinali e le pozioni sono stati sostituiti da confezioni già pronte.

Gli interni dell’odierna rivendita in Corso

Ha chiuso, invece, qualche mese fa – allo scattare dell’emergenza sanitaria, per non riaprire più – la farmacia-laboratorio di via Krešimir, sita di fronte alla Stazione ferroviaria. Il mobilio che la decorava è stato smantellato e verrà trasferito nel futuro Museo della Farmaceutica. Interessante la storia che la contraddistingue. Al finire della Seconda guerra mondiale, l’arredo a essa destinato era stato recuperato da un altro locale, chiuso in precedenza, e allestito nella farmacia, che a quei tempi, era l’unica a rilasciare medicinali su prescrizione medica dell’allora previdenza sociale. Tutte le altre farmacie operavano ancora in forma privata. Circa trent’anni fa i banconi, in quanto logori, sono stati sostituiti con dei nuovi realizzati però su modello antico.

Lavori in corso nel futuro Museo della Farmaceutica

Da qualche anno risulta chiusa purtroppo pure la farmacia in Piramide, anch’essa arredata con mobilio antico, che si spera venga recuperato come quello di via Krešimir.

Gli interni museali
Lo spazio è sito in calle dei Canapini

Facebook Commenti