Una vita all’insegna della passione verso la Comunità Nazionale Italiana, da alunna delle scuole italiane ad oggi che ricopre ben tre posizioni di rilievo. Roberta Grassi Bartolić è da sempre immersa nella realtà della minoranza italiana, e mette a disposizione le sue competenze e la sua esperienza per aiutare i connazionali. Grassi Bartolić è da 20 anni presidente della Comunità degli Italiani di San Lorenzo-Babici e nella Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana ricopre da due mandati l’incarico di titolare del Settore “Affari giuridico amministrativi” e da uno quello di vicepresidente. A tutto ciò si va ad aggiungere la sua attività professionale da commercialista, che svolge con grande entusiasmo e capacità. Abbiamo intervistato Roberta Grassi Bartolić in prossimità della conclusione del mandato corrente della Giunta Esecutiva dell’UI. Tra le varie cose, emerge un punto fondamentale: per garantire un futuro luminoso alla CNI è necessario partire dagli inizi, investendo sulle scuole e sui più piccoli.

Il Settore «Affari giuridico amministrativi» è stato introdotto da appena due mandati, durante i quali Lei ne ha assunto il ruolo da titolare. Perché, ormai otto anni fa, fu presa la decisione di creare questo nuovo Settore?
“La creazione di questo Settore è nata dall’esigenza di fornire un aiuto e un supporto alle nostre istituzioni e alle nostre CI negli ambiti amministrativo, contabile e burocratico. Date le mie competenze maturate nell’esperienza professionale da commercialista, ho accettato il compito di diventarne titolare. Sussistono diversi obblighi amministrativi e procedure burocratiche, che annualmente sono sempre più complessi e che presentano molte novità. La mia disponibilità sta proprio nel cercare di essere un punto di riferimento a riguardo per i nostri connazionali, fornendo chiarimenti, indicazioni e un supporto tecnico. Dal 2015 – anno in cui è entrata in vigore la Legge sulle Associazioni che disciplina le organizzazioni no profit in Croazia – ad oggi abbiamo cercato di regolarizzare tutto, perché la gestione delle associazioni no profit è da allora diventata più complicata. Per esempio il prossimo anno, per quanto riguarda la fiscalizzazione, ci saranno ancora dei cambiamenti. Le CI sono organizzazioni no profit ma una parte di esse ha degli introiti propri, e questa parte degli introiti viene tassata, perciò è necessario controllare che la loro gestione sia conforme alle regole. Tutte le nostre CI e istituzioni hanno figure preposte alla contabilità, però è necessario un ulteriore supporto, ed è lì che entra in azione il nostro Settore, che è aggiornato e segue i continui cambiamenti apportati ai regolamenti. Ci tengo a sottolineare che il fine del nostro Settore è quello di tutelare le nostre istituzioni, per evitare eventuali problemi. Quello che dico sempre è che chi lavora sbaglia, e che tutto si può correggere per tempo; tuttavia, prima di fare passi sbagliati, è meglio consultarsi, così da poter agire correttamente”.
Può fare un bilancio dell’ultimo mandato da titolare di tale Settore?
“Durante l’ultimo mandato abbiamo cercato di andare incontro a tutte quelle CI e istituzioni che hanno cercato il nostro supporto, fornendo consulenze e facilitandone il lavoro. Il mio obiettivo era quello di rendere più chiari e comprensibili i vari processi finanziari e amministrativi, aiutando a districarsi tra tutte le varie norme. Abbiamo ricevuto richieste di tutti i tipi, dalle più semplici alle più complesse. Il supporto che forniamo è volto proprio ad evitare eventuali problemi – come per esempio incappare in sanzioni se qualche documento non viene consegnato per tempo – e a tutelare le nostre istituzioni accertandoci che lavorino nella norma. Devo confessare che mi è dispiaciuto non essermi potuta recare di persona in tutte le nostre CI. Tuttavia, anche dove non abbiamo potuto essere presenti fisicamente, siamo riusciti comunque a fornire il nostro aiuto e supporto, telefonicamente o via mail. Spero che con il tempo si presenteranno le occasioni per recarci in tutte le Comunità dei connazionali”.
Quali progetti avete realizzato?
“Grazie a tutta la Giunta Esecutiva abbiamo organizzato in questi ultimi anni diversi seminari, momenti formativi rivolti alle Comunità e ai nostri imprenditori, proprio con l’obiettivo di fornire informazioni e chiarimenti, oppure di dare un aiuto e un supporto per aprire un’attività. I seminari hanno avuto un ottimo riscontro. Personalmente mi è piaciuto tanto il contatto tra le persone che si è creato in queste occasioni, durante le quali c’è stato un continuo scambio. L’interesse per queste iniziative è stato significativo da parte di tutte le generazioni. A Sissano, in particolare, abbiamo realizzato un seminario durante il quale abbiamo messo a confronto le differenze tra Croazia e Slovenia in termini di procedure per aprire un’attività, evidenziando tasse e agevolazioni che si hanno in uno Stato e nell’altro. In generale, posso dire che abbiamo dato una grande spinta per facilitare l’apertura di società”.
Anche i giovani hanno preso parte a queste iniziative?
“Sì, c’è stato molto interesse da parte dei giovani, sono emerse la loro esigenza e voglia di aprire attività proprie”.
Su cosa pensa ci sarà bisogno di lavorare nel corso del prossimo mandato?
“A chi mi succederà nella titolarità del Settore, consiglierei di continuare a lavorare come abbiamo fatto noi. È molto importante che si continuino a organizzare eventi come i seminari, i quali auspico verranno realizzati in numero maggiore. Suggerirei inoltre di essere ancora più presenti di persona sui territori: ad oggi la tecnologia ci permette di poter svolgere il nostro lavoro anche online, ma quando si è sul posto è molto più facile rendersi conto della situazione e risolvere le eventuali problematiche”.
Può condividere anche un bilancio del suo mandato da vicepresidente della Giunta Esecutiva?
“Direi che abbiamo lavorato bene con tutti i Settori. Nel corso di questo periodo abbiamo lavorato con impegno e responsabilità nei diversi Settori di competenza, affrontando le sfide con spirito costruttivo e orientamento ai risultati. Un elemento fondamentale del nostro operato è stata l’ottima collaborazione all’interno della Giunta, che ha permesso un confronto continuo, decisioni condivise e una gestione efficace delle attività. Grazie a questo approccio, siamo riusciti a portare avanti con successo numerose iniziative, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi prefissati e al rafforzamento del ruolo dell’Unione Italiana”.
Può restituirci un ultimo bilancio, quello da presidente della CI di San Lorenzo-Babici?
“In 20 anni sono cambiate tante cose e mi sento cresciuta sotto molti punti di vista. Per me è stata ed è tuttora una bella esperienza, mi piace molto lavorare in Comunità, mi piace stare con la gente. Cerchiamo sempre di dare un supporto alla nostra Comunità e valorizzarne i diversi aspetti, cercando di integrare tutti, partendo dai bambini dell’asilo. Ci tengo a sottolineare che le nostre attività sono aperte a tutti, non solo ai nostri connazionali, e infatti abbiamo tra di noi molti simpatizzanti ai quali piace il nostro lavoro e quello che realizziamo. È sempre una grande soddisfazione vedere che riusciamo ad aggregare un insieme di persone diverse”.
Quali sfide si prospettano per la realtà della CNI? Come farvi fronte?
“Sussiste il problema dei giovani che se ne vanno dai nostri territori. Dobbiamo trovare un modo di trattenere i giovani qua, di dare alle nuove generazioni la possibilità di lavorare bene e con soddisfazione sul nostro territorio. In generale, penso che dobbiamo essere uniti, collaborare tra di noi partendo dai più piccoli, cercando di instaurare in loro questo senso di italianità. Per portare avanti e rafforzare il nostro senso di italianità, è fondamentale investire nelle nuove generazioni, partendo fin dalla prima infanzia. Gli asili e le scuole rappresentano il primo e più importante luogo in cui trasmettere la lingua, la cultura e i valori che ci contraddistinguono, attraverso programmi educativi di qualità e attività che valorizzino la nostra identità. Accanto al percorso scolastico, un ruolo centrale è svolto dagli eventi culturali, sociali e ricreativi, che permettono ai giovani di vivere concretamente l’appartenenza alla comunità italiana. Manifestazioni, laboratori, incontri e progetti condivisi creano occasioni di partecipazione attiva, favorendo il senso di identità e continuità. Solo attraverso un impegno costante, una collaborazione tra istituzioni, famiglie e comunità, e un’attenzione particolare ai giovani, possiamo garantire che il nostro patrimonio culturale e linguistico continui a vivere e a svilupparsi anche nel futuro”.
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