Il «polmone verde» di Fiume

A colloquio con Darko Kauzlarić, presidente del Comitato di quartiere di Pehlin

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Il «polmone verde» di Fiume
Passeggiate organizzate. Foto: PER GENTILE CONCESSIONE DEL COMITATO DI QUARTIERE DI PEHLIN

La Città di Fiume conta 34 Comitati di quartiere che operano, o almeno si impegnano, a favore del bene dei propri concittadini. Per conoscere meglio il loro lavoro, siamo andati alla scoperta di quello di Pehlin. Il rione della periferia di Fiume fa parte a tutti gli effetti dell’area urbana, ma che come spiegato da Darko Kauzlarić (HDZ), presidente del Comitato, condivide molto della vita nei paesini di provincia. “Quasi tutte le persone di questo comitato vivono in alloggi privati. Ci sono molte piccole case con qualche metro d’orto. E a pochi passi dalle case abbiamo boschi e prati, pertanto il modo di vivere della gente è diverso rispetto a come si vive in città”, ci ha spiegato Kauzlarić.

Darko Kauzlarić.
Foto: IVOR HRELJANOVIĆ

Pehlin ha ufficialmente 4.978 abitanti, distribuiti su una superficie di 232,51 ettari, ossia poco più di 2,3 chilometri quadrati. Come quasi tutte le zone di Fiume ci sono pochi tratti piani, siamo in una zona collinare, dove le case sono state costruite in fretta in un periodo di forte crescita e le vie sono spesso un labirinto intorno alle case. Come se non bastasse, la strada principale che attraversa il Comitato di quartiere, ossia quella che collega questa parte di Fiume al Comune di Viškovo, è soggetta a tutta una serie di scavi, che si sono protratti molto più a lungo di quanto era stato pianificato e che rappresentano uno dei principali problemi per chi vive nella zona. Ma partiamo dalle cose belle.

La tradizione del Carnevale a Pehlin.
Foto: PER GENTILE CONCESSIONE DEL COMITATO DI QUARTIERE DI PEHLIN

Immerso nella natura
Grazie ai numerosi sentieri e percorsi, Pehlin è considerato uno dei “polmoni verdi” della città. Questo suo aspetto appare particolarmente evidente in un paio di occasioni l’anno, quando gli abitanti si riuniscono su alcuni prati per fare festa. Una di queste manifestazioni si svolge alla pozza di Mistraž. “Vivo qui dal 1971. Avevo nove anni quando i miei genitori hanno deciso di costruire a Pehlin la loro casa. Da allora, che io ricordi, la pozza non è mai andata in secca, nemmeno nei periodi di maggior siccità”, ci ha spiegato Kauzlarić. Essa pertanto rappresenta in qualche modo la vita. Non è soltanto molto frequentata da tante specie animali, che la usano per abbeverarsi, ma anche da chi nelle giornate estive più calde è in cerca di un po’ di freschezza nei boschi della zona. Una delle preoccupazioni del Comitato di quartiere riguardo a Mistraž, oltre a organizzare attività ludiche nella zona, è far sì che i boschi siano privi di rifiuti e rimangano utilizzabili per tutti. “Per molti anni qui a Pehlin non abbiamo avuto un’area di riciclaggio e così purtroppo molte persone hanno preso l’abitudine di smaltire una parte dei propri rifiuti nei boschi circostanti. Oggi in pochi continuano a comportatasi così, ma noi organizziamo comunque un paio di volte l’anno delle azioni di pulizia dei boschi o di altre zone del quartiere, perché vogliamo mantenere tutto in ordine”, ha affermato il presidente, il quale ha spiegato pure come queste azioni di pulizia si svolgano in collaborazione con la Città di Fiume e la municipalizzata Čistoća, che mette a disposizione i materiali necessari.

Il periodo del Carnevale è sempre molto allegro.
Foto: PER GENTILE CONCESSIONE DEL COMITATO DI QUARTIERE DI PEHLIN

Conservare le tradizioni
Un’altra iniziativa che si svolge in natura riguarda gli alberi da frutto. “Abbiamo messo in piedi un progetto dove le persone più anziane, che hanno molta esperienza su come si debba prendere cura degli alberi da frutto, insegnano ai più giovani come farlo. In questo modo abbiamo potato e sanato varie piante, in modo particolare alcuni alberi di ciliegio, dai quali ci attendiamo i primi frutti nel corso della prossima primavera. Queste azioni sono un beneficio per tutta la collettività, non soltanto per le ciliegie che mangeremo, ma anche perché così gli anziani si sentono ascoltati e noi altri abbiamo la possibilità di apprendere da loro”, ha affermato Kauzlarić.
Il Comitato organizza anche tutta una serie di pellegrinaggi ai monumenti ai caduti presenti in zona. Come ci ha spiegato il presidente, ci sono delle date particolari nelle quali si visitano questi luoghi, come ad esempio prima della giornata di Ognissanti, oppure quando ricorre l’anniversario dell’Operazione Tempesta. “Sul territorio di Pehlin ci sono monumenti sia ai nostri difensori caduti nel corso della Guerra patriottica, sia ai caduti che hanno combattuto nella Prima e nella Seconda guerra mondiale. Sono vittime che vanno ricordate e noi ogni anno andiamo a ricordarli e a rendere loro omaggio”, ha affermato Kauzlarić.

Il campo di calcio.
Foto: PER GENTILE CONCESSIONE DEL COMITATO DI QUARTIERE DI PEHLIN

Tutti coinvolti
All’interno del quartiere si è molto attivi anche per quanto riguarda il Carnevale. Durante questo periodo dell’anno sono in moltissimi a mascherarsi, partecipando alle varie sfilate, ma anche a tutta una serie di balli che si svolgono a livello locale. Anche questo è un evento transgenerazionale, in quanto ci sono attività dedicate sia ai grandi che ai bambini delle scuole e degli asili. “In momenti come questo ci si sente davvero una comunità unita, tanto che negli altri periodi dell’anno il gruppo carnevalesco continua a fare attività, aiutandoci magari a organizzare altre manifestazioni”, ha aggiunto il presidente.
Un’attività tradizionale, che però quest’anno ha visto delle innovazioni, è il Natale. “In collaborazione con la scuola organizziamo ogni anno nella palestra scolastica la consegna di alcuni regalini per i bambini del quartiere. Affittiamo anche un castello gonfiabile e organizziamo altre attività, per dar loro modo di divertirsi il più possibile. Inoltre, nel 2024 per la prima volta abbiamo avuto a Pehlin anche l’Avvento. È durato due fine settimana e ha visto pure un elemento umanitario. Abbiamo infatti raccolto dei fondi per darli ai genitori di un bambino bisognoso che vive qui. Si tratta di un piccolo gesto che speriamo possa essere di grande aiuto per lui e per la sua famiglia”, ha detto Kauzlarić.

Babbo Natale per i più piccolini.
Foto: PER GENTILE CONCESSIONE DEL COMITATO DI QUARTIERE DI PEHLIN

Scavi interminabili
Pehlin però è anche un Comitato di quartiere con una serie di problemi abbastanza importanti. Il primo fra tutti, evidente a chiunque lo attraversi, è il fatto che la strada principale, come pure molte vie secondarie, sia per metà inagibile. Si deve procedere sempre in un unico senso di marcia, aspettando semafori e con una serie di disagi al traffico. “Si va avanti così dall’estate del 2023. Un sacco di tempo. Dicono che ora dovrebbero finire di scavare il lato ovest della strada, per passare poi al lato est. I lavori riguardano la fognatura e la gestione delle acque reflue e sono pertanto necessari, ma durano davvero troppo. Abbiamo provato a migliorare la viabilità proponendo di modificare alcune vie, facendo sì che diventino a senso unico. Ma nonostante uno studio dettagliato al quale ha partecipato pure la municipalizzata Rijeka Plus, gli abitanti della zona hanno deciso di opporsi, preferendo che la situazione rimanga invariata. Eppure i lavori generano problemi di varia natura, oltre ai ritardi c’è anche una diminuzione dei posti macchina disponibili, il che rappresenta un altro problema che va ad aggiungersi ai tanti”, ci ha raccontato Kauzlarić, che pur non vedendo l’ora che i lavori finiscano, ha ammesso di non fidarsi più delle date inizialmente proposte da chi porta avanti gli scavi.

Corone e ceri per i caduti.
Foto: PER GENTILE CONCESSIONE DEL COMITATO DI QUARTIERE DI PEHLIN

Problemi complessi
Un altro problema molto pressante riguarda il villaggio rom. “Non c’è settimana nella quale almeno tre giorni non diano fuoco a qualcosa. Spesso si tratta di gomme che oltre a puzzare quando arse, generano pure delle particelle nocive. Quando c’è la bora, queste polveri si sprigionano in vari quartieri vicini che stanno più a nord, fino ad arrivare a Valscurigne, quando c’è vento di scirocco invece, le polveri vanno a sud, causando disagi fino alle parti alte di Torretta. Si tratta di un problema per il quale abbiamo chiamato più volte la polizia, ma sembra che nemmeno essa sia capace di entrare lì dentro e fare ordine. Gli incendi hanno costituito un problema concreto negli scorsi anni, perché la zona è priva di idranti, come non ce ne sono dell’area di riciclaggio. Nel 2023 c’è stato un rogo che è arso per sette giorni, senza che si riuscissero a spegnere le fiamme, mentre nel 2024 un altro incendio è durato quattro giorni. Si tratta davvero di un problema per tutti”, ha affermato Kauzlarić.
Un altro fatto abbastanza grave riguarda l’occupazione abusiva della Casa delle bocce, dove una famiglia rom ha deciso di trasferirsi. “Si sono insediati lì e illegalmente si sono allacciati alla corrente e alla rete idrica. L’edificio ancora in costruzione era in attesa della licenza edilizia dopo che dei controlli avevano fatto emergere la mancanza di alcuni documenti, ma per quella famiglia questo non rappresentava un problema, anzi era un’opportunità. Abbiamo informato tutte le autorità competenti, dalla Città di Fiume alla Questura e tutti hanno constatato che si tratta di un’occupazione illegale, ma nel frattempo a sei mesi di distanza loro sono ancora lì”, ha dichiarato Kauzlarić.

Eventi in natura.
Foto: IVOR HRELJANOVIĆ

Bebè a spasso
Infine, un ultimo commento è andato sulla situazione dell’iscrizione negli asili, tasto dolente un po’ in tutta la città di Fiume. “Noi abbiamo un asilo nuovo, ma c’è comunque ogni anno un certo numero di bambini per i quali non c’è posto. Alcuni genitori si arrangiano portando i bambini in altri asili, più lontani. Si cerca di seguire la logica che se non posso iscrivere la creatura a un asilo vicino a casa, provo a iscriverlo a un asilo vicino al lavoro. Purtroppo però non tutti riescono a iscriversi nemmeno in questo modo e si ricorre così a soluzioni private, estremamente costose, o chi può fa affidamento ai nonni. La cosa positiva è che tutti i bambini dell’ultimo anno risultano sempre iscritti, così da poter iniziare la fase di preparazione alla scuola in una struttura adeguata”, ha concluso Kauzlarić.
Pehlin risulta dunque un rione unico nel suo genere, ma comunque molto simile a tanti altri per quel che riguarda i problemi della gente. Anche per quanto riguarda le attività del Comitato di quartiere, la situazione è simile come in tanti altri posti, se da un lato il Comitato dà dei premi ai migliori giardini e dimostra di fare attività di ogni genere creando davvero un senso di comunità e di partecipazione, dall’altro non è in grado di intervenire per risolvere alcuni di problemi più pressanti di una parte della popolazione locale.

Lavori in corso da ben due anni.
Foto: IVOR HRELJANOVIĆ

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