I bagni pubblici a Fiume tra passato e presente

Dai modesti vespasiani alle eleganti toilette, gli impianti igienici per uso pubblico erano in passato delle vere e proprie opere d’arte. Al giorno d’oggi, a Fiume si contano sulle dita di una mano

Anno 1913. Il servizio igienico pubblico per signore in piazza Scarpa

A Fiume, la presenza di servizi igienici pubblici è concentrata quasi del tutto in centro città, salvo eccezioni per quanto riguarda i rioni di Tersatto e Cantrida, e durante l’estate, nelle varie spiagge cittadine, quando si tratta per lo più di bagni prefabbricati usabili soltanto per un periodo di tre mesi. Avvengono, così, molto spesso, situazioni imbarazzanti in cui la persona, durante la sua permanenza fuori casa, abbia assoluto bisogno di una toilette, ma non riesce a trovarne una adeguata semplicemente perché non ce ne sono abbastanza in giro. L’alternativa, allora, è entrare in uno dei bar del centro, dove per forza c’è da ordinare qualcosa per poter fruire del bagno. Nel centro di Fiume le strutture igieniche sono poche, quattro in tutto, di cui due prefabbricate. Sulle pagine web della municipalità si possono trovare informazioni sull’ubicazione di ogni struttura con tanto di orario di servizio, escluse quelle autopulenti, di cui soltanto una si trova in centro città. A rendere più complicata la situazione è proprio l’orario. Il bagno pubblico in piazza Žabica è agibile dalle ore 6 alle 16; l’entrata in quello del terminal bus in Delta funziona soltanto con carta magnetica ed è accessibile a seconda delle stagioni, con un orario estivo massimo che va dalle ore 8 all’una di notte. C’è poi quello prefabbricato in Riva Bodoli, spesso chiuso o devastato dai vandali, seppur i costi di manutenzione di queste strutture siano esorbitanti. Ritornando in Delta, e precisamente nel parco circostante, c’è un fabbricato adatto, ma a causa della mancanza di personale, spesso è chiuso. Un’altra struttura igienica ad uso pubblico la troviamo presso la Stazione ferroviaria, ma è attualmente chiusa per lavori in corso. Quest’ultima, purtroppo, anche in tempi passati veniva usata raramente dai viaggiatori e passanti poiché la qualità dei servizi interni lasciava alquanto a desiderare.

Anno 1920 barricate davanti ai Giardini. Visibile in parte la struttura del gabinetto
Via del Molo, oggi riva Bodoli. A sinistra, un impianto di servizio

Andando indietro nel tempo, dalla fine del XIX fino agli anni ‘50 dello scorso secolo, Fiume quale città industriale e porto d’importanza globale, offriva tutta una serie di servizi igienici pubblici che andavano dai Giardini in Mlaka fino alla Fiumara per oltrepassare il ponte, nell’allora città di Sušak, che ne aveva all’attivo due.

La tolilette pubblica nel parco del Teatro cittadino

Il sistema idrico e fognario era scarso e ancora in fasce e soltanto i palazzi padronali e le ville dei benestanti erano provvisti di bagni privati. Nei casermoni costruiti per gli operai e le loro famiglie, spesso c’era uno spazio gabinetto in comune per tutto l’edificio nel quale, in piccoli appartamenti vivevano anche una decina di persone. Di bagni neppure l’ombra, ma soltanto un grande “mastellone” per l’igiene domenicale. Dove? In cucina, s’intende. Per il resto, erano in voga i cosiddetti “gabinetti pubblici”. Si trattava, in pratica, di veri e propri gioielli architettonici, dalle varie forme e grandezze, per signore e signori, ubicati in posti al giorno d’oggi impensabili. Partendo dal centro cittadino, in piazza Scarpa (oggi piazza Jelačić), nel parco del Teatro comunale, sulle rive, sull’arteria stradale principale ovvero via Adamich, per tutta la lunghezza della Corsia Deak (oggi via Krešimir), da piazza Žabica, passando per la Stazione dei treni fino ai Giardini pubblici in Mlaka, i servizi igienici erano accessibili a tutti. Bastava pagare una modesta somma all’inserviente. Per le esigenze e seguendo la moda architettonica del momento vennero edificati nei vari stili: si andava così dai modesti vespasiani alle eleganti toilette per signore, a forma di pagoda o con fattezze liberty, e spesso dividevano lo spazio con una piccola rivendita separata da queste strutture con una parete.

I vari impianti igienici in una cartolina d’epoca

Anche in Cittavecchia ce n’erano di queste strutture, ma sono andate perse le loro esatte ubicazioni. Certamente non erano così chic come quelle dei rioni signorili.

Il primo mercato di Sušak. A destra, sotto la scalinata, un bagno pubblico che oggi non c’è più
La struttura in Delta

La costruzione dei gabinetti pubblici proseguì pure più tardi con l’ampliamento di queste strutture anche nei rioni alti della città. Così in via Pomerio, durante il ventennio era stato progettato di costruirne uno sotto l’allora Sanatorio, a ridosso del parco, ma poi non se ne fece nulla. Oggi rimane soltanto uno schizzo del progetto. Negli anni 50’ dello scorso secolo, con l’inizio della costruzione dei primi quartieri residenziali, anche il sistema fognario iniziò ad ampliarsi e modernizzarsi al punto che i servizi igienici pubblici, quelli rimasti, furono in parte smantellati. Ne rimasero in funzione tre, in Žabica, Delta e alla Stazione dei treni. Per la popolazione ancora sprovvista di servizi sanitari domestici e per i numerosi operai, spesso subinquilini senza possibilità di fruire di un bagno per lavarsi, fu costruita la toilette pubblica di Scoglietto, attualmente in disuso. Ma questa è un’altra storia…

Il bagno che sarebbe dovuto sorgere in via Pomerio
L’impianto prefabbricato in Riva Bodoli

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