«Casa della batana», museo delle tradizioni marinare

L'allestimento consente di toccare con mano il passato della cittadina, di rivivere le tradizioni e la vita dei pescatori e di assaporare il mare

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«Casa della batana», museo delle tradizioni marinare
Le batane nel porto rovignese

Rovigno nel passato è stata un piccolo villaggio di pescatori, bagnato da un mare limpido e ricco di pesci, battuto dal caldo vento del sud e dalla gelida bora del nord, abitato da gente dall’indole caparbia (ci voleva per vivere tra mare e scogli); soprattutto pescatori, che all’alba lasciavano la riva sicura per prendere il mare. Silenzio, mare, due remi, una vela colorata; il pescatore e la sua fedele imbarcazione: la batana.

Dall’amore e dal rispetto verso le proprie origini e le tradizioni, nel 2004 un gruppo di rovignesi appassionati del mare promosse l’idea di fondare un Ecomuseo dedicato interamente all’imbarcazione tipica del posto, la batana appunto, attorno alla quale naviga un piccolo ma importante mondo.Un’imbarcazione… dolce
La batana è un’imbarcazione costruita in legno “dolce”, è lunga dai quattro agli otto metri, ha il fondo piatto, caratteristica, questa, che consente ai pescatori di potersi avvicinare alla costa frastagliata delle acque rovignesi. Con la batana si naviga a remi, vele o motore fuoribordo. Le vele, di cui oggi si contano circa 90 esemplari che si distinguono per colore, design e autenticità, venivano tinte con colori e metodi naturali, per salvaguardarle dalle intemperie e permettere di distinguere le famiglie di pescatori quando tornavano a riva.
La Casa della batana, Centro di documentazione e interpretazione dell’Ecomuseo, ha riaperto le sue porte il 17 maggio scorso, dopo un periodo di chiusura necessario per il restauro e la modernizzazione dell’esposizione e dei contenuti con una nuova mostra permanente interattiva e attraente.
Già la sua ubicazione, su due piani di una tipica casa rovignese costruita alla fine del XVII secolo sulla Riva del nucleo storico peninsulare, suggerisce l’integrazione dell’Ecomuseo nella vita quotidiana della città e dei suoi abitanti. Ne è presidente Nives Giuricin, che ci illustra l’attività e i progetti dell’istituzione.

Nives Giuricin

La tecnologia che rivive
L’Ecomuseo è un luogo vivo e interattivo, che parla il dialetto del luogo. Appena si entra nello spazio museale si respira il mare; mentre la salsedine che stuzzica le narici è il biglietto che porta in un viaggio a ritroso nel tempo, negli anni Trenta del secolo scorso. In questo viaggio virtuale, i pescatori sono intenti nelle loro faccende in mare, calano le reti, pescano nella notte fonda con la fiocina, la lastra e le lampare. La parte didattica, quella che fa spalancare di stupore gli occhi ai visitatori più piccoli, è una riproduzione interattiva del fondale marino. Poi il video continua con immagini del rientro dei pescatori alle loro case, contenti e intenti a svuotare le reti.
E qui parte il canto, quello espressivo, l’originale accompagnamento vocale rovignese: la bitinada. Un’armonia musicale imitata dalle voci dei più bravi “bitinaduri” che accompagnano la melodia del solista, creando l’effetto di una vera orchestra. La conservazione e il mantenimento della tradizione delle bitinade e dei “bitinaduri” a Rovigno è curata soprattutto dalla Società artistico-culturale “Marco Garbin” della locale Comunità degli Italiani. La bitinada rovignese è stata inserita, come bene culturale immateriale, nell’Elenco dei beni immateriali sotto tutela del Ministero della Cultura e dei Media della Repubblica di Croazia.
Il piano superiore dell’Ecomuseo propone la batana quale fonte d’ispirazione, un simbolo imprescindibile nel quale Rovigno si riconosce. Tra i numerosi premi importanti guadagnati negli anni, sicuramente spicca l’iscrizione nel Registro dell’UNESCO, avvenuta nel 2016, come una delle migliori pratiche per la conservazione del patrimonio culturale immateriale del mondo. Quest’importante riconoscimento rende orgogliosi e gratifica quanti in questi anni hanno contribuito al mantenimento e alla promozione della tradizione autoctona.

Batane in miniatura

Progetti e manifestazioni
L’Ecomuseo propone vari progetti, manifestazioni e collaborazioni con le istituzioni e gli enti a livello locale, regionale, nazionale ed internazionale, con denominatore comune una particolare sensibilità verso i giovani, ai quali si trasmettono nozioni e abilità.
L’intensa attività estiva che coinvolge l’Ecomuseo prende il via nel mese di giugno, con l’appuntamento della Regata rovignese di barche tradizionali con vela al terzo o latina, che si svolge nel suggestivo specchio di mare rovignese: una celebrazione dello stile di vita marinaro alla quale partecipano ospiti provenienti dall’Italia settentrionale e dalla Slovenia. Lo scopo della Regata è quello di mantenere viva la tradizionale navigazione con la vela al terzo o latina, la tecnica della sua costruzione e della colorazione.
I regatanti rovignesi, sempre attivi nella gestione e nel funzionamento dell’Ecomuseo, partecipano di conseguenza, su invito, a tantissime regate a livello regionale, portando le loro batane anche nel Quarnero alla rinomata Regata Fiumare, a quella di Fasana, a Draga di Moschiena, Laurana, sulle isole di Arbe e Cherso, per finire a Venezia, alla suggestiva Regata coppa del Presidente della Repubblica. Una presenza che dimostra la grande dedizione e la passione per la batana e il mare.

Regata delle imbarcazioni tradizionali con vela al terzo e latina

Con i remi verso la tavola
Una delle iniziative integrate all’offerta dell’Ecomuseo è sicuramente l’esperienza del giro in batana a remi, sbarcando accanto allo spaccio “Matika”. Partendo dal Molo piccolo al crepuscolo, si fa il giro intorno al nucleo urbano peninsulare accompagnati dai barcaioli e quindi si arriva per l’ora di cena nel luogo di socializzazione preferito dai pescatori e dagli agricoltori nel passato: lo spaccio. Si tratta di una locanda arredata in modo autentico, dove vengono cucinati e serviti per l’occasione piatti e sapori tipici di una Rovigno remota, facendoci riflettere su quanto le cose semplici della vita siano in realtà quelle da apprezzare di più.
L’offerta gastronomica nei mesi estivi viene ulteriormente arricchita nel piazzale davanti all’Ecomuseo stesso, accompagnata da momenti di musica tradizionale dal vivo, che risuona dal Piccolo squero, spazio designato alla manutenzione e al restauro delle batane, interventi che si fanno di anno in anno, per mantenerle utilizzabili e navigabili.
Il mese di settembre è dedicato alla celebrazione delle Giornate della Città di Rovigno, durante le quali vengono organizzati numerosi laboratori che includono le scolaresche delle elementari e i bambini degli asili locali. In sinergia con la Consulta dei giovani e con il Consiglio dei bambini della Città, quest’anno sono stati proposti “I giochi di una volta”, che hanno fatto divertire i giovanissimi all’aria aperta. C’è stato anche un momento di ritrovo e svago per gli adulti, che si sono voluti cimentare nel gioco dell’albero della cuccagna in mare; nella regata a remi, dedicata al recentemente scomparso Corrado Pellizzer, estimatore e promotore della cultura rovignese nel mondo; nella mora cantata; nel tiro alla fune e in altri giochi della tradizione marinara locale.
A ottobre, nella ricorrenza della Settimana dell’infanzia, gli alunni delle elementari hanno fatto visita all’Ecomuseo, hanno potuto ammirare la batana “Risorta”, reperto museale non più navigabile, che è la batana più vecchia esistente a Rovigno. Tutti i laboratori proposti sono di carattere educativo e costruttivo, volti ad avvicinare i giovani alle tradizioni e ai mestieri di una volta. Non è mancato il momento della pesca dalla Riva, iniziativa proposta in collaborazione con il Club di pesca “Medusa”, con l’intento di far rivivere un tipo di pesca tradizionale praticata dai nostri avi, che va di certo tramandata ai giovani.

La batana più vecchia di Rovigno

Guardando al futuro
Il futuro ha in serbo tanti progetti, tra cui alcune iniziative da poco intraprese con l’Ecomuseo EGEA di Fertilia, in Sardegna, il progetto Crafting the sea – Artigianando il mare – UNESCO, la ristampa del volume “La batana rovignese e le sue vele” (considerato il caposaldo dell’Ecomuseo), l’attuazione del progetto “Mestieri di una volta”, una nuova iniziativa per le scolaresche che vedrà partecipi gli artigiani locali che si cimenteranno nella dimostrazione dei mestieri antichi (un contenuto creato in sinergia con i curriculum scolastici). Poi inizieranno i preparativi per il Natale, con molteplici novità e sorprese.
L’Ecomuseo “Casa della batana” è aperto tutto l’anno; chi non l’avesse fatto nella stagione estiva, adesso potrà visitarlo dalle ore 10 alle 16. Negli ultimi 6 mesi, i visitatori sono stati più di 9.000.
I coautori della mostra permanente del Centro d’interpretazione e documentazione dell’Ecomuseo “Casa della batana” sono Tamara Nikolić Đerić, Aleksandar Paris, Vanja Cuculić, Vladimir Končar, con la collaborazione di Alessio Giuricin, Luka Nreka, Marko Sovulj e delle ditte AVC, Delta Reality e Studio Sonda, nonché della Sac “Marco Garbin”, della Filodrammatica giovani della Comunità degli Italiani “Pino Budicin” e di numerosi soci dell’Associazione.

Il Centro d’interpretazione e documentazione

La ristrutturazione del Museo e la mostra permanente sono state cofinanziate dalla Città di Rovigno, dal Ministero della Cultura e dei Media della Repubblica di Croazia, dai Fondi europei per lo sviluppo regionale “Culturecovery” Interreg Central Europe e “Arca Adriatica” Interreg Italy-Croatia, con il patrocinio della Commissione croata per l’UNESCO.

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