Campania, intreccio di storia e arte

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Campania, intreccio di storia e arte
A Napoli la pioggia non basta per spegnare i sorrisi... Foto CI Umago

Quattro giorni fantastici alla scoperta delle bellezze della Campania. Questa l’esperienza vissuta dai soci e dagli amici della Comunità degli Italiani “Fulvio Tomizza” di Umago. Nemmeno l’insistente pioggia e il brusco calo delle temperature, che ha riportato i valori alle medie invernali, sono riusciti a intaccare la gioia di conoscere da vicino luoghi meravigliosi come la Reggia di Caserta, l’area archeologica di Pompei, Napoli e Sorrento, splendidamente raccontati dalle guide turistiche professionali ai connazionali, che hanno potuto così arricchire ulteriormente il bagaglio di nozioni ricevute durante le conferenze preparatorie svolte dalla professoressa Ekica Šporčić Calabrò. Obiettivo di questo viaggio d’istruzione era, come sempre, far conoscere ai connazionali l’arte, la cultura, il cibo, le tradizioni e le bellezze paesaggistiche dello Stivale e anche questa volta l’iniziativa si è dimostrata più che valida, confermando la bontà dei progetti che consentono di vivere esperienze dirette nel Belpaese.

La Reggia di Caserta: una meraviglia

Lo confermano i commenti dei partecipanti al viaggio iniziato con la visita della Reggia di Caserta, la più grande residenza reale del mondo, definita anche l’ultima grande realizzazione del barocco italiano e inserita nel registro del Patrimonio UNESCO nel 1997. Una realtà che ha lasciato tutti ammaliati. Lo splendore della Reggia e dei suoi giardini che sembrano essere usciti da una favola ha avuto infatti la meglio sulla stanchezza accumulata durante le lunghe ore del viaggio notturno in autobus e ha lasciato tutti incantati e felici di aver visto da vicino la sua maestosità e la sua bellezza. A Salerno i connazionali hanno avuto modo di andare alla scoperta del nucleo storico attraversando le viuzze che consentono ancora di scorgere il tracciato ortogonale delle strade di origine romana a strapiombo sul mare a sud, mentre le mura cinquecentesche cingevano il centro cittadino a nord. Ancora una volta la magia dei luoghi è riuscita a conquistare tutti, questa volta grazie a una vista unica, quella che si apre sul Golfo “dove il mare luccica e tira forte il vento” tanto decantato da cantautori e poeti e che può vantare una ‘cornice’ unica al mondo: Capri. Ammirare i giardini ricchi di alberi da limone e apprezzare le specialità culinarie cullati da un sottofondo musicale fatto da brani dal sapore tipicamente partenopeo come ad esempio Funiculì, funiculà!, Te voglio bene assai e tante altre non poteva lasciare indifferenti gli umaghesi che intonando le note e forti dell’allegria contagiosa che li contraddistingue hanno contribuito a innalzare il livello di gioia nei locali…

Soci e amici della CI di Umago davanti alla Reggia di Caserta, prima tappa del viaggio d’istruzione in Campania. Foto Goran Žiković

Il fascino immenso di Pompei

Che cosa dire di Pompei? Nell’area archeologica di quella che un tempo fu una fiorente e sofisticata città romana, grazie agli scavi, sono riemersi templi, teatri, ville e spazi pubblici… e nuovi gioielli continuano ad affiorare. Pompei è dunque un libro di storia che si presta a essere visitato e che si racconta agli sguardi, è un museo a cielo aperto che ha consentito agli umaghesi di cogliere lo sfarzo, a volte dimenticato, dell’epoca romana semplicemente passeggiando per il decumano. Capri, purtroppo, a causa del maltempo, rimane un “pietra preziosa” da scoprire, ma in sostituzione i connazionali hanno avuto modo di conoscere la Napoli sotterranea, più precisamente la Galleria Borbonica. Una scelta più che apprezzata, che ha stupito ed entusiasmato i connazionali.

Pompei, un museo all’aperto che racconta l’epoca romana. Foto CI Umago

Alla scoperta della Galleria Borbonica

La Galleria Borbonica è una cavità sotterranea di Napoli che si estende sotto la collina di Pizzofalcone, nei pressi di Palazzo Reale, nel quartiere San Ferdinando. Il lungo traforo sotterraneo al quale s’iniziò a lavorare nel 1853 con Ferdinando II di Borbone per collegare Largo della Reggia (l’odierna Piazza Plebiscito) a piazza Vittoria. Il vero obiettivo era militare: la Galleria doveva essere una rapida via di fuga (verso il mare) per la famiglia reale in caso di tumulti e un rapido collegamento con la Reggia per i soldati acquartierati nelle caserme di Chiaia: la Caserma della Vittoria e la Caserma della Cavallerizza. Il tunnel, scavato entro il 1855 dopo varie interruzioni, fu inaugurato il 25 maggio di quell’anno dal re, che rimase molto colpito dall’abilità dimostrata dall’architetto Errico Alvino nel superare, pur lasciandole in attività, due cisterne dell’acquedotto con la costruzione di due distinti ponti sotterranei che sono considerati un vanto dell’ingegneria ottocentesca europea. Lo scavo tuttavia non fu mai ultimato perché proprio nel 1855 fu interrotto a causa di problemi morfologici che impedirono lo sbocco presso piazza Carolina. La morte del re, nel 1859, e le vicende storico-politiche che investirono il suo successore Francesco II delle Due Sicilie, ostacolarono la ripresa dello scavo, che rimase così incompiuto.

Un rifugio aereo sotterraneo

Nel secolo successivo il percorso fu abbandonato, fino a quando durante la Seconda guerra mondiale, alcuni ambienti sotterranei furono utilizzati per ricavarne un rifugio antiaereo dal Genio Militare. Il rifugio fu elettrificato e fornito di brandine, arnesi da cucina e da una serie di latrine per assicurare le necessità in caso di una lunga permanenza dei napoletani nel rifugio.

Nel settembre del 2013, grazie alle continue campagne di scavo, fu ritrovato anche un secondo enorme rifugio antiaereo strutturato su più livelli, posizionato sotto la collina di Pizzofalcone in prossimità di palazzo Serra di Cassano. Il 30 gennaio 2016 il sito fu aperto al pubblico. Grazie all’opera di scavatori volontari e dei proprietari dell’ingresso gli ambienti sommersi da metri e metri di detriti di vario genere sono ritornati allo stato originario, diventando così un’importante attrazione turistica.

Durante la visita i soci e gli amici della CI “Fulvio Tomizza” di Umago erano affiancati da molti gruppi di studenti, anche loro intenti a seguire le presentazioni delle guide che hanno raccontato gli orrori della guerra e trasmesso le testimonianze delle persone che si rifugiarono nella Galleria durante i bombardamenti del 1943. Racconti che si riflettono anche nelle immagini della mostra che propone fotografie recuperate negli Stati Uniti che testimoniano la triste situazione dell’epoca e le condizioni inumane in cui si doveva vivere per mesi durante la guerra. Immagini che inevitabilmente hanno portato il pensiero all’attualità e al dramma della guerra in Ucraina.

Assisi e i simboli di pace

Durante il viaggio di ritorno i soci e gli amici della CI “Fulvio Tomizza” di Umago hanno fatto tappa ad Assisi, che si è presentata loro illuminata dal sole invogliandoli ad avventurarsi lungo le vie della città dei Santi, San Francesco e Santa Chiara, simbolo di messaggi di pace ed esempio unico di passeggiata in un luogo sacro. Prima del ritorno a Umago la presidente della CI, Floriana Bassanese Radin, ha colto l’occasione per ringraziare tutti i partecipanti invitandoli a includersi nelle attività artistico-culturali organizzate dalla Comunità e a partecipare agli appuntamenti previsti nell’ambito delle celebrazioni del 75º anniversario della fondazione della CI di Umago. Floriana Bassanese Radin, prima dei saluti, ha voluto ringraziare la segretaria della CI, Antonella Degrassi, che assieme all’agenzia Gabi Travel ha pianificato il viaggio nei minimi particolari consentendo a tutti i partecipanti di vivere quattro giorni indimenticabili nell’ospitale e “solare” Regione Campania che con il suo ricco bagaglio di storia, cultura e bontà enogastronomiche rimarrà impressa nei ricordi e nel cuore dei connazionali, che hanno già espresso il desiderio di tornare a visitarla.

La Basilica di Assisi. Foto CI Umago

 

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