Nel territorio del Comune di Medolino, si trova il Parco della storia, un progetto pensato per raccontare e valorizzare le località più conosciute e significative dell’area, intrecciando paesaggio, memoria storica e identità locale. Tra queste spicca Bagnole, appunto località dove si trova il Parco, punto di partenza ideale per un percorso che accompagna il visitatore alla scoperta delle radici più profonde del territorio di Medolino, dove la storia si fonde naturalmente con l’ambiente e la vita quotidiana.
Un ruolo di primo piano lo occupa Pomer, insediamento sviluppatosi lungo la costa della baia più profonda di Medolino, da sempre legato al mare e alla terra. Qui, nel corso dei secoli, la comunità ha costruito il proprio equilibrio economico e sociale attorno ad attività tradizionali come la viticoltura, l’olivicoltura e la coltivazione di ortaggi, affiancate dalla pesca e dalla coltivazione dei molluschi. Mestieri antichi che ancora oggi caratterizzano il territorio e che convivono con un ramo turistico in costante crescita, capace di valorizzare le risorse naturali e culturali senza snaturarne l’essenza. Il legame con il passato emerge in modo particolarmente evidente a Punta Munat, dove si trovano i resti di una villa marittima romana risalente al periodo compreso tra il I e il III secolo d.C. L’edificio, affacciato direttamente sul mare, testimonia l’importanza strategica e residenziale di quest’area già in epoca romana. Sul fondale antistante sono ancora visibili le tracce del molo di attracco, oggi sommerso, che conferma la funzione marittima del complesso e il ruolo di Medolino come punto di collegamento e di scambio lungo l’Adriatico.
La preziosa pietra di Vincural
Proseguendo, un’altra tappa di grande rilievo è rappresentata da Vincural, località situata sopra la baia di Soline e strettamente legata alla celebre cava conosciuta come Cave Romane. Qui veniva estratto il pregiato calcare istriano cenomaniano, una pietra di altissima qualità, le cui pareti raggiungono in alcuni punti anche i 40 metri di altezza. Da questa cava provenne anche la pietra utilizzata per la costruzione dell’Arena di Pola, uno dei monumenti simbolo dell’Istria, a conferma dell’importanza storica e materiale di Vincural già in epoca antica. Il toponimo compare per la prima volta nel 1424, nello Statuto di Pola. I secoli successivi non furono facili per l’abitato: tempi inquieti, segnati da conflitti, guerre e malattie, portarono a un progressivo impoverimento del paese e a un rallentamento dello sviluppo. Un segnale di ripresa e di attenzione alla comunità arrivò all’inizio del Novecento, quando nel 1904 venne costruita la scuola, simbolo di rinascita sociale e culturale per gli abitanti della zona.
Spostandosi verso Vintian, villaggio collinare affacciato sulla baia di Veruda, si entra in un contesto ancora più antico. In epoca preistorica qui sorse un borgo fortificato, strategicamente posizionato per controllare il traffico marittimo proveniente dalla baia. La vicinanza al mare garantiva agli abitanti una fonte costante di sostentamento grazie alla pesca, in particolare di pesci e crostacei, integrando così le risorse dell’entroterra con quelle marine. Durante l’età del Bronzo, la comunità di Vintian praticava sepolture individuali, senza tumuli, collocate all’interno o all’esterno dell’insediamento, un elemento che offre preziose informazioni sulle usanze funerarie del periodo. Ulteriori testimonianze del passato sono emerse anche dagli scavi archeologici: nel materiale di riempimento dell’area è stata rinvenuta una scultura incompiuta raffigurante una donna romana, reperto che arricchisce il quadro della presenza romana e delle attività artistiche sul territorio.
Valbonassa, terreno fertile
Il percorso storico conduce poi a Valbonassa, insediamento situato nel fertile entroterra di Vincural e Vintian. Qui l’agricoltura ha sempre rappresentato il ramo principale dell’economia locale, favorita dalla qualità dei campi e dalla conformazione del territorio. Su un colle della zona esisteva già in epoca preistorica un fortilizio, segno dell’importanza strategica dell’area. In epoca medievale, Valbonassa ospitava anche il monastero di Santa Maria, che dal XIV al XVIII secolo versava le decime ai vescovi di Pola, confermando il ruolo religioso ed economico dell’insediamento nel contesto più ampio del territorio istriano.
Il percorso del Parco della storia del Comune di Medolino prosegue poi nell’area del Parco forestale di Soline, che si estende verso l’omonima baia e rappresenta un luogo di straordinario valore naturalistico. Si tratta infatti di uno dei pochi boschi di leccio ancora presenti lungo la costa istriana, un ecosistema prezioso e sempre più raro. Proprio per la sua importanza biologica e paesaggistica, l’area è stata classificata come parco-foresta ed è protetta dal 1996 dalla Legge sulla protezione della natura della Repubblica di Croazia. Soline non è soltanto un’oasi verde, ma anche un punto di equilibrio tra ambiente, storia e fruizione sostenibile del territorio.
Affacciata sul mare si trova la baia di Fontana, un sito di grande interesse archeologico e storico. Qui sorgono i resti medievali di San Giovanni della Fonte, un monastero benedettino documentato nelle fonti attraverso la figura monastica Iohannes monacus Sancti Iohannis de Medilino. Il complesso testimonia la presenza religiosa nel territorio di Medolino durante il Medioevo e il ruolo che questi insediamenti ebbero nello sviluppo spirituale ed economico della zona. La storia di Fontana è però segnata anche da eventi drammatici: alla fine del XVI secolo, la peste devastò il sud dell’Istria, causando un forte spopolamento. A seguito di questa tragedia arrivarono nuovi abitanti, dapprima dalla Repubblica di Venezia e successivamente profughi provenienti dalla zona di Zara, in fuga dall’avanzata ottomana, contribuendo così a ridisegnare il volto demografico e culturale del territorio.
Il faro di Pomer
Un altro simbolo fortemente identitario è il faro di Pomer, costruito nel 1833 a sud-ovest di Capo Promontore. Con la sua torre rotonda alta 35 metri, è il faro più alto dell’Istria e per decenni ha rappresentato un punto di riferimento fondamentale per la navigazione nell’Adriatico settentrionale. Ancora oggi domina il paesaggio costiero, legando la storia marittima di Medolino alle rotte commerciali e alla vita dei naviganti. Il legame con l’antichità emerge anche dal ritrovamento, avvenuto nel 1930 lungo la costa di Promontore, di una statua della dea Minerva, divinità romana della saggezza, delle arti, del commercio e dei mestieri. L’opera, databile tra il I e il II secolo d.C., è probabilmente appartenuta al santuario domestico di una vicina villa romana, confermando la presenza di insediamenti di rilievo e di una vita culturale e spirituale articolata già in epoca romana.
Il Parco della storia dedica inoltre uno spazio alla memoria di due figure illustri nate a Promontore. La prima è Tone Peruško, scrittore e pedagogo croato, fondatore dell’Accademia pedagogica di Pola, che ha lasciato un segno profondo nel mondo dell’educazione e della cultura. Accanto a lui viene ricordato Antun Bogetić, vescovo di Parenzo e Pola, missionario molto amato dalla popolazione.
Capo Promontore
Una parte è dedicata al Parco naturale di Capo Promontore con la sua vegetazione, uno degli elementi che rende quest’area unica nel panorama istriano e adriatico. Il paesaggio vegetale è il risultato di condizioni ambientali particolari: suolo calcareo, forte esposizione al sole, vento e salsedine, fattori che hanno favorito lo sviluppo di specie rare.
Prevalgono prati aridi mediterranei e macchia bassa, ambienti di grande valore naturalistico. In questi spazi aperti crescono piante di piccole dimensioni ma di grande interesse botanico, come la cicendia snella, la camomilla pellegrina e l’ofioglosso lusitanico, una felce rara considerata indicatore di ambienti ben conservati. A queste si aggiungono numerose orchidee selvatiche, che fanno di Punta Promontore una delle aree più ricche di orchidee dell’intera regione. La vegetazione costiera è bassa e resistente, adattata alla salsedine e agli spruzzi del mare, mentre nelle zone leggermente più riparate compaiono arbusti come lentisco, mirto, ginepro e rosmarino, che caratterizzano la macchia mediterranea. Parte integrante di questo sistema naturale è anche l’isolotto di Fenoliga, disabitato e situato a sud-ovest di Capo Promontore. Fenoliga rappresenta un ambiente naturale intatto, privo di edificazioni. Promontore si presenta come un antico insediamento di casette tradizionali, abitato ininterrottamente fin dall’antichità e dal Medioevo. La continuità della vita nel borgo è testimoniata da numerosi dati storici: nel 1638 contava già 270 abitanti, segno di una comunità stabile e ben radicata nel territorio. Al centro della vita religiosa e sociale del paese si trova la chiesa parrocchiale di San Lorenzo, edificata nel 1664, che ancora oggi rappresenta uno dei principali punti di riferimento storici dell’abitato. Tra il XIX e il XX secolo, l’area di Promontore assunse anche un ruolo strategico-militare, come dimostrano le fortificazioni austro-ungariche realizzate lungo la costa e nell’entroterra, parte del più ampio sistema difensivo del porto di Pola.
L’importanza della baia di Medolino
La baia di Medolino, fin dall’antichità, rivestì un ruolo di primaria importanza come zona di ancoraggio sicura lungo le rotte mercantili dell’Adriatico. Grazie alle sue acque riparate e alla posizione favorevole, divenne un punto di riferimento per la navigazione e gli scambi commerciali. Parallelamente si sviluppò un’intensa attività agricola: lungo la costa sorsero numerose tenute rurali, le cosiddette villae rusticae, dove si lavoravano e conservavano i prodotti agricoli destinati al consumo locale e al commercio. Medolino ha dato i natali anche a figure di rilievo della storia e della cultura locale. Don Luka Kirac è ricordato come sacerdote e profondo conoscitore della storia e delle tradizioni istriane, impegnato nella valorizzazione del patrimonio culturale del territorio. Il dottor Mate Demarin si distinse come medico e intellettuale, dedicando la propria attività al benessere della comunità e allo sviluppo sociale del luogo. Il dottor Ivan Cukon, anch’egli figura di riferimento per Medolino, contribuì in modo significativo alla vita pubblica e culturale, lasciando un segno duraturo nella memoria collettiva della comunità.
Nel suo insieme, il Parco della storia del Comune di Medolino si configura come un percorso unitario che intreccia natura, archeologia e memoria storica, offrendo una lettura completa dell’evoluzione del territorio. Dai primi insediamenti preistorici alle tracce dell’età romana, dai borghi medievali alle fortificazioni austro-ungariche, ogni tappa racconta il rapporto profondo tra l’uomo e questo spazio, modellato nei secoli da lavoro, scambi e convivenza con l’ambiente. Accanto al patrimonio storico, il valore naturalistico del parco emerge come elemento fondamentale: la ricchezza della vegetazione, i boschi di leccio, la macchia mediterranea, le specie rare e protette, le baie e gli isolotti disabitati completano un paesaggio di grande biodiversità.
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