Vent’anni di Marin Corva: «Vivere la CNI» (1a parte)

Nella prima di due puntate dell'intervista svolta alla fine del suo secondo mandato, il presidente della Giunta Esecutiva dell'UI ripercorre la sua carriera nell'organizzazione: dal ruolo di supporto tecnico dell'ufficio fino alla guida dell'organo esecutivo, mantenendo sempre un legame speciale con la realtà comunitaria. Corva ci svela anche i suoi progetti futuri

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Vent’anni di Marin Corva: «Vivere la CNI» (1a parte)
Foto Željko Jerneić

“Esattamente 20 anni fa è iniziato il mio percorso all’Unione Italiana. Vent’anni non sembrano tanti… ma sono comunque quasi metà della mia vita! Ricordo benissimo i primi giorni: fotocopie, preparazione dei materiali dell’Assemblea (quando ancora si spediva tutto per posta ai consiglieri), e le mille cose che servono per far funzionare una struttura. Ho imparato soprattutto “sul campo”, lavorando, mettendomi alla prova in contesti diversi. E tutto questo, passo dopo passo, mi ha portato al ruolo che ricopro oggi: presidente della Giunta Esecutiva. Un incarico che mi dà responsabilità, certo, ma anche un grande senso di orgoglio. È stato un periodo intenso, che mi ha insegnato tantissimo. Soprattutto una cosa: non si smette mai di imparare. Il 2026 per me sarà l’inizio di un nuovo percorso, ma una cosa è certa: l’Unione Italiana farà sempre parte di me”.

Nel mondo di oggi, i pensieri e le riflessioni vengono spesso affidati ai social network. All’inizio di questo mese Marin Corva, presidente della Giunta Esecutiva dell’UI, ha condiviso su di una piattaforma social le righe che abbiamo appena riportato, condividendole con i propri contatti. Si tratta di un messaggio nel quale traspaiono la dedizione, la passione e l’impegno con i quali Corva ha affrontato questi anni nell’UI e l’emozione per quello che è un viaggio quasi concluso, data la vicinanza alla fine del suo secondo mandato alla presidenza dell’organo esecutivo. Allo stesso modo, emerge l’entusiasmo per il nuovo percorso che si troverà ad affrontare di qui a breve, un percorso che arriva a coronamento di una lunga e proficua carriera nelle istituzioni della minoranza nazionale italiana.

Vicino al termine del suo ottennio da presidente della Giunta Esecutiva dell’UI abbiamo avuto modo di parlare con Corva, che ci ha restituito un’imperdibile intervista che presentiamo ai nostri lettori suddivisa in due puntate. Il nostro interlocutore si è aperto e raccontato partendo dai suoi inizi nell’UI fino a fare un bilancio dettagliato della sua attività nell’esecutivo, restituendoci preziose riflessioni riguardo il ruolo fondamentale svolto dalle Comunità, la necessità di dare spazio ai giovani nelle istituzioni e affidandoci un importante annuncio su cosa lo aspetterà prossimamente.

Gli inizi

Il percorso professionale di Corva nell’UI inizia esattamente 20 anni fa, il 1 febbraio 2006. “Venni contattato dall’allora direttrice amministrativa Orietta Marot per subentrare ad un collega che stava cambiando carriera”, ricorda Corva, che spiega come negli anni, a partire da quelli delle scuole, era rimasto molto legato alla CNI come attivista. “Gli anni di attivismo nella CNI hanno molto influito sulla mia crescita e formazione non soltanto scolastica ma anche personale”, aggiunge. Venendo dal settore dell’informatica, gli inizi nell’UI vedono Corva ricoprire un ruolo di supporto tecnico all’ufficio. Occupazione che, tuttavia, non lo soddisfa del tutto, motivo per il quale chiederà in un secondo momento di potersi occupare anche di altre questioni. “Nel frattempo c’era stato un cambiamento nella presidenza della Giunta Esecutiva e a Silvano Zilli era succeduto Maurizio Tremul. In questo contesto ho collaborato in qualità di referente con l’allora titolare del Settore scolastico, Norma Zani, grazie alla quale ho poi conosciuto il mondo della scuola”, rammenta Corva. Poi, a metà del mandato 2006-2010 della Giunta Esecutiva, arriva il ruolo di segretario della Giunta stessa, che Corva ricorda come “una grande opportunità, altamente formativa”.

A quel punto lascia il Settore scolastico e prende in gestione quello delle Comunità. “Nel Settore Comunità ho collaborato benissimo prima con Luana Visintin e poi con Rosanna Bernè, persone che, più che collaboratori, erano amici e con i quali, in un certo modo, mi sono innamorato nuovamente del mondo della Comunità. Non mi occupavo più infatti soltanto della mia Comunità di riferimento, quella di Fiume, ma di tutte”, rammenta Corva.

In quel periodo aumentano i ruoli e le responsabilità: “Dal 2010 in poi di giorno in giorno, di settimana in settimana, di mese in mese, ho assunto sempre più responsabilità, fermi restando gli impegni in Giunta Esecutiva, nel Settore delle Comunità e nella gestione del sistema informatico. Ho iniziato quindi a seguire un po’ di tutto, finendo per occuparmi non soltanto della Giunta ma anche di vari Settori, in particolare di Comunità, Sportivo, Religioso, Finanze e Bilancio, del segretariato dell’Assemblea, del Comitato dei Garanti, del Comitato per lo Statuto ed il Regolamento. In quel periodo ho anche avuto l’occasione di far parte della delegazione dell’UI in diversi incontri”, afferma.

I ruoli nella CI di Fiume

Man mano che il suo percorso professionale procede, Corva non perde il contatto con la realtà comunitaria, nella quale rimane sempre coinvolto. Nel 2008 diviene membro dell’Assemblea della CI di Fiume – ruolo che manterrà fino al 2018 – e successivamente entra anche nel Comitato esecutivo, dove segue le iniziative legate ai giovani. “Nell’Assemblea facevo parte del gruppo più numeroso, che contava sei persone, lo avevo creato al tempo insieme a Moreno Vrancich”, ricorda Corva, aggiungendo che, sempre in seno alla CI di Fiume, nel 2015 prende le redini dell’organo esecutivo. “Durante i due anni e mezzo di guida del Comitato esecutivo ho dovuto affrontare il grande debito che la Comunità aveva nei confronti dell’Acquedotto fiumano a causa di perdite d’acqua di Palazzo Modello”, una situazione che riesce a gestire efficacemente riportando la CI ad un livello di stabilità.

Ricordando quel periodo, Corva afferma che si sia trattato di “un punto decisivo della mia carriera. Avevo un’opportunità senza precedenti, cioè quella di vivere e osservare il mondo della CNI da diverse prospettive: come attivista delle Comunità, come dipendente dell’UI e come co-responsabile di una delle Comunità. Quello delle Comunità è il mio mondo, e per questo, quando successivamente sono diventato presidente della Giunta Esecutiva dell’UI, ho deciso di prendere in gestione il Settore CI, una realtà che mi accompagna da sempre. Sono stato a partire dalla prima infanzia attivista di una Comunità, poi membro dei relativi organi, poi referente e successivamente titolare del Settore CI in seno all’UI, e infine capo dell’esecutivo di una delle Comunità più complesse di tutto il sistema, quella di Fiume”. E proprio a proposito della realtà delle Comunità, Corva restituisce una riflessione profondamente sentita: “Le Comunità sono luoghi di aggregazione, sono i posti dove la CNI si forma. Recarsi in Comunità è una scelta”.

La presidenza della GE dell’UI

Nello stesso periodo, all’impegno nell’UI e nella CI di Fiume Corva accompagna anche quello nel COMITES, del quale fa parte per un breve periodo, e nel Consiglio della minoranza italiana della Regione litoraneo-montana. Nell’ambito di quest’ultimo dal 2014 al 2018 ricopre la funzione di vicepresidente. A proposito del periodo nel Consiglio, Corva sostiene che sia stata “un’esperienza interessante. In seno al Consiglio mi sono battuto per i diritti della nostra minoranza e per gli aspetti legati alla visibilità della lingua e della cultura italiane”.

Forte di queste numerose esperienze e del percorso fatto fino a quel momento, nel 2018 Corva viene eletto presidente della Giunta Esecutiva dell’UI – ruolo che ricopre tuttora – e gli viene affidata la titolarità del Settore CI. Tratteremo nello specifico i due mandati nella presidenza dell’organo esecutivo dell’UI nella seconda parte dell’intervista, in uscita domani. In questa sede ci limiteremo a dare un resoconto di stampo cronologico di questa fase della carriera e del percorso del nostro interlocutore. “Sono convinto che il presidente della Giunta Esecutiva, che è colui che decide su gran parte delle questioni finanziarie di tutte le istituzioni, non debba ricoprire altri ruoli. È per questo che, quando sono diventato presidente della Giunta, mi sono dimesso dalle altre posizioni che ricoprivo fino a quel momento”, confessa Corva, dimostrando la sua spiccata onestà morale nei confronti del mondo CNI.

Direzione Sabor

Furio Radin e Marin Corva durante la consegna delle firme alle ultime elezioni parlamentari. Foto: Marko Lukunic/PIXSELL

In parallelo al suo impegno nelle istituzioni della minoranza nazionale italiana, alle elezioni parlamentari croate del 2020 Corva viene eletto come sostituto del deputato rappresentante della comunità italiana al Sabor, ruolo attualmente ricoperto da Furio Radin. Sei anni dopo, per Corva il seggio al Parlamento croato appare più vicino che mai. Quest’anno infatti giunge a conclusione il suo secondo mandato da presidente della Giunta Esecutiva dell’UI, e già da tempo si vocifera di un possibile trasferimento al Sabor. La Voce del Popolo ha avuto conferma di questo dal diretto interessato, e siamo qui per darne notizia ai nostri lettori. Senza specificare le tempistiche e le modalità, Corva ci ha confessato che nel prossimo futuro lo vedremo coinvolto al Sabor. Come ci assicura, rimarrà comunque “in un modo o nell’altro legato all’ambito della CNI”, perché non si abbandona mai del tutto la propria casa. Soprattutto se a questa casa, come nel caso di Corva, si è legati fin dall’infanzia, se vi si è cresciuti umanamente e professionalmente, se il legame con essa è viscerale e indissolubile.

La diversità è ricchezza

Un legame, quello verso la realtà della CNI, che nasce da un profondo amore nei confronti della cultura italiana. “Siamo una comunità piccola ma facciamo parte di una cultura di alto livello, quella italiana, che è tra le più grandi e apprezzate al mondo. Non solo facciamo parte di questa grande cultura ma anche di questo grande Paese che è l’Italia”, afferma Corva. “C’è sempre stato questo scambio tra le due sponde dell’Adriatico – aggiunge –, questa collaborazione è esistita da sempre e va rafforzata perché darà un contributo importante ad ambedue le popolazioni; mi auspico quindi che in futuro ci siano sempre più casi di persone che dall’Italia si trasferiscono qui nei nostri territori per arricchire le nostre Comunità”.

Il messaggio che vuole lasciare è chiaro: la diversità è ricchezza. “Fare parte di una realtà di minoranza, che può essere percepita come diversa, è una cosa estremamente positiva e che arricchisce. Ognuno di noi con la propria individualità e con le proprie caratteristiche arricchisce il mondo che lo circonda. E poi, un’appartenenza ad una determinata realtà e identità non ne esclude altre: si può far parte della CNI senza dover rinunciare ad altre dimensioni. Il vero pericolo è andare ad uniformarsi”, sottolinea Corva, rivolgendosi soprattutto alle nuove generazioni che saranno quelle a prendere in mano le redini della CNI in futuro.

Un punto fondamentale per lui è infatti il ricambio nelle istituzioni della minoranza italiana. “I giovani devono essere coinvolti. Senza un ricambio non ci sarà nessun passo avanti della CNI. Altri devono poter dare il proprio contributo all’UI e alla CNI. Abbiamo persone capaci e spero che in futuro possano prendere le redini l’UI e dare alla realtà un’impronta innovativa, al passo con i tempi”, ha ammonito.

E proprio con i giovani Corva vuole condividere dei consigli per ambire a posizioni come la sua. “Ci vogliono diligenza, desiderio di imparare, disponibilità al sacrificio, empatia nei confronti degli altri, curiosità per imparare cose nuove e per conoscere gli altri e coraggio di buttarsi. Per quanto riguarda le competenze pratiche sicuramente quelle economiche aiutano, perché dobbiamo gestire una grande quantità di fondi, attualmente abbiamo un piano finanziario da 12 milioni di euro”, afferma, evidenziando però il fatto che la maggior parte delle cose “si imparano lavorando, commettendo degli errori e facendo la gavetta”.

Una scuola di vita

Nel 2025 Corva ha ricevuto l’Attestato di Ringraziamento da parte del Comune di Visinada

Nel maggio 2021 Corva ha ricevuto l’Ordine della Stella d’Italia, onorificenza conferita dal presidente della Repubblica italiana. “Si è trattato sicuramente di un grande riconoscimento per l’impegno che ho messo nel lavoro ma allo stesso tempo mi ha spinto a lavorare ancora più intensamente e con maggior convinzione”, ci ha detto. Nel 2025 ha poi ricevuto l’Attestato di Ringraziamento da parte del Comune di Visinada, un attestato di riconoscenza che Corva ci ha confessato essere altrettanto molto importante per lui. “Conferire un’onorificenza al presidente della Giunta Esecutiva dell’UI significa prendere in considerazione l’importanza dell’Unione Italiana su tutto il territorio nazionale ma anche a livello internazionale. Siamo una piccola realtà che però dialoga con le più alte cariche dello Stato”, ci ha detto con un filo di inevitabile commozione.

Corva ci tiene a ringraziare tutti i colleghi che ha incontrato nel corso della sua carriera. “Ringrazio tutti i miei colleghi del passato e del presente, grazie a loro ho potuto sviluppare la mia persona e la mia carriera”, sottolinea. “Potrei citare tantissimi maestri dai quali ho imparato tanto, ma tre in particolare hanno inciso profondamente sul mio percorso: si tratta della direttrice amministrativa dell’UI quando vi entrai nel 2006 Orietta Marot; dell’allora presidente della Giunta Esecutiva dell’UI Maurizio Tremul e del deputato Furio Radin”, aggiunge Corva.

Tra sfide e scommesse vinte, qualche difficoltà come è normale che sia ma tanti risultati raggiunti, il bilancio di questi 20 anni in UI non può che essere positivo. “Sono stati 20 anni di tante sfide affrontate ma anche di grandi soddisfazioni, è stata una vera e propria scuola di vita”, afferma Corva.

Il messaggio che il presidente della Giunta Esecutiva dell’UI vuole lanciare ai nostri lettori mette in evidenza, ancora una volta, l’importanza della realtà della CNI e il compito di tenerla viva: “Il futuro delle nostre comunità, delle nostre istituzioni, del nostro giornale, delle nostre radio e di tutte le altre nostre istituzioni dipenderà in gran parte da noi. Senza il contributo che ognuno di noi può dare vivendo la CNI in tutto e per tutto, la CNI non potrà crescere nel futuro. È perciò importante che tutti, a partire dai bambini nelle scuole fino ai più anziani, vengano coinvolti, perché ciascun singolo può dare un contributo importante. Non posso immaginare la mia vita e quella dei miei figli senza la nostra realtà”.

La seconda parte dell’intervista sarà pubblicata mercoledì, 25 febbraio.

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