Il 2 giugno, nella ricorrenza della Festa degli Italiani (ufficialmente Festa della Repubblica Italiana), l’Unione Italiana di Fiume avrà una nuova leadership eletta. Il 31 maggio (domenica) i soci effettivi dell’UI, infatti, saranno chiamati a rinnovare l’Assemblea dell’associazione apicale e unitaria della Comunità Nazionale Italiana in Croazia e in Slovenia. Il medesimo giorno i connazionali iscritti alle Comunità degli Italiani operanti nei due Paesi – i tesserati delle CI sono per automatismo pure soci dell’UI di Fiume – sceglieranno anche i nuovi dirigenti di Palazzo Modello a Fiume, ovvero il presidente dell’Ul e il presidente della Giunta esecutiva dell’Unione. Ad annunciarlo è stato oggi (13 marzo), il presidente uscente dell’UI di Fiume, Maurizio Tremul, nel corso di una conferenza stampa tematica convocata a Palazzo Gravisi di Capodistria ai sensi delle prerogative statutarie.
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Tremul ha precisato che il 31 maggio si eleggeranno esclusivamente i consiglieri dell’Assemblea dell’UI di Fiume (composta dai rappresentanti dei connazionali residenti sia in Croazia che in Slovenia), ma non i membri della Consulta dell’Associazione degli appartenenti alla Comunità nazionale italiana Unione Italiana (meglio nota come UI di Capodistria). È probabile che i sodalizi, molti dei quali (una quarantina) tradizionalmente fanno coincidere le proprie elezioni a quelle dell’UI, indiranno le rispettive consultazioni interne il medesimo giorno. La decisione sull’election day entrerà in vigore il 27 aprile. Nel frattempo l’Assemblea dell’UI dovrà riunirsi per fissare lo scadenzario elettorale e compiere altri passaggi di sua competenza.

Tremul, che ai sensi dello Statuto dell’UI non può ricandidarsi al ruolo di presidente dell’Unione essendo questo il suo secondo mandato consecutivo, non ha voluto anticipare se intenda concorrere alla carica di presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana di Fiume, incarico che ha già ricoperto in passato. Ha mantenuto il riserbo anche su un suo eventuale impegno in seno all’Assemblea dell’UI nel ruolo di consigliere.

Il presidente dell’UI ha spiegato che la scelta della data è maturata al termine di un giro di consultazioni con le realtà del territorio. A suo giudizio, il fatto che la scadenza naturale degli attuali mandati assembleari – così come di quelli dei membri della Giunta esecutiva – avverrà il 26 giugno non rappresenta un problema. Osservando che nel 2018 le consultazioni si erano svolte l’8 luglio e quattro anni dopo il 26 giugno, ha puntualizzato che l’intento consiste nel spostare gradualmente la data del voto in modo da evitare quanto di più l’estate. Allo stesso modo, non sono state ritenute tali da incidere sull’affluenza alle urne le possibili interferenze con il calendario delle festività: il 30 maggio, infatti, in Croazia si celebra la Giornata della Statualità (Dan državnosti) e il 4 giugno il Corpus domini. Pianificano bene, con tre giorni di ferie o giornate libere si ottiene così una vacanza di sei giorni; oppure utilizando 4 giorni di ferie o altrettante giornate libere i giorni di riposo diventano ben 9.
Anche per questo il presidente dell’UI ha fatto appello al senso di appartenenza dei connazionali sollecitandoli a pianificare eventuali ponti organizandosi in modo da riuscire a votare, sottolineando però che i connazionali che magari sono soci di più Comunità possono votare in un’unica circoscrizione. Al fine di favorire l’affluenza Tremul proporrà di trovare un’alternativa al tradizionale invio dell’invito al voto per posta ricorrendo magari ai corrieri e ovviamente sfruttando il potenziale delle reti sociali e della posta elettronica. Alle precedenti elezioni, svoltesi il 26 giugno 2022, l’affluenza alle urne per il rinnovo dell’Assemblea dell’Unione Italiana si era attestata al 17,7 per cento: votarono 5.453 elettori a fronte di 30.810 aventi diritto.

Ai sensi del “Regolamento per l’elezione dei rappresentanti all’Assemblea dell’Unione Italiana, nonché a presidente dell’Unione Italiana e a presidente della Giunta esecutiva dell’Unione Italiana” (il testo integrale può essere consultato sul sito dell’UI: https://unione-italiana.hr, cliccando nella home page la sezione “Documenti fondamentali”), il diritto attivo e passivo di voto è esteso a tutti i cittadini croati e sloveni di nazionalità e/o cultura o madrelingua italiana di maggiore età iscritti in qualità di soci effettivi alle Comunità degli Italiani. I cittadini stranieri residenti permanentemente in Croazia e Slovenia che soddisfano le modalità di affiliazione alla CI previste dal suddetto Regolamento, godono del diritto di voto. Nessuno può votare (né essere eletto) se non è in grado di certificare la propria iscrizione a una CI. Le iscrizioni alle CI possono avvenire anche durante le elezioni e le singole Comunità sono tenute a garantire l’esercizio di tale diritto. I seggi elettorali, che di norma sono allestiti nelle sedi della Comunità degli Italiani, il giorno del voto dovranno essere aperte almeno 12 ore complessive (non necessariamente consecutive). Onde favorire il voto degli anziani, degli infermi o di altri aventi diritto che ne facciano espressa richiesta le Commissioni elettorali delle CI possono rendere possibile il voto a domicilio.
I candidati ai ruoli di presidente dell’UI e di presidente della Giunta esecutiva devono candidarsi separatamente. In entrambi i casi le candidature devono essere sostenute da non meno di cento connazionali aventi diritto al voto, di cui almeno 20 residenti in Slovenia. Chi desidera candidarsi a questi due ruoli in seno all’UI non può essere iscritto in alcun partito politico. Nell’eventualità lo siano dovranno dimettersi da questi entro tre mesi dall’eventuale assunzione della carica. Le candidature all’incarico di rappresentante all’Assemblea dell’Unione Italiana per i singoli candidati o per i gruppi di candidati devono essere sostenuta da almeno dieci connazionali aventi diritto al voto. Sia nel caso dell’Assemblea che delle candidature presidenziali chi appone la propria firma a una candidatura non può sostenerne anche un’altra per il medesimo incarico.
L’Assemblea dell’Unione Italiana nel prossimo mandato consiliare (2026-2030) sarà composta da 77 consiglieri (alle scorse elezioni erano 76), ma nel frattempo con l’adesione della Comunità degli Italiani “Gian Francesco Biondi” di Lesina, il 12 gennaio scorso il numero dei sodalizio affiliati all’Unione Italiana è salito da 51 a 52 (si ricorda, inoltre, che a Zara alla CI “storica” è subentrata la CI “Girolamo Luxardo”). Le votazioni per i membri dell’Assemblea si svolgono su base territoriale, con ciascuna CI che costituisce una circoscrizione elettorale. Ogni circoscrizioni/CI elegge un numero determinato di consiglieri. La ripartizione proporzionale dei seggi tra le circoscrizioni, tenuto conto che ogni Comunità ha diritto ad almeno un seggio assembleare, si effettua attribuendo un mandato ogni 500 connazionali censiti al censimento della popolazione del 1991, fino a un massimo di 6 seggi. All’Assemblea dell’UI risultano eletti tanti candidati quanti sono i seggi a disposizione nella singola circoscrizione elettorale, e cioè, i candidati che hanno ottenuto in ordine successivo il maggior numero di voti. In caso di parità si farà ricorso al ballottaggio.
A vigilare sulla regolarità del processo elettorale dell’UI sono chiamati i membri della Commissione elettorale centrale, delle Commissioni elettorali delle CI o circoscrizionali e il Comitato generale di controllo delle elezioni. I membri di questi organi non possono partecipare alle elezioni nella veste di candidati. La Commissione elettorale centrale e il Comitato generale di controllo delle elezioni contano ciascuna tre membri (ai quali si affiancano tre sostituiti) eletti dall’Assemblea dell’Unione Italiana che ne sceglie anche il presidente. Anche le Commissioni circoscrizionali contano tre membri, ma a indicarli sono le singole Comunità degli Italiani. Le spese connesse alle competenze della Commissioni circondariali sono a carico della CI, mentre quelle della Commissione centrale e del Comitato generale sono sostenute dall’UI. Le CI possono decidere di sostenere finanziariamente i candidati, e ciò in modo equanime e nel limite delle rispettive possibilità. Tremul ha confermato che in passato l’UI aveva stabilito un budget per contribuire alla copertura delle spese elettorali dei candidati, chiarendo che successivamente la prassi è stata accantonata.
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