Si è svolta oggi, 26 febbraio, presso la Comunità degli Italiani di Buie, la 19esima sessione ordinaria dell’Assemblea dell’Unione Italiana. Inizialmente vari consiglieri hanno presentato interpellanze e mozioni. Sono state sollevate diverse questioni, tra le quali: la mancanza di un Settore dedicato esclusivamente allo sport in seno alla Giunta Esecutiva dell’UI; la necessità che le date delle prossime elezioni dell’UI siano comunicate per tempo di modo che le singole CI possano organizzarsi anche per arginare il calo dell’adesione al voto e le tempistiche di disponibilità dei libri di testo tradotti in lingua italiana nelle scuole. A proposito di quest’ultimo punto, è intervenuta la direttrice dell’EDIT Christiana Babić, che ha fatto presente che negli ultimi anni la casa editrice ha realizzato numerose decine di libri tradotti in italiano e che sia costantemente alla ricerca di profili qualificati che possano lavorare alla traduzione dei libri di testo ma che c’è una particolare difficoltà nel trovare queste professionalità, e ha rinnovato quindi l’invito a tutti i connazionali linguisticamente competenti ed esperti nelle materie scolastiche a farsi avanti. Sono state messe ai voti e approvate due mozioni. La prima è stata presentata da Krsto Babić, che ha proposto l’istituzione di un gruppo di lavoro che rediga un almanacco relativo alle attività del gruppo consiliare 2022-2026. La seconda mozione in questione è stata presentata da Valmer Cusma, il quale ha chiesto che l’UI incentivi l’acquisto di quei prodotti enogastronomici che presentino le etichette bilingui (sloveno e italiano o croato e italiano).



Si è passati quindi al secondo punto dell’ordine del giorno, riguardante la discussione e l’approvazione del Bilancio consuntivo dell’UI di Fiume per il 2025. Il Bilancio è stato approvato con 43 voti favorevoli, nessun contrario e un consigliere astenuto. Infine, sono state animatamente discusse le questioni delle modifiche da apportare allo statuto dell’UI di Capodistria e dell’eventuale creazione della Federazione UI Capodistria. Tante le critiche sollevate a riguardo: dalla terminologia usata nello statuto a perplessità in merito alla composizione, dai dubbi riguardanti i limiti nella rielezione delle cariche e della durata dei mandati a quelli relativi alle modalità di elezione. Tra le voci contrarie alla soluzione della federazione, c’è chi, come Sandro Vrancich, la considera una “questione slovena”. Dal suo canto invece, Gianclaudio Pellizzer lancia il messaggio che “chi vuole bene a questa Unione Italiana faccia un passo indietro”, e auspica una convergenza verso un’unica soluzione organizzativa transnazionale. Tra le voci che sono a favore della realtà della federazione, Enea Dessardo. “Il concetto di unitarietà per me è soprattutto un sentimento di appartenenza e di empatia nei confronti di tutti i connazionali, sia quelli in Croazia che quelli in Slovenia”, afferma. Il presidente dell’UI Maurizio Tremul ha ribadito che in 35 anni di lavoro nell’organizzazione ha sempre “difeso l’unitarietà dell’associazione” e si è detto perplesso della percezione di mancata fiducia riposta nei confronti della realtà di Capodistria. Secondo il presidente della Giunta Esecutiva dell’UI Marin Corva, la priorità assoluta sarebbe quella di “mettere in sicurezza l’UI di Capodistria”, il cui statuto al momento non è in conformità alla legislazione della Repubblica di Slovenia. Alla fine dei vari interventi è stato deciso di aggiornare il punto ed è stato annunciato che della questione capodistriana si tornerà a parlare durante la seduta del 12 marzo.


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