Una sepoltura dignitosa per tutte le vittime

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Una sepoltura dignitosa per tutte le vittime

ZAGABRIA | Il ministero dei Difensori croati ha presentato i risultati della ricerca e dell’esumazione delle vittime della Seconda guerra mondiale e del dopoguerra. Come rilevato, dall’inizio dell’anno in otto siti di Zagabria, sono stati riesumati i resti di almeno 344 persone e nel solo sito di Tuškanac (dove si è svolta la conferenza stampa) sono stati rinvenuti, nella campagna di scavi svolta a inizio anno, i resti di almeno 24 vittime del dopoguerra, alle quali vanno sommate ulteriori 48 vittime, individuate a fine agosto quando è stato appurato che alcune avevano i polsi legati con il filo di ferro. Il ministro Tomo Medved, facendo presente che il site survey in area Tuškanac avrà un seguito, non ha escluso che il numero di vittime risulti alla fine superiore. Ha osservato che nel mandato di questo governo sono state intensificate le attività relative alla ricerca, alla riesumazione e alla cura dignitosa dei resti delle vittime; quindi si è registrato un aumento delle segnalazioni relative ai ritrovamenti di fosse comuni. In due anni, ha detto Medved, sono state effettuate 269 indagini sul campo e 25 scavi in sei Regioni e nella città di Zagabria. Inoltre, 52 esumazioni sono state effettuate in 11 Regioni e a Zagabria, per un totale di 776 persone esumate. Nel contempo 396 vittime hanno ricevuto degna sepoltura. Il ministro Medved ha voluto sottolineare in questo contesto che tutte le vittime della Seconda guerra mondiale e del periodo immediatamente successivo, così come quelle della Guerra patriottica, hanno il diritto a una sepoltura dignitosa e al mantenimento del loro ricordo, mentre le loro famiglie hanno il diritto di conoscere la verità.
Alla conferenza stampa organizzata a Zagabria, ha partecipato anche Miroslav Lukšić che nel 1945, all’età di 14 anni, era stato testimone di esecuzioni nel quartiere di Tuškanac a Zagabria. Stando a Lukšić, l’esercito partigiano per liquidare civili e militari di nazionalità croata utilizzò le postazioni per la difesa antiaerea dell’esercito tedesco. “Con la ritirata dell’esercito croato e di quello tedesco le trincee erano rimaste vuote, per cui i partigiani le utilizzarono per uccidere le persone”, ha sostenuto Lukšić, che ha parlato anche delle intimidazioni alle quali sono stati esposti lui e i suoi familiari per non parlare di queste vicende. L’aiutoministro Stjepan Sučić ha spiegato i metodi di lavoro utilizzati nelle operazioni. Tra questi ha citato anche l’utilizzo dei cani. “C’erano dubbi riguardo alla possibilità dei cani di individuare resti vecchi più di 70 anni. Ebbene, possono farlo. Lo hanno dimostrato”, ha detto Sučić.

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