Un patrimonio da usare con responsabilità

L’On. Furio Radin si dice soddisfatto dell’aumento dei finanziamenti che Zagabria ha destinato alla CNI e invita a tutelare la nostra identità

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Un patrimonio da usare con responsabilità
Foto ZELJKO JERNEIC

“Essendo l’importo a noi destinato per il tramite del Consiglio delle minoranze nazionali aumentato di circa il 10%, come minoranze nazionali ci possiamo ritenere soddisfatti per quanto riguarda il Bilancio nazionale per il 2026”, ha dichiarato il vicepresidente del Sabor e deputato della Comunità nazionale italiana, ieri, 5 dicembre, dopo il voto in aula. Radin ha annunciato che l’istituzione che beneficerà maggiormente dell’aumento sarà l’EDIT di Fiume. “Per quanto riguarda l’Ufficio per i diritti umani e i diritti delle minoranze nazionali, dove i finanziamenti sono più cospicui, l’aumento è stato più contenuto”, ha detto Radin. Ha chiarito che nel caso delle risorse ripartite per il tramite dell’Ufficio i deputati delle etnie hanno deciso di dimostrarsi solidali con la Comunità bosgnacca, penalizzata in passato da una politica sbagliata che si protraeva da molti mandati. Radin ha osservato che ciò è dovuto anche al fatto che non di rado i bosgnacchi – che a differenza della CNI condividono il loro seggio garantito con altre Comunità nazionali – sono rappresentati al Sabor da deputati di altre etnie. “Adesso la minoranza bosgnacca ha più o meno la metà di quello che otteniamo noi. Dopo essere stati solidali con il deputato bosgnacco, dall’Ufficio riceveremo comunque oltre 7 milioni di euro. Un importo cospicuo. Consideriamo che in Croazia dall’Italia ci arriva circa la metà di questa cifra (3 milioni e mezzo), allora possiamo ritenerci molto soddisfatti”, ha sottolineato Radin. A conti fatti, considerando sia il Consiglio che l’Ufficio, la CNI, ha ottenuto circa un milione e mezzo di euro di finanziamenti in più rispetto al passato. “Siamo sui 9,5 milioni di euro dalla Croazia. Non posso che ritenermi soddisfatto. Per non parlare poi delle risorse destinate al mantenimento del sistema scolastico della CNI, che sono a carico del Ministero della Scienza e dell’Istruzione, ma anche dei mezzi che ci sono destinati per le nostre realtà istituzionali da altri dicasteri”, ha puntualizzato Radin. “Se parliamo di dotazioni dirette – ha proseguito –, con 9 milioni e mezzo di euro tra Ufficio, Consiglio e Ministero della Cultura, non possiamo che esprimere soddisfazione. Un segnale che lancio personalmente alle nostre istituzioni è di usare questi fondi con parsimonia. Mi auguro che siano utilizzati per finanziare progetti che non soltanto manterranno la nostra identità, ma svilupperanno anche il nostro essere italiani in Istria, a Fiume e, anche se in misura minore, in Dalmazia, Moslavina e nella Slavonia occidentale. Per noi è importantissimo lo sviluppo della nostra identità perché dobbiamo andare avanti e dobbiamo essere responsabili. Questo non vuol dire che già non siamo responsabili, ma che possiamo fare ancora dei passi avanti”, ha concluso Furio Radin.

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