Ufficio per il bilinguismo, passi avanti

In sede di Commissione governativa gli esponenti della CNI hanno perorato le soluzioni per garantire i diritti acquisiti in materia

È tornata a riunirsi ieri a Lubiana la Commissione governativa per le Comunità nazionali autoctone, italiana e ungherese. Guidata dal ministro della Cultura, Vasko Simoniti, affiancato dal direttore dell’Ufficio per le nazionalità, Stanko Baluh, ha preso in esame principalmente due temi molto importanti per i rispettivi gruppi etnici. Quello italiano, rappresentato dal deputato Felice Žiža, dal presidente della CAN costiera, Alberto Scheriani, che ha chiesto anche la convocazione della riunione, e dalla vicesindaco di Pirano, Manuela Rojec, ha posto in risalto l’attuazione del bilinguismo. L’intenzione era di snellire le pratiche per l’introduzione di moduli bilingui negli Uffici pubblici nei territori nazionalmente misti. Dal governo si intende ottenere che la modulistica giunga dai Ministeri già tradotta correttamente anche in italiano o ungherese. Una prassi da introdurre, è stato detto, principalmente nelle circolari emesse dal Ministero dell’Istruzione, che sono poi dirette al personale, agli alunni e ai genitori dei nostri istituti scolastici e spesso lamentano il mancato rispetto delle lingue minoritarie. Nel Capodistriano qualche passo avanti era stato fatto, grazie all’impegno dell’Istituto per l’istruzione e del consulente pedagogico Guido Križman, che si erano assunti l’onere di tradurre le comunicazioni provenienti da Lubiana. La CNI desidera che siano forniti in versione bilingue tutti i documenti del dicastero, anche quelli destinati alle scuole slovene nel territorio nazionalmente misto. Alla seduta era presente il rappresentante governativo dell’Ufficio per le traduzioni, che ha posto in risalto le difficoltà che incontrano per trovare traduttori esterni per le lingue minoritarie, soprattutto pe l’ungherese. Scheriani ha sfruttato l’occasione anche per rilanciare la proposta di un Ufficio per il bilinguismo nella fascia costiera. I dipendenti della struttura potrebbero occuparsi dell’uso corrente dell’italiano, abbinato correttamente allo sloveno. Gli esponenti del governo, compreso il ministro Simoniti, hanno accolto favorevolmente la proposta, ponendo in risalto che si tratterebbe di una soluzione sistematica, utile per tutti gli Uffici pubblici, compresi quelli delle autonomie locali. Al progetto si lavorerà nei prossimi mesi.

Manuela Rojec

Gli esponenti del gruppo nazionale italiano hanno ricordato gli impegni presi da alcuni organismi statali per attuare il bilinguismo. La disponibilità è stata confermata dall’Istituto per la salute pubblica, che in precedenza ne aveva già discusso con i vertici della CAN costiera e dalla Polizia. Da parte dell’Ispettorato generale per la pubblica amministrazione, invece, è stato riferito che si cercherà di potenziare la competenza linguistica dei dipendenti pubblici nei vari Uffici pubblici. Ha fatto appello alla CNI, affinchè vengano segnalati docenti abilitati, che possano tenere corsi anche a Lubiana. I contenuti del dibattito svolto ieri saranno inclusi nel nuovo Piano quinquennale per l’attuazione dei diritti minoritari, in fase di stesura. Proseguendo i lavori la Commissione ha discusso delle violazioni alle norme sull’esposizione delle bandiere. È stato chiesto che la bandiera italiana sia esposta permanentemente, oltre a quella slovena ed europea, sulle sedi degli organismi statali. Da cambiare anche la prassi a livello locale, ad esempio a Isola, dove la bandiera italiana viene relegata all’ultimo posto, dopo il vessillo del Comune. Le leggi in materia sono chiare ma non sempre vengono rispettate.

Alberto Scheriani

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