La visita ufficiale del premier croato Andrej Plenković a Roma, accompagnato dal vicepresidente del Sabor e deputato al seggio specifico della Comunità Nazionale Italiana, Furio Radin, si è svolta all’insegna del dialogo politico e della cooperazione bilaterale. La delegazione è stata accolta dalle più alte cariche istituzionali italiane: il presidente della Camera dei Deputati Lorenzo Fontana, il capo dello Stato Sergio Mattarella e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Una giornata intensa di incontri che ha confermato la solidità dei rapporti tra Italia e Croazia e ha aperto nuovi spazi di collaborazione su temi regionali, economici e culturali.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il premier Plenković hanno definito “eccellenti” i rapporti tra Italia e Croazia, annunciando l’intenzione di elevarli ulteriormente attraverso una cooperazione più strutturata, soprattutto nei settori della difesa, dell’economia e delle politiche europee.

“Voglio dare il mio benvenuto al mio amico Andrej, che sono molto contenta di accogliere qui a due anni più o meno esatti dalla mia visita a Zagabria e a qualche mese di distanza dalla visita del Presidente Mattarella, che è stato a Zagabria nel mese di luglio scorso. Chiaramente sono tutte visite bilaterali che raccontano anche della volontà di aprire una nuova stagione di un partenariato che è già, per ragioni storiche, per ragioni geografiche, assolutamente solido”, ha esordito Giorgia Meloni incontrando i giornalisti.
“Ovviamente – ha proseguito ancora la presidente del Consiglio – vogliamo anche rafforzare i nostri legami culturali, potendo contare sul ruolo della comunità italiana in Croazia e della comunità croata in Italia. Il prossimo anno il Trattato italo-croato sui diritti delle minoranze del 1996 compirà il suo trentesimo anniversario. I nostri governi stanno lavorando per vedere quale sia lo stato d’attuazione, per verificare anche qui i possibili passi di miglioramento”.
Dal canto suo, Plenković ha ricordato come l’Italia sia da anni “il primo o secondo partner commerciale” della Croazia, con un interscambio che raggiunge i 9 miliardi di euro. Meloni ha confermato questa centralità, definendo l’Italia “un partner privilegiato” per Zagabria.
Vertice congiunto dei governi nel 2026
Entrambe le parti hanno espresso la volontà di “intensificare ulteriormente” la cooperazione bilaterale, annunciando per il 2026 una riunione congiunta dei due governi in formato ristretto, finalizzata a individuare nuove aree di collaborazione e dare “una nuova dimensione” al partenariato.
Difesa, verso un memorandum e progetti industriali
Plenković ha sottolineato che la Croazia, impegnata nel passaggio dalla tecnologia militare orientale a quella occidentale, è pronta a rafforzare la cooperazione con l’Italia, Paese dotato di una “industria militare sviluppata e significativa”.
In questa prospettiva è in preparazione un memorandum tra l’agenzia croata Alan e partner industriali italiani, insieme ad altri progetti in corso che potrebbero includere anche la produzione di armamenti.
Meloni ha confermato l’interesse per l’organizzazione di business forum bilaterali dedicati specificamente al settore della difesa.
Migranti e sicurezza: collaborazione sul confine bosniaco
I due premier hanno discusso anche di contrasto alle migrazioni irregolari. Plenković ha ringraziato Meloni per la cooperazione tra le polizie italiana e slovena, che pattugliano congiuntamente alle forze croate il confine con la Bosnia ed Erzegovina.
Allargamento Ue e dossier internazionali
Sul fronte europeo, Meloni ha ribadito che Italia e Croazia condividono la necessità di accelerare l’integrazione dei Paesi dei Balcani occidentali, offrendo loro una “prospettiva concreta”.
“L’Europa non sarà davvero unita finché tutte le nazioni europee non entreranno nella famiglia dell’Unione europea”, ha dichiarato la premier italiana, definendo l’allargamento un interesse strategico comune.
I due leader hanno evidenziato anche l’allineamento su temi internazionali quali l’aggressione russa in Ucraina, il processo di pace in Medio Oriente e i negoziati sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale dell’Ue (2028–2034).
Energia e hub dell’Alto Adriatico
Un punto centrale del colloquio ha riguardato la cooperazione energetica, in particolare nel Nord Adriatico, area che Meloni immagina come un futuro “hub energetico e infrastrutturale” dell’intera regione. Il primo ministro croato guarda con favore all’ipotesi di un collegamento strategico tra il Janaf di Veglia (Krk) e il gasdotto TAG di Tarvisio, un’infrastruttura che un tempo portava in Italia il gas russo passando per l’Austria. Due strutture, ricorda Plenković, “strategiche per entrambi i Paesi e geograficamente molto vicine”.
Maggiore tutela per le minoranze nazionali
Meloni e Plenković hanno elogiato gli ottimi livelli di tutela garantiti alle minoranze italiana in Croazia e croata in Italia. Il premier croato ha aggiunto che Zagabria intende assicurare alla comunità croata in Friuli Venezia Giulia lo stesso status di quella già riconosciuta in Molise.
L’incontro alla Camera
Il viaggio di Plenković e Radin a Roma si è aperto alla Camera dei Deputati, dove i due sono stati accolti dal presidente Lorenzo Fontana. L’incontro è servito a rafforzare le ottime relazioni bilaterali e la stretta collaborazione tra i due Paesi, evidenziando la sintonia nelle rispettive azioni all’interno dell’Unione europea, della Nato e in altri forum internazionali.
Un punto centrale del colloquio è stata la recente assunzione della presidenza del gruppo EUMED9 da parte della Croazia. Questo ruolo offre l’opportunità di intensificare ulteriormente la cooperazione su una vasta gamma di questioni che riguardano l’agenda europea e mediterranea.

Le parti hanno inoltre ribadito la convergenza sugli obiettivi geopolitici cruciali. “Il nostro obiettivo comune è il raggiungimento di una pace giusta e sostenibile in Ucraina, la prospettiva europea del Sud-Est Europa, così come la stabilizzazione della situazione in Medio Oriente,” ha dichiarato Plenković che su X ha pubblicato che a far parte della delegazione presente nella capitale italiana ci sia pure Furio Radin, deputato della minoranza nazionale italiana al Parlamento croato. “La sua presenza ha voluto riconfermare la qualità dell’attenzione e della cura dedicata alla tutela della minoranza italiana in Croazia e, reciprocamente, di quella croata in Italia”, ha scritto il primo ministro sulla rete social.
La visita al Quirinale

“È stato un piacere incontrare nuovamente il Presidente Mattarella dopo la sua visita a Zagabria lo scorso luglio. Croazia e Italia continuano a collaborare strettamente su una serie di questioni europee e globali, e desideriamo mettere i nostri rapporti di buon vicinato anche al servizio di un ulteriore rafforzamento dello scambio economico”, è il post pubblicato su X dal primo ministro croato dopo l’incontro al Quirinale con il capo dello Stato italiano. Presente all’incontro, oltre a Radin, anche il sottosegretario degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Maria Tripodi.
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