In un clima di amicizia, dialogo e collaborazione tra Italia e Slovenia, l’Ambasciatore d’Italia a Lubiana, Giuseppe Cavagna, e la consorte Sabrina Feletig hanno accolto numerosi ospiti negli spazi della Galleria Cukrarna in occasione della Festa della Repubblica italiana. Il ricevimento di questa sera (2 giugno 2026), tradizionalmente uno degli appuntamenti più significativi del calendario diplomatico italiano in Slovenia, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo politico, del corpo diplomatico accreditato a Lubiana, gli esponenti degli ambienti dell’economia, della cultura, della ricerca, degli ambienti accademici, nonché della Comunità Nazionale Italiana, della FederEsuli, come pure della minoranza slovena in Italia e dell’Università popolare di Trieste. Tra gli invitati figuravano l’ex presidente della Repubblica di Slovenia, Danilo Türk, la Procuratrice generale dello Stato, Katarina Bergant, i Sottosegretari Neva Grašič, Jasna Humar, Vesna Humar e Lenka Kavčić, l’ex Sottosegretaria Melita Gabrič, numerosi rappresentanti delle istituzioni, membri del corpo diplomatico accreditato a Lubiana, esponenti della Comunità Nazionale Italiana autoctona in Slovenia e Croazia (ad iniziare da Felice Ziza, deputato al seggio specifico riservato alla CNI al Parlamento di Lubiana, dal presidente della CAN Costiera, Alberto Scheriani, dalla direttrice dell’Ente giornalistico-editoriale Edit di Fiume, Christiana Babić, dal vicedirettore della Radiotelevisione pubblica slovena con delega per i programmi italiani, David Runco…), rappresentanti delle autonomie locali, del mondo economico (tra questi Jurij Giacomelli, presidente del Forum italo-sloveno), accademico e culturale.


La ricorrenza ha offerto l’occasione per sottolineare l’eccellente stato delle relazioni tra Italia e Slovenia, alimentate da una fitta rete di collaborazioni che spaziano dalla cooperazione transfrontaliera agli scambi economici, dalla promozione culturale. In questo contesto, un ruolo particolarmente significativo continua a essere svolto dalle Comunità Nazionali Italiana e Slovena, che rappresentano un prezioso elemento di collegamento e comprensione reciproca tra i due Paesi, nel comune quadro dei valori e degli obiettivi dell’Unione europea.


Un appuntamento unitario
La Festa della Repubblica ricorda il Referendum istituzionale del 1946, quando gli italiani furono chiamati a scegliere tra monarchia e repubblica. Per la prima volta votarono anche le donne. La scelta repubblicana segnò l’inizio di una nuova stagione democratica e portò alla successiva elaborazione della Costituzione entrata in vigore il 1° gennaio del 1948. L’indimenticato Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi – che mosso dalla volontà di rinsaldare il senso di appartenenza e di identità nazionale degli italiani ebbe un ruolo fondamentale e trainante nel ripristino della festività – era solito definire il 2 giugno “la Festa degli italiani”, sottolineandone il valore di momento unitario capace di riunire cittadini di ogni orientamento politico e provenienza geografica attorno ai principi fondamentali della Repubblica.

Nel suo indirizzo di saluto agli ospiti, l’Ambasciatore Giuseppe Cavagna ha richiamato il significato della ricorrenza, evidenziando i valori di libertà, democrazia e solidarietà che sono alla base della Repubblica Italiana e che continuano a orientare l’azione del Paese anche nel contesto europeo e internazionale. Un passaggio particolarmente apprezzato del suo intervento è stato quello dedicato alla CNI. “Vorrei rinnovare il più caldo e vivo ringraziamento ai rappresentanti e membri della CNI, agli imprenditori, ai rappresentanti delle associazioni degli Esuli, a tutti i concittadini che operano nelle istituzioni, negli ambienti della cultura, della ricerca, della scuola e dell’economia. Il vostro impegno quotidiano è fonte di lustro per il nostro Paese, e indubbiamente ci aiuta a rappresentarlo al meglio. La nostra gratitudine va parimenti a tutti gli italofoni, che ci affiancano e ci facilitano l’essere compresi e il comprendere. E infine un grazie, di vero cuore a tutti voi che mostrate simpatia e interesse per l’Italia, che avete scelto di essere qui questa sera per festeggiare insieme a noi la data d’avvio di un cammino di democrazia che ha saputo essere luminoso sotto vari profili e che prosegue di giorno in giorno grazie alla dedizione di tanti nostri concittadini”, ha dichiarato Cavagna.
L’Ambasciatore ha rilevato che se è stato il destino a volere che l’Italia e la Slovenia confinino l’amicizia che lega i due popoli è “una scelta consapevole che ogni giorno viene rinnovata da tanti cittadini di entrambi i Paesi che portano avanti le loro interazioni in ogni campo e nei mille fatti di cooperazione che caratterizzano il nostro partenariato”.

Ha notato che l’incontro rappresenta un’occasione per ribadire la solidità delle relazioni italo-slovene, fondate su una lunga tradizione di vicinanza, dialogo e cooperazione che trova nelle aree di confine uno dei suoi esempi più concreti e significativi. “Stiamo assistendo – ha proseguito – alla ricomposizione di un mosaico umano che da tempo contraddistingue questo territorio. La conferma che i legami che ci uniscono si sono dimostrati abbastanza forti da superare le divisioni storiche. E mi convinco sempre di più, giorno dopo giorno, che se si intraprendesse un viaggio immaginario da Venezia fino a Lubiana, passando da una persona all’altra lungo questa strada, sarebbe davvero difficile raggiungere un punto in cui si possa dire ‘ecco, questa è la linea di demarcazione’. Perché una linea del genere, se mai è realmente esistita, è sempre più sfumata e irriconoscibile, e questo è un bene”. A conferma delle sue affermazioni l’Ambasciatore ha ricordato le parole espresse dal Presidente Sergio Mattarella nel corso della cena di Stato organizzata in suo onore l’anno scorso dalla Presidente slovena Nataša Pirc Musar: “Ogni volta che torno in Slovenia mi rendo conto che i nostri legami si sono ulteriormente rafforzati, la fiducia reciproca è aumentata, la comprensione reciproca si è approfondita. In altre parole, la nostra amicizia continua a consolidarsi”; nonché l’esperienza di Gorizia e Nova Gorica, che hanno ospitato la prima Capitale europea della cultura a dimensione transfrontaliera.
Il ricevimento (a condurre la parte cerimoniale è stato Evgen Ban) è proseguito in un clima conviviale, offrendo agli ospiti l’opportunità di incontrarsi e confrontarsi in una cornice che unisce memoria storica, innovazione culturale e apertura internazionale allietato dalle suggestive coreografie di Wanda Moretti eseguite dal corpo di danza verticale “Il Posto” di Venezia (Isabel Rossi, Valentina D’Alessi, Giorgio Coppone e Danilo Smedile) e dalle musiche eseguite da Josmil Neris, Marco Ponchiroli e Marco Castelli.

Uno spazio speciale
La scelta della Cukrarna (letteralmente “zuccherificio”) quale sede delle celebrazioni della Festa della Repubblica non è stata casuale. La scelta richiama simbolicamente il ruolo della cultura come strumento di dialogo e di avvicinamento tra i popoli, capace di favorire la conoscenza reciproca oltre ogni confine. Oggi uno dei più importanti centri dedicati all’arte contemporanea in Slovenia, l’edificio rappresenta uno dei più affascinanti esempi di recupero del patrimonio industriale della capitale slovena. La sua storia inizia nel 1828 come raffineria di zucchero. Partita con appena ventidue operai e una sola linea di produzione, nel giro di pochi decenni divenne il più importante stabilimento del suo genere nell’Impero austro-ungarico. Un devastante incendio, scoppiato nel 1858, pose fine alla produzione. Negli anni successivi l’edificio fu adibito a caserma, abitazione operaia e rifugio per le fasce più povere della popolazione cittadina, soprattutto dopo il terremoto che colpì Lubiana nel 1895.


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