Slovenia, Golob avanti di misura: ora la sfida delle alleanze

La presidente chiama i partiti al dialogo dopo un risultato senza maggioranze nette. Sette liste in Parlamento e margini ridotti: si apre una trattativa complessa per il nuovo governo

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Slovenia, Golob avanti di misura: ora la sfida delle alleanze
Robert Golob. Foto: Borut Živulović /F.A.bobo/F.A. BOBO

All’indomani delle elezioni parlamentari, la Slovenia entra nella fase più delicata: quella delle trattative per la formazione del nuovo governo. La presidente della Repubblica, Nataša Pirc Musar, ha scelto toni istituzionali ma diretti, invitando tutte le forze entrate in Parlamento ad avviare rapidamente il dialogo. Un passaggio necessario, dopo un voto che ha restituito un quadro politico frammentato e numeri tutt’altro che definitivi.

La capo dello Stato si è congratulata con il Movimento Libertà, risultato primo per un soffio, e tutte le liste che hanno superato la soglia, sottolineando l’urgenza di un confronto serio. In un messaggio pubblicato domenica sera sulla piattaforma X, Pirc Musar ha anche riferito di aver contattato personalmente il leader del partito vincitore, il premier uscente Robert Golob, per esprimergli le proprie congratulazioni, riporta l’agenzia Hina.

Nei prossimi giorni, la presidente avvierà le consultazioni con i partiti e successivamente proporrà al Parlamento un candidato alla carica di primo ministro. Si tratta della prerogativa costituzionale centrale del capo dello Stato nel processo di formazione del governo, un passaggio che in questa fase assume un peso determinante, vista la distribuzione dei seggi.

Un risultato sul filo

Secondo i risultati parziali, con quasi la totalità delle schede scrutinata, il Movimento Libertà ha prevalso di misura sul Partito democratico sloveno (SDS) guidato da Janez Janša. La differenza tra i due principali contendenti è di appena 7.749 voti, un margine che alimenta tensioni e attese, soprattutto tra le file dell’opposizione.

Complessivamente, sono sette le liste entrate nel Državni zbor, il Parlamento sloveno, a conferma di un panorama politico variegato. Oltre ai due principali partiti, hanno ottenuto rappresentanza la coalizione democristiana Nuova Slovenia (NSi), l’Alleanza popolare slovena (SLS) con Fokus, i Democratici di Anže Logar, la sinistra con Levica e Vesna, e il movimento di estrema destra Resni.ca.

Le reazioni dei partiti

Dal fronte conservatore arrivano segnali di cautela. SDS, insieme a NSi, SLS e Fokus, ha fatto sapere che attenderà i risultati definitivi prima di prendere posizione, lasciando intendere la speranza di un possibile ribaltamento. Non mancano neppure le contestazioni: il partito di Janša ha annunciato verifiche sul voto anticipato e su quello di domenica, citando voci di irregolarità e la possibilità di presentare ricorsi.

Più articolata la posizione dei Democratici di Logar, che pur non nascondendo la delusione per il risultato si sono detti disponibili a dialogare anche con il centro-sinistra, aprendo così a possibili scenari trasversali.

Tensioni e polemiche di fine campagna

Il clima elettorale è stato segnato anche da polemiche. La deputata dell’SDS Alenka Jeraj ha criticato la fase finale della campagna, accusando la sinistra di aver distolto l’attenzione dai programmi con la diffusione anonima di materiali e notizie relative a presunti contatti tra esponenti del partito e servizi segreti stranieri.

Volti noti fuori dal Parlamento

Il voto ha portato anche a un significativo ricambio. Circa metà dei deputati uscenti manterrà il proprio seggio – Felice Ziza mantiene per il terzo mandato consecutivo il seggio specifico –  ma non sono mancate esclusioni eccellenti. Tra queste spicca quella di Urška Klakočar Zupančič, presidente del Parlamento uscente e figura di primo piano del Movimento Libertà, che non è riuscita a essere rieletta e ha annunciato il ritiro dalla politica.

Restano fuori anche l’ex ministro dell’Interno Boštjan Poklukar e la ministra degli Esteri Tanja Fajon, già leader dei Socialdemocratici, entrambi penalizzati dal voto.

Affluenza alta

A dare ulteriore rilievo alla tornata elettorale è stata l’affluenza, che ha sfiorato il 70 per cento. Un dato significativo, che segnala una forte mobilitazione dell’elettorato e conferma la centralità della sfida politica in un momento cruciale per il Paese.

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