Non si placano ancora le polemiche dopo la marcia antifascista di domenica 30 novembre a Fiume. Il presidente dell’Associazione dei combattenti e antifascisti di Fiume (UABA) ed ex sindaco del cpoluogo quarnerino, Vojko Obersnel, è intervenuto oggi, lunedì 1 dicembre, sugli incidenti che hanno segnato il corteo “Uniti contro il fascismo” (“Ujedinjeni protiv fašizma”).
Secondo Obersnel, le cittadine e i cittadini di Fiume “hanno ancora una volta dimostrato unità e coraggio, ribadendo che non resteranno in silenzio davanti alla tolleranza del fascismo, a comportamenti aggressivi e all’odio che avvelena l’intera società”.

L’UABA, organizzatrice dell’evento insieme ai collettivi “Cittadine e cittadini di Fiume” (“Građanke i građani Rijeke”) e Toccami le ginocchia (“Dodirni mi koljena”), ha condannato “con la massima fermezza” gli episodi avvenuti in in Piazza Adria e sulla terrazza di un bar in centro. Stando alla ricostruzione, alcuni uomini mascherati avrebbero lanciato petardi tra i manifestanti – tra cui famiglie con bambini – e, in un secondo episodio, torce accese verso gli avventori seduti al bar.
“Si è trattato di attacchi diretti con l’obiettivo di mettere a rischio la vita delle persone”, afferma Obersnel. “Per questo è incomprensibile la reazione estremamente blanda della polizia che stava presidiando il raduno”.
Secondo il presidente dell’UABA, gli agenti si sarebbero limitati a frapporsi tra i manifestanti e il gruppo mascherato, senza impedire il lancio dei petardi. Solo dopo ripetuti cori ” Per la patri pronti” (“Za dom spremni”) avrebbero circondato gli aggressori e li avrebbero accompagnati verso via Ciotta.
Quanto all’episodio dei bengala al bar, la polizia sarebbe arrivata soltanto dopo.
Per Obersnel, gli incidenti “rispondono da soli, anche per chi finge di non capire, alla domanda sul perché sia stato organizzato un corteo contro il fascismo”. E aprono un problema più ampio: “Chi e come sta proteggendo la polizia? Se non possiamo sentirci sicuri in un raduno pacifico, regolarmente autorizzato, qual è allora il ruolo delle forze dell’ordine?”.
Durissime le parole verso gli aggressori: “Maschere da codardi, nostalgici dell’eredità ustascia, che invocano lo Stato indipendente croato (NDH) e lanciano petardi e torce sulla gente. Per questo ci siamo uniti: per dire ‘no’ al fascismo. Ma qual è la funzione della polizia se permette che i petardi cadano tra la folla e non è presente quando arrivano i bengala?”.
La polemica con la sindaca
Obersnel ha risposto anche alla sindaca di Fiume, Iva Rinčić, che aveva spiegato di non aver partecipato al corteo sostenendo una presunta “simmetria” tra manifestanti e aggressori.
“Trovo incomprensibile che possa equiparare un raduno pacifico e dignitoso a un gruppo di hooligan mascherati che hanno messo a rischio vite umane, provocato feriti e violato una serie di norme”, attacca Obersnel. “È suo diritto scegliere se partecipare o meno, ma così lancia un messaggio chiaro”.
L’ex sindaco ringrazia invece i partecipanti: “Hanno dimostrato, con calma e dignità, di non aver paura di queste maschere vigliacche e di non voler più tacere di fronte a violenza, odio, xenofobia e fascismo crescente. Il silenzio porta al buio. Come disse Dolores Ibárruri, la Pasionaria: “No pasaran”.
Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.
L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.












































