Miro Cerar si è dimesso

Željko Jerneić

Colpo di scena in Slovenia. Il premier Miro Cerar ha rassegnato le dimissioni. Il motivo che lo ha indotto a fare questa drastica scelta è  la decisione del Tribunale supremo della Slovenia di bocciare il referendum sul secondo binario sulla linea ferroviaria Capodistria- Divaccia. Cerar ha informato i ministri della sua decisione a conclusione della riunione del governo. Alle 22.30 ha poi divulgato la notizia anche sui suoi profili ufficiali su twiter e facebook, rivolgendosi a cittadine e cittadini con poche e sintetiche frasi. Condurrà avanti le mansioni di primo ministro fino all’indizione di nuove elezioni. A decidere se saranno anticipate o si terranno, com’era previsto, a giugno, sarà il Presidente sloveno Borut Pahor, al quale Cerar ha suggerito di indirle quanto prima. “La goccia ha fatto traboccare il vaso – ha dichiarato Cerar dopo avere elencato brevemente i successi riscossi dal suo governo, non mancando di rilevare le lodi giunte da parte della Commissione europea -. Un progetto di capitale importanza per la Slovenia viene fatto fallire da coloro che vogliono arrestare lo sviluppo del nostro Paese. In una simile situazione qualunque politico serio avrebbe fatto la stessa cosa. Si sarebbe dimesso”.

Il referendum abrogativo si era svolto lo scorso settembre, ma non era passato approvando di fatto il piano del governo di costruire 27 chilometri di un secondo binario tra Divaccia e il porto di Capodistria, ritenuto da Cerar “di importanza strategica” per la Slovenia. Secondo la Corte Suprema, il sostegno del governo al progetto durante la campagna referendaria è stato unilaterale e potrebbe aver influito sul voto. I giudici hanno inoltre ordinato una nuova consultazione sulla ferrovia, ma la data non è ancora stata fissata. 

Un’ora fa il video delle dimissioni di Cerar (un discorso della durata di una dozzina di minuti) è stato trasmesso in diretta sul profilo facebook del governo 

 

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