Il vicepresidente del Sabor e deputato della Comunità Nazionale Italiana al Parlamento croato, Furio Radin, ha stigmatizzato gli atti di violenza avvenuti domenica 30 novembre, alla marcia antifa svoltasi a Fiume, sottolineando che l’aggressività non va mai sottovalutata.
“Le manifestazioni sui diritti umani e in genere sui diritti delle persone che per qualche loro caratteristica etnica, sociale, sessuale… Si distinguono dagli altri sono assolutamente legittime. Ogni intervento che s’interpone con il diritto alla realizzazione di queste manifestazioni è da deplorare dal punto di vista valoriale. In particolare nelle situazioni come quella avvenuta a Fiume, dove ci sono stati atti di sopruso nei confronti di chi esprime le proprie opinioni e persino dei casi di violenza verbale e fisica”, ha dichiarato Radin.
“Se in tutta questa fenomenologia c’è qualcosa di ‘positivo’ è che avendola seguita attentamente attraverso i mezzi d’informazione ho sentito quasi per la prima volta a Fiume l’uso del bilinguismo. Parlando più seriamente, abbiamo assistito, a un fenomeno che a Fiume va studiato e che posso dire di conoscere fino a un certo punto perché ne parla mio nipote (residente nel capoluogo quarnerino, nda). Mi riferisco alle contrapposizione giovanili e alle prese di posizione che sembrano ideologiche, ma che poi alla fine se vai a studiarle bene significano soltanto atti di la violenza”, ha concluso Radin.
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