L’Unione Italiana presente al 90º anniversario di Fertilia

Vi ha preso parte a nome dell'UI Dyego Tuljak: «Non un semplice ricordo, ma un impegno vivo per rinsaldare l'unità tra esuli e rimasti nei territori d'origine»

0
L’Unione Italiana presente  al 90º anniversario di Fertilia
Dyego Tuljak.Foto Željko Jerneić

L’Unione Italiana ha preso parte da protagonista alle celebrazioni per i 90 anni di Fertilia, portando ad Alghero e a Fertilia la voce della Comunità Nazionale Italiana presente in Istria, a Fiume e in Dalmazia e riaffermando il valore di un percorso condiviso che oggi può guardare al futuro oltre le divisioni del passato.

La ricorrenza, apertasi nei giorni scorsi al Teatro comunale Gavino Ballero di Alghero e proseguita poi con la cerimonia della posa della prima pietra davanti al teatro, ha segnato un momento di forte intensità civile e simbolica per una località che occupa un posto speciale nella memoria dell’Adriatico orientale. Fertilia divenne infatti nel secondo dopoguerra uno dei principali luoghi di accoglienza per gli esuli giuliano-dalmati, trasformandosi in una comunità capace di ricostruirsi intrecciando esperienze, memorie e identità diverse.

A rappresentare l’UI c’era Dyego Tuljak, membro della Giunta Esecutiva, che ha sottolineato soprattutto il valore umano e attuale dell’iniziativa. Al di là della cornice istituzionale e della presenza di numerose autorità, Tuljak ha voluto mettere l’accento sulla vitalità percepita nella comunità degli esuli, parlando di un’esperienza che lo ha colpito profondamente. Da parte sua, la partecipazione dell’UI non aveva un significato soltanto formale, ma intendeva portare a Fertilia anche la vicinanza concreta della comunità italiana rimasta nei territori dell’ex confine orientale, oggi tra Croazia e Slovenia.

Proprio in questa prospettiva Tuljak ha proposto una lettura significativa della storia di Fertilia, definendola una città della “terza rinascita”. La prima, ha osservato, fu quella della fondazione; la seconda coincise con l’arrivo degli esuli, che qui trovarono accoglienza e la possibilità di ricominciare; la terza sarebbe quella che si sta aprendo oggi, grazie ai nuovi progetti di rilancio immaginati dall’amministrazione locale, tra il recupero del teatro, la valorizzazione delle strutture ricettive e una visione di crescita culturale più ampia. Un segnale, questo, che secondo il rappresentante dell’UI dimostra come Fertilia non sia soltanto un luogo della memoria, ma una realtà viva, capace di progettare il proprio domani.

Un saluto in dialetto

Particolarmente significativo, nelle parole di Tuljak, anche il modo in cui nei due momenti della manifestazione sia stata riconosciuta e valorizzata la presenza della CNI. Il fatto di aver potuto portare un saluto pubblico in entrambe le occasioni, e per di più in dialetto, ha assunto un valore emotivo speciale. Quel saluto, accolto con partecipazione, ha rappresentato molto più di un gesto simbolico: è stato il segno di una continuità linguistica, culturale e affettiva che unisce ancora oggi le due sponde dell’Adriatico. Ed è proprio da qui che passa, secondo Tuljak, la possibilità di costruire una collaborazione nuova, capace di guardare alla realtà dell’Unione europea superando definitivamente la contrapposizione tra esuli e rimasti.

Le celebrazioni hanno visto la presenza della ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone, figlia e nipote di esuli istriani, del sindaco di Alghero Raimondo Cacciotto, dell’assessora regionale Desiré Manca, del vescovo Mauro Maria Morfino, del prefetto di Sassari Grazia La Fauci e di numerosi rappresentanti istituzionali e associativi, tra cui Renzo Codarin per l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e FederEsuli. La presenza della ministra ha aggiunto un ulteriore elemento di partecipazione personale a una ricorrenza già molto sentita, anche per il legame della sua famiglia con Arsia e con la storia dell’esodo.

La presenza dell’UI alla commemorazione non è stata marginale né protocollare: ha indicato invece la volontà di tenere insieme memoria e presente, riconoscendo che la storia di Fertilia appartiene non solo agli esuli che vi trovarono una nuova casa, ma anche a quel mondo italiano dell’Adriatico orientale che, pur restando nei luoghi d’origine, continua a custodire una comune eredità storica, culturale e linguistica. La partecipazione dell’UI ha dato alle celebrazioni un significato ulteriore: non soltanto ricordare, ma rinsaldare un legame vivo.

Tutti i diritti riservati. La riproduzione, anche parziale, è possibile soltanto dietro autorizzazione dell’editore.

L’utente, previa registrazione, avrà la possibilità di commentare i contenuti proposti sul sito dell’Editore, ma dovrà farlo usando un linguaggio rispettoso della persona e del diritto alla diversa opinione, evitando espressioni offensive e ingiuriose, affinché la comunicazione sia, in quanto a contenuto e forma, civile.

No posts to display