Lollobrigida al MED9 di Zara: giovani decisivi per l’agricoltura

Ministri e rappresentanti dei Paesi mediterranei discutono di ricambio generazionale, sviluppo rurale e innovazione agricola

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Lollobrigida al MED9 di Zara: giovani decisivi per l’agricoltura
I padroni di casa hanno regalato ai ministri dei Paesi MED9 le magliette personalizzate della nazionale croata di calcio. Foto Željko Jerneić

Strategie, sfide e innovazioni dell’agricoltura, un settore attraversato da profondi cambiamenti a livello europeo, sono state al centro dell’incontro informale del Gruppo MED9 che oggi, lunedì 6 luglio, ha riunito a Zara i rappresentanti dei Paesi dell’alleanza. L’evento, organizzato congiuntamente dal Ministero dell’Agricoltura, delle Foreste e della Pesca e dal Ministero della Demografia e dell’Immigrazione croati, si è inserito nel ricco calendario di appuntamenti coordinati nel 2026 dalla presidenza croata dei MED9, che si concluderà il prossimo 7 ottobre con il vertice di Spalato.

Foto di gruppo per i partecipanti alla riunione a Zara. Foto Željko Jerneić

L’incontro, ospitato all’Hotel Hyatt Regency, ha visto la partecipazione del ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste dell’Italia, Francesco Lollobrigida; della ministra dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e dell’Ambiente di Cipro, Maria Panayiotou; del ministro dello Sviluppo Rurale e dell’Alimentazione della Grecia, Margaritis Schinas; del ministro dell’Agricoltura, della Pesca e dell’Approvvigionamento Alimentare di Malta, Anton Refalo; del ministro dell’Agricoltura della Slovenia, Janez Cigler Kralj; della segretaria di Stato per l’Agricoltura e l’Alimentazione della Spagna, María Begoña García Bernal; del viceambasciatore del Portogallo a Zagabria, Luís Janela, e del capo del Dipartimento per gli Affari internazionali ed europei del Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare della Francia, Michel Leveque. Ad aprire i lavori e a dare il benvenuto ai partecipanti sono stati David Vlajčić, vicepresidente del Governo croato e ministro dell’Agricoltura, delle Foreste e della Pesca, e Ivan Šipić, ministro della Demografia e dell’Immigrazione.

La nostra Arianna Tersigni con il ministro Francesco Lollobrigida. Foto Željko Jerneić

Due settori interconnessi

Vlajčić ha sottolineato che garantire un futuro ai giovani in agricoltura dipende “non soltanto dal settore agricolo di per sé”, ma anche dalla disponibilità di “posti di lavoro di qualità, standard di vita dignitosi, istruzione, assistenza sanitaria, edilizia abitativa e connettività nelle aree rurali”. Il ricambio generazionale appare sempre più essenziale in tutta Europa per rendere l’agricoltura “sostenibile e competitiva in un mercato globale sempre più esigente”. I giovani, ha osservato, resteranno nelle campagne soltanto “se potranno costruirvi una vita”, un obiettivo strettamente legato alle politiche demografiche. “Dobbiamo offrire loro opportunità non solo in termini di imprese di successo, ma anche di qualità della vita”.

Sulla stessa linea Šipić: “I giovani agricoltori vogliono un lavoro stabile e condizioni che rendano la vita nelle aree rurali di buona qualità e sostenibile nel lungo termine. Il futuro delle aree rurali non dipende soltanto da quanto investiamo nell’agricoltura, ma dalla possibilità di creare comunità nelle quali le persone vogliano vivere. Per questo agricoltura e demografia devono andare di pari passo”.

Foto Željko Jerneić

Una preziosa piattaforma

Sono intervenute con un videomessaggio anche la commissaria europea per il Mediterraneo, Dubravka Šuica, e la direttrice generale della Direzione generale Agricoltura e sviluppo rurale della Commissione europea, Elisabeth Werner. Quest’ultima ha ricordato che “l’agricoltura ha un ruolo centrale nella rivitalizzazione demografica delle aree rurali”. Šuica ha invece richiamato le principali sfide che attendono il Mediterraneo: l’invecchiamento della popolazione, la diminuzione dei giovani, gli squilibri regionali e i cambiamenti climatici. In questo contesto, il Gruppo MED9 rappresenta una piattaforma preziosa per condividere esperienze e buone pratiche tra i Paesi membri, coinvolgendo i giovani nella definizione delle future politiche.

Ricambio generazionale

Nel corso delle due sessioni tematiche, il ministro Lollobrigida ha evidenziato che, nonostante nell’ultimo anno le aziende agricole italiane guidate da giovani siano diminuite del 4 per cento, proprio queste registrano una redditività media più elevata e una maggiore propensione agli investimenti e all’innovazione, grazie anche al più alto livello di istruzione e di formazione professionale dei giovani imprenditori agricoli.

Foto Željko Jerneić

In questo quadro il ricambio generazionale rappresenta un’opportunità di crescita per l’intero comparto. “Può essere ottenuto solo investendo sull’attrattività dell’agricoltura come custode del territorio e dell’ambiente, ma anche sulla sua capacità di garantire reddito, quando l’innovazione diventa l’elemento distintivo delle aziende gestite dai giovani”.

Per quanto riguarda il ripopolamento delle aree rurali, il ministro ha spiegato che le misure previste puntano a integrare incentivi economici, sostegno all’imprenditorialità e rafforzamento dei servizi locali. Di fronte al “drammatico decremento nel tempo delle aziende agricole nelle aree interne, soprattutto nel Sud del Paese”, e al conseguente spopolamento, è necessario “garantire non solo reddito alle aziende, ma anche servizi e possibilità di socialità all’interno di territori che per anni sono stati oggetto di interesse soltanto a parole”.

Secondo Lollobrigida, quello guidato da Giorgia Meloni è inoltre l’esecutivo che “nella storia repubblicana ha investito di più sull’agricoltura, sulle innovazioni, sull’efficientamento ma anche sul sistema integrato di servizi indispensabili per vivere in tali aree”. Le aree rurali, ha aggiunto, possono diventare luoghi nei quali “si vive meglio” se alla qualità dell’ambiente si affiancano servizi paragonabili a quelli disponibili nei grandi centri urbani.

Foto Željko Jerneić

L’attrattività del mondo rurale

All’incontro ha partecipato anche Matteo Pagliarani, vicepresidente del Consiglio europeo dei giovani agricoltori (CEJA), organizzazione che riunisce 34 associazioni europee rappresentative di circa due milioni di giovani agricoltori.

“La nostra idea è raccogliere una visione condivisa dell’attrattività del mondo rurale e della produzione primaria – ci ha spiegato Pagliarani –. Sappiamo quanto sia importante la strategia sul ricambio generazionale proposta dalla Commissione europea lo scorso anno, ma è altrettanto fondamentale che ogni Stato membro destini risorse adeguate ai giovani, allo sviluppo rurale e all’attrattività di questi territori”.

Secondo Pagliarani, i Paesi dell’Europa meridionale, Italia e Croazia comprese, condividono sfide comuni legate non solo all’agricoltura, ma anche agli effetti del cambiamento climatico e alla necessità di adattarsi ai nuovi scenari.

Foto Željko Jerneić

Al termine della mattinata è stata adottata una dichiarazione congiunta nella quale i Paesi firmatari hanno riaffermato l’impegno ad affrontare le principali sfide del Mediterraneo, sostenendo il futuro dei giovani agricoltori, il loro contributo allo scambio di conoscenze e all’innovazione, la rivitalizzazione demografica delle aree rurali e l’ulteriore rafforzamento dello sviluppo locale.

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