La voce dei giovani risuona all’ONU

Enea Dessardo, il connazionale reduce da una serie d’impegni nella veste di sostituto giovane delegato della Croazia all’ONU, parla della sua esperienza newyorchese

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La voce dei giovani risuona all’ONU
La riunione plenaria

L’Economic and Social Council (ECOSOC) Youth Forum ha visto la Croazia rappresentata da Alen Šukurica come Giovane delegato alle Nazione Unite e dal connazionale Enea Dessardo come sostituto delegato, oltre al Segretario di Stato dell’Ufficio per la demografia e i giovani, Željka Josić. I tre sono stati a New York dal 24 al 27 aprile per partecipare a quella che è senza alcun dubbio la più importante riunione al mondo sul tema delle politiche per i giovani. Abbiamo raggiunto Dessardo affinché ci racconti di questa esperienza all’ONU, come pure del suo lavoro come sostituto delegato fatto sin qui.

“Si tratta di una piattaforma chiave in cui i giovani possono contribuire alle discussioni politiche attraverso le loro idee collettive, con soluzioni e innovazioni. Il Forum consente ai rappresentanti di organizzazioni e reti guidate dai giovani o focalizzate sui giovani, ai sostenitori dei giovani e ad altri soggetti interessati ai giovani di dialogare con gli Stati membri e di esplorare modi e mezzi per promuovere lo sviluppo e l’engagement dei giovani. I partecipanti prendono parte a sessioni di brainstorming, tavole rotonde interattive e discussioni con gli Stati membri sui temi annuali del Forum ECOSOC. Altri incontri svolti nel quadro del Forum, inclusi gli eventi laterali, incoraggiano i partecipanti a impegnarsi ulteriormente gli uni al fianco degli altri su una vasta gamma di argomenti”, ha spiegato Dessardo.

Alen Šukurica, Željka Josić, Ivan Šimonović (Ambasciatore croato all’ONU) ed Enea Dessardo

Assemblea plenaria
Tutte le giornate erano divise in due fasi, una formale e solenne e un’altra piena d’incontri nel corso dei quali si discuteva dei temi più variegati. “L’Assemblea plenaria consisteva in una serie di discorsi, della durata di uno o due minuti, ai quali hanno parlato i rappresentanti di tutte le nazioni coinvolte. In essi si sono esposte le aspirazioni dei giovani riguardo alle politiche giovanili delle Nazioni Unite, ma anche dello Stato d’appartenenza. Dato il contesto e la durata dei discorsi si è potuto approfondire poco, ma questa fase è stata comunque importante per indicare a tutti quelle che sono le politiche giovanili dei vari Stati, con l’emergere di un quadro internazionale ben definito”, ha affermato Dessardo.

Enea Dessardo

Croazia virtuosa
Molto più concreti, invece, gli incontri del primo mattino e quelli del pomeriggio, dove in gruppi più ristretti si è entrati a fondo nella problematica di argomenti specifici. “Divisi a volte per settori d’interesse e altri per prossimità geografica, abbiamo partecipato ad un numero considerevole di incontri dove abbiamo condiviso le nostre esperienze e allo stesso tempo abbiamo cercato di capire le prospettive degli altri. Durante questi incontri mi sono accorto di come la Croazia sia in effetti messa molto bene da un punto di vista legislativo, essendosi dotata dei Consigli dei giovani sia a livello cittadino che regionale. Inoltre l’ordinamento croato sancisce il diritto di voto sia attivo che passivo già a partire dai 18 anni. In altri Paesi non è questa la regola”, ha affermato Dessardo.
Uno dei temi principali è stato cosa fare per includere maggiormente i giovani alla partecipazione nella vita sociale e politica.

L’incontro nell’Ufficio del Rappresentante speciale per i giovani del Segretario generale dell’ONU

L’importanza del passaparola
“Nella mia esperienza uno dei metodi più efficaci è quello del passaparola. Ci vuole un giovane che faccia gruppo e che lavori direttamente con altri giovani, facendo vedere loro che sono i benvenuti e che il loro contributo può essere determinante. Il nostro lavoro come giovani delegati è in parte proprio questo. Dobbiamo andare in giro per il Paese a spiegare ai giovani della Croazia come fare per partecipare più attivamente al processo decisionale e come incidere sui policymakers”, ci ha spiegato Dessardo.
Il sostituto delegato ci ha raccontato così di una serie di incontri avuti negli ultimi mesi con i membri dei consigli dei giovani delle Città di Fiume, Abbazia, Castua, Pisino e dell’incontro del 30 aprile a Valle con i membri del Consiglio dei giovani della Regione istriana, dove ha potuto raccontare loro anche dell’esperienza maturata a New York. “In questi incontri partiamo sia del ruolo dei delegati, che delle tendenze nelle politiche giovanili a livello globale, ma anche di necessità molto concrete a livello locale. L’Istria è una terra estremamente felice per quanto riguarda la vicinanza ai temi dei giovani, come dimostrato ad esempio anche dalla presenza di Tea Batel, capodipartimento regionale per la minoranza nazionale italiana e gli altri gruppi etnici, all’incontro svoltosi a Valle. Questo però non significa che non ci siano dei problemi, come ad esempio quello relativo agli alloggi sempre più cari e sempre più difficili da trovare a causa della forte sprinta del turismo”, ha riferito Dessardo.

I giovani delegati all’ONU dei Paesi dell’Unione europea

Incontri formativi
Negli scorsi mesi oltre agli incontri con i giovani ce n’è stata poi tutta un’altra serie, di carattere più formativo, come ad esempio quello online con i rappresentanti della Commissione economica per l’Europa dell’ONU, che aveva bisogno di avere un feedback riguardo al tema delle città del futuro e della transizione verde.
Tornando alle Nazioni Unite il sostituto giovane delegato ci ha raccontato pure della visita alla Rappresentanza permanente croata e all’Ambasciatore croato all’Onu, Ivan Šimonović, che ha accolto i giovani delegati spiegando un po’ loro quella che è la politica estera della Croazia all’ONU in questo periodo. “Un altro incontro è stato con l’Office of the youth envoy of the secretary general, ossia con Ufficio dell’inviato per i giovani del segretario generale, con il quale abbiamo parlato del programma dei giovani delegati all’ONU. E un altro ancora con Abby Finkenauer, inviata speciale per le questioni globali dei giovani del Dipartimento di Stato degli USA, volto a vedere di migliorare la collaborazione fra i giovani di vari Paesi e quelli degli States. In quest’occasione ho chiesto d’estendere alla Croazia il programma Study of the US institut, che avevo seguito durante i miei anni all’Università in Italia”, ci ha raccontato Dessardo. Come avrete notato si è trattato di un’esperienza a tutto tondo capace di dare spunti di ogni tipo e incidere notevolmente sul futuro di chi vi ha partecipato, ma anche di tutti quelli che verranno coinvolti nel processo che porta al futuro.

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