La criminalità fiorisce nei mesi estivi: furti e scippi all’ordine del giorno

Report del Ministero degli Interni: sono i tedeschi le mete preferite dai malviventi

I bagnanti sulle spiagge sono gli obiettivi principali dei malviventi. Foto Dusko Marusic/PIXSELL

Estate: tempo di vacanze e rilassamento, ma anche periodo di furti e scippi. Lo indica il report del Ministero degli Interni, che ha preso in considerazione i mesi più caldi degli anni 2017 e 2018.
Con l’arrivo della bella stagione, infatti, cresce il numero di persone nei luoghi di villeggiatura e aumenta esponenzialmente anche il numero di crimini, in cui sono coinvolti i cittadini nazionali e quelli stranieri, sia in veste di malviventi che di vittime.
Nel 2017, sottolinea il rapporto, il maggior numero di persone che hanno subito un danno durante la propria vacanza era di nazionalità tedesca (693), seguiti da sloveni (407), austriaci (291) e italiani (233). Nella lista troviamo anche i vacanzieri provenienti dalle ex Repubbliche jugoslave, come bosniaci (197 furti subiti), serbi (97), macedoni (37) e montenegrini (4). Nello stesso anno sono stati contati 3.523 turisti stranieri che hanno subito qualche tipo di danno.
Un anno dopo il poco invidiabile podio dei cittadini stranieri che hanno dovuto rivolgersi alle forze dell’ordine è rimasto identico, con i tedeschi (652 furti) al primo posto, seguiti da sloveni (392) e austriaci (257). Però, al quarto posto dei turisti con passaporto straniero che hanno dovuto confrontarsi con i malviventi non troviamo più gli italiani, bensì i cittadini della Bosnia ed Erzegovina (211). Nel 2018 è calato il numero delle persone che sono arrivate dall’estero per trascorrere le vacanze in Croazia e dove si sono visti rubare denaro o danneggiare vari oggetti di proprietà (3.171 casi).

I bosniaci sono i più attivi

Ma veniamo ai malviventi stranieri, ossia quelli che hanno deciso di trascorrere le vacanze… lavorando. Il maggior numero che ha commesso un crimine in terra croata proveniva dalla Bosnia ed Erzegovina (250), seguiti da cittadini serbi (182), sloveni (72) e albanesi (58), mentre sono stati 50 gli italiani che nel 2017 sono stati presi con le mani nel sacco. Nella maggior parte dei casi si sono macchiati di furti (301), disturbo alla quiete pubblica (207), ma sono stati anche fermati dalla Polizia con in mano documenti falsi (176). Gli stranieri hanno causato nel 2017 anche 139 incidenti stradali, mentre 102 di essi hanno avuto a che fare con sostanze stupefacenti. Comunque, le forze dell’ordine hanno dovuto intervenire nei confronti degli stranieri soprattutto per la mancata notifica del soggiorno sul suolo croato e la violazione del Codice stradale.
Nel 2018 la classifica dei criminali provenienti dall’estero è praticamente identica, con i bosniaci al primo posto, pedinati da serbi e sloveni. Non mancano però, nemmeno i romeni (74 crimini commessi durante l’estate dell’anno scorso) e i bulgari (66).

I casi di questa stagione

Arrivando ai giorni nostri, il fatto più eclatante si è verificato lo scorso luglio a Pola, dove un cittadino croato ha accoltellato un tedesco, che è morto pochi giorni dopo a causa delle ferite riportate. In Dalmazia, invece, la Polizia ha registrato in un lasso di periodo di 50 giorni tra giugno e luglio ben 245 crimini compiuti a danno di vacanzieri provenienti dall’estero. Quest’estate, infatti sulla costa dalmata si sono verificati innumerevoli atti di violenza perpetrati da persone del luogo nei confronti dei turisti. Ma nonostante ciò, la Questura di Spalato assicura che i vacanzieri possono godersi serenamente le vacanze, perché le statistiche dimostrano che soltanto un turista su 4mila viene preso di mira dai malviventi.
Sulla stessa frequenza d’onda anche Drazen Lalić, professore di Scienze politiche all’Università di Zagabria, secondo il quale lo sviluppo del turismo e la multiculturalità sono i fattori decisivi che hanno portato alla diminuzione di atti vandalici nei confronti dei turisti. “I cittadini croati sono consci del fatto che il Paese vive di turismo e, perciò, prestano attenzione a non creare problemi ai vacanzieri, nella speranza di rivederli anche l’anno prossimo”. Lalić afferma che i crimini contro gli stranieri che quest’estate riempiono le pagine di siti e giornali “sono dei casi sporadici”. “La maggior parte dei croati è contro la violenza e, quindi, i turisti da noi si sentono al sicuro, grazie anche all’ottimo lavoro dei servizi preposti all’ordine pubblico”.
Ivica Rubil e Vedran Racher dell’Istituto economico di Zagabria hanno realizzato uno studio sulla stagionalità del crimine, prendendo in considerazione il turismo in Croazia dal 1998 al 2016. Analizzando i dati del Ministero degli Interni sono giunti alla conclusione che l’aumento del numero di turisti o di pernottamenti del 10 p.c., comporta una maggiorazione di atti criminali dell’1,7 per cento.

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