Iniziativa Tre Mari: la spinta al nucleare

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Iniziativa Tre Mari: la spinta al nucleare
Il premier croato Andrej Plenković. Foto PIXSELL/PIXSELL

Si è tenuto nella giornata di oggi, 29 aprile, a Ragusa (Dubrovnik), il Business Forum dell’Iniziativa dei Tre Mari (3SI), nell’ambito del quale si è parlato di energia e sicurezza dell’approvvigionamento, con particolare attenzione allo sviluppo del nucleare e al rafforzamento delle infrastrutture strategiche dell’Europa centro-orientale. Nel corso dei lavori, il primo ministro Andrej Plenković ha ribadito l’interesse della Croazia a espandere le proprie capacità nel settore dell’energia nucleare, includendo anche possibili sviluppi legati alla centrale di Krško, condivisa con la Slovenia. Il premier ha sottolineato che diversi Paesi che in passato avevano abbandonato questa fonte energetica stanno oggi “sempre più apertamente riconoscendo che si è trattato di un errore”. A margine dell’evento, Croazia e Stati Uniti hanno firmato una dichiarazione congiunta volta a rafforzare la cooperazione nell’ambito dell’uso civile dell’energia nucleare. L’intesa – informa la Hina – si inserisce nel quadro del forum economico che accompagna l’incontro, al quale hanno partecipato anche rappresentanti della Westinghouse, storica azienda statunitense attiva nel settore e coinvolta in passato nella costruzione della centrale di Krško. “Abbiamo aperto uno spazio di collaborazione”, ha dichiarato Plenković, evidenziando il confronto con la società Usa che propone nuove tecnologie e punta a creare le condizioni per ulteriori sviluppi comuni nel settore energetico.

Il ministro dell’Economia Ante Šušnjar, intervenuto da Ragusa, ha delineato l’obiettivo strategico di Zagabria di aumentare il peso del nucleare nel mix energetico nazionale, passando dall’attuale 16% ad almeno il 30% entro il 2030. Il tema è stato al centro anche dei panel internazionali del Business Forum, dove il presidente lituano Gitanas Nausėda ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà incontrate dal proprio Paese dopo lo smantellamento del proprio programma nucleare, sottolineando il problema del deficit energetico e la necessità di stabilità nell’approvvigionamento. Per quanto riguarda la centrale di Krško, attualmente copre circa il 16% del fabbisogno elettrico croato. Plenković ha ribadito che il suo ciclo operativo è previsto fino al 2043, pur evidenziando come, secondo alcuni esperti del settore, una corretta manutenzione potrebbe estenderne la vita utile fino al 2063. Il premier ha confermato, inoltre, che Zagabria ha già espresso a Lubiana la propria disponibilità a valutare un ampliamento delle capacità dell’impianto.
Sul fronte internazionale, il segretario all’Energia degli Stati Uniti, Chris Wright, ha sottolineato il ruolo crescente dell’area dei Tre Mari come futuro motore economico europeo, elogiando la Croazia come partner energetico strategico e “Paese pro-energia”, anche in virtù del crescente utilizzo del gas naturale liquefatto (GNL) statunitense.

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